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Ultimi Commenti

ciiinziiiaaa: con tutta onestà questo articolo è poco chiaro, poco comunicativo ed obiettivamente falso. saluti
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Templar: Le donne hanno tutto il diritto di decidere sul proprio destino ed in merito al proprio corpo, il nascituro è dentro al loro corpo ma NON ne fa parte, quindi la donna non ha alcun diritto di decidere per lui. Oltretutto dopo nove mesi puo' benissimo dare il neonato in adozione senza avere alcun problema, perchè dunque assassinare i figli prima che nascano ?
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stefania: cara e'la prima volta che ti scrivo saro' breve perche' mi trovi d'accordo che le donne non hanno una sessualita' se non quella della schiava..purtroppo e' cosi'.inutile cercare di indorare la pillola...colpa delle nostre madri che hanno sempre voluti che noi fammine dovevamo essere frustate come loro e colpa dei padri che non conoscono altro modo se non di dominare e basta.che schifo.
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Marginalia: Benissimo, d'accordo sul tagliare la gola a chi costringe le donne a portare il velo (a patto ovviamente che siano queste donne stesse a decidere tempi e modi della loro rivolta), ma spiegami come fai a stabilire una connessione netta e precisa tra questa situazione e quella di tante altre donne che (soprattutto qui in Europa) indossano il velo con una valenza politica e identitaria completamente diversa. Tento di riprendere il filo del commento lasciato da Florèal nel mio blog a questo post:
http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/2009/05/protesta-con-veli-e-kefiah-nella-reggia.html
alla quale ho appena risposto
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giusy: sono d'accordo con marila questo tipo di maschio fa schifo, e la sua rabbia e sincera e giusta, lo dico io maschio che ho rinnegato il suo sesso che ritiene che questo tipo di machismo deve essere sterminato,e un mondo al femminile e guidato dalle donne sarebbe migliore ma sopratutto educare il maschio a essere piu' femminile

giusy
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giusy p.: mi chiamo giusy p. sono gay al femminile ovvero intelettualente e mentalemente, donna, ed essere donna e una cosa meravigliosa cosa che con i maschi, per quanto mi riguarda non appartengo in senso mentale e interiore, ritengo che stiamo vedendo una restaurazione fascista e patreiarcale che sfruttando la crisi economica, dove per altro stiamo assistendo alla fine del capitalismo, vuole riporre noi donne nelle case succubi dei maschi, e a questo dobbiamo ribellarci in tutte le forme

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stefy: Ciao mi aspettavo un commento sulla Carfagna e Berlusconi...
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wonderely: Io continuo a pensare che fin quando gli uomini non nasceranno con ovaie, utero e vagina dovranno stare zitti perché non è un argomento che gli compete!
e hanno rotto le palle, davvero!
si è visto ferrara che fine ha fatto alle elezioni: ha preso meno dello 0,2-0,3%...uno sputo!
magari l'ha capita che dice solo cazzate!
e comunque la 194 va sì toccata: bisogna togliere l'obiezione di coscienza! da lì vediamo subito quali sono i veri medici...gli altri possono pure dimettersi!
ciao
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dinoerba: Bene mettere in luce il rapporto speculazioni immobiliari, Expo2015, Ligresti, Tronchetti Provera ... e pogrom.
Cerchiamo di approfondire.
Dino
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e.p.: Cara amica, hai ragione, la tua rabbia è anche la nostra, questo maschio putrefatto va seppellito con la nostra lotta, lui e il sistema che lo produce. Non c'è altro da fare. Un abbraccio, e.
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L'aborto 'delitto femminile' del secolo?

postato da donnaproletaria [13/02/2008 21:01]

La soffiata telefonica - hanno ammazzato un feto! - fa scattare gli  agenti dell'Arenella, quartiere di Napoli, nel reparto IVG del II Policlinico, caso mai si riuscisse ad arrestare la prima 'omicida', Silvana,  che aveva abortito alla quarta settimana, rispettando tutte le norme della 194. (1)

Silvana, con grande decisione e coraggio, ha rifiutato la maternità inflitta,  il figlio malato per tutta la vita, di cuore, di diabete, senza qualche ormone, mentalmente infermo.(2) Ha rifiutato la maternità inflitta che si cerca di imporre alle donne, in 'nome della vita', della vita di un paese destinato a morire di vecchiume reazionario, che vorrebbe costringere le donne a partorire anche esseri malati, mostri, cyborg pur di riempire le sue culle vuote.

