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La dignità ‘offesa’

15 Febbraio 2011

 Il filo di Arianna del  13 febbraio, è stato la ‘difesa della dignità’ della donna, offesa da Berlusconi.  Questo messaggio, ben confezionato dal  sessismo di sinistra,      ha fatto una certa presa  sul   milione di donne  scese in piazza, chè ognuna, a modo suo,  si sente  offesa  dalla turpe politica anti-femminile  di questo governo.

Chi per il delitto di maternità in azienda, chi per il delitto di aborto, chi perchè  disoccupata cronica, chi perchè precaria e straflessibile, chi perchè salariata alla fame, chi over 40 , perchè è  scoria  improduttiva, chi perchè casalinga forzata, si sente quasi una mantenuta,  chi perchè  anziana, con la minima, costretta a rovistare   nei cestini dei mercati rionali,  chi perchè  ferma in carriera,  che una qualche escort avanza sempre al posto suo,  chi addirittura  perchè offesa per la ‘nazione’, donna anch’essa. Insomma un caos di dignità offese   da andare in pallone.  

 In difesa della nostra dignità  è scesa in piazza anche un’armata cavalleresca di ‘amici delle donne’,  simpatizzanti, partigiani della ‘questione femminile’,  capeggiati da Gad Lerner ,  angosciato   da crisi mistiche verso le creature che tanto stima, private della loro dignità,  alle quali  venir  in soccorso,   purchè le donne riconoscano l’indispensabile tutela maschile,  che da sole,  esse sono ormai incapaci di tutelarsi.

Però  il  messaggio più suasivo in difesa della dignità della donna,  la sinistra sessista  l’ha affidato naturalmente  a donne,   sulla cui dignità non c’è alcun dubbio,  le anti-Ruby nazionali, la Bongiorno, La Perini e  la Camusso – (silurata la Conchita) – ovvero le vere ispiratrici   del  ‘Se non ora, ma quando’.   Inviperite,  nei vari palchi d’Italia,   contro Berlusconi che innalza al potere donne indegne,   mercantesse del sesso,  mentre le degne stan lì a guardare,  hanno dichiarato di sentirsi pure loro private della dignità ,    senza farci capire in cosa consista questa  perdita,  dal momento che, stando al concetto borghese  di  ’dignità,  a loro   proprio non manca, sono  donne di comando,  indipendenti,  colte,  in carriera e piuttosto riccone.  Ma per  colpa  di Berlusconi  sono infamate  e con loro, infamata è  pure la ‘nazione’, che orrore!

 Questo can-can di dignità perduta ci fa sorridere, in quanto noi  ‘secondo sesso’  la dignità l’abbiamo sempre avuta,  piuttosto è il ‘primo sesso’  a doversi interrogare sulla propria ‘indignità’,   ovvero sul  grado di inciviltà del mondo  e della cultura maschile.

 Il 13 febbraio queste signore  han tentato   il colpo grosso:  sfruttare la rabbia  delle donne,  inferocite contro la politica anti-femminile di tutti i partiti, di destra e di sinistra, per  sviare solo  sul berlusconismo morente  la furia femminile,  e salvare  così   il  sessismo moralista e bigotto, dei partiti di sinistra e di centro,  cui esse appartengono. 

 Non spiego altrimenti  il loro furore    contro  le  indegne e immeritevoli  ’intruse’ ,   che hanno usurpato poltrone di potere, non sgomitando,  secondo le regole del liberismo, ma ‘sculettando’.  ‘Se non ora, quando’   si rivela dunque  essere quel che è,  il grido di battaglia , la  bagarre delle  perbene- borghesi all’opposizione,  per la spartizione delle poltrone  femminili  del  dopo-berlusconi, e per aver un appoggio popolare,  si appellano al malcontento delle donne ,  chiamando in causa la  loro dignità , che niente ha a che fare con questa bagarre . 

 Molte  donne scese in piazza  insieme a  noi,   nei  vari ‘spezzoni’ di Indecorose e Libere,   hanno capito che questi  discorsi  sulla ‘dignità’  puzzavano di marcio,    accogliendo  spazientite e  con fischi alcune oratrici , che parlavano ‘per sé  ’invece di far proposte concrete per noi  o   recitavano poesie in onore  della  patria, roba da far cadere le ovaie. 

 In conclusione, credo che il bilancio del 13 febbraio sia   positivo.  Primo, perchè si è chiarito il vero senso  dell’appello alla ‘dignità delle donne’ di  ‘