Nella 'via crucis' di Silvana, che non è sposata, salta subito all'occhio l'interrogatorio poliziesco, la domanda che non poteva mancare 'chi è il padre ?', il diritto del padre biologico, il richiamo all'ordine patriarcale, il 'grembo' maschile che rivendica la sua proprietà.

L'aborto, per il  quale si chiede una rivisatazione giuridica, anche in sede ONU, che lo qualifichi come 'omicidio' è dunque il delitto del secolo, il delitto femminile,  il rifiuto della donna di una maternità indesiderata, da punire con la galera. Si vuole  dunque risolvere il conflitto tra i sessi sulla procreazione, focalizzato sull'aborto, non solo con le neo-formule, 'diritto alla vita', 'biologismo etico', 'diritti del concepito', 'diritti del cittadino-embrione', ma con la formulazione giuridica di omicidio e il conseguente intervento poliziesco sul luogo dell'omicidio, l'ospedale pubblico.  

Come è capitato a Silvana, l'intervento poliziesco, il terzo grado, il sequestro  del materiale fetale e della  cartella clinica, l'ospedale scena del crimine,  dove praticare l'interrogatorio accusatorio, ottenere la confessione della colpa.  

Noi non tolleriamo più, aprite bene le orecchie, clerical-fascisti e soci,  la pratica inquisitionis contro di noi, ipocritamente presentata come amore della giustizia, amore 'per la vita', state attenti,  non provocateci, non ci presentate il crocefisso appeso sul tavolo del supplizio, da baciare,  perchè questa volta può avvenire che, le streghe, indemoniate,  ve lo scaglino sulla zucca, a mo' di proiettile!

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1) Perchè il conflitto tra i sessi  si focalizza sull'aborto, visto come attentato alla 'vita'? Il compromesso tra antica criminalizzazione e sostanziale depenalizzazione, -  la 194 - non riesce più a contenere  il ''conflitto tra i sessi'  sulla procreazione, il diritto della donna a disporre del proprio corpo procreativo,  e l'imposizione patriarcale, il controllo della riproduzione.

2) La 'via crucis' di Silvana, 39 anni.

' Mi sono sottoposta  all'amniocentesi  alla sedicesima  settimana, il 18 gennaio. Il referto arriva il 31,  "sindromee di Klinefelter', il figlio sarebbe stato un malato per tutta la sua vita'

Silvana decide di abortire, non ha dubbi. " mai avrei messo al mondo, da sola,  visto che non sono sposata, un bimbo in condizioni così gravi per il resto dei suoi giorni..."la  decisione è stata mia... per favore che nessuno si permetta di parlarmi di egoismo, nessuno  è intervenuto in questo senso", ma è il potere medico a dire l'ultima parola, è  lo psichiatra, non Silvana,  l'aborto nella 194, non è libero, è condizionato.  " Mi avevano comunicato che si poteva fare entro la 23esima settimana. Il giorno prima ero stata anche al Cardarelli per sottopormi a consulenza genetica, me lo avevano chiesto gli specialisti del Policlinico per spiegarmi meglio la situazione del bimbo e della sua patologia. Intanto ero entrata nella 21esima settimana .. venerdì scorso mi sono ricoverata nel reparto di Ostetricia dove avevo conosciuto il dottor Leone, a lui  avevo portato il referto e poi manifestato la volontà di abortire. 

Per tre giorni mi hanno somministrato i farmaci per stimolare le contrazioni dell'utero... lunedì alle 11 il medico mi ha rifatto l'ecografia e si è accorto che il feto era morto...ho  continuato con la terapia e finalmente alle 6 e mezza di sera ho abortito. Poi mi hanno portato in sala operatoria e, con l'anestesia, mi hanno ripulito l'utero.

Ero appena rientrata dalla sala operatoria , ho trovato una poliziotta pronta a interrogarmi. Non capivo cosa stava succedendo, ero ancora sotto l'effetto dell'anestesia..Mi ha bombardato di domande, mi  ha fatto il terzo grado: come era successo, perché avevo abortito, chi era il padre,  se avevo pagato, sospettavano che avessi dato soldi ai medici per abortire, insistevano. Poi  sono passati anche a Veronica, la  mia compagna di stanza , per farla testimoniare in quel momento, altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti a un giudice."

La polizia ha sequestrato il materiale fetale e la cartella clinica.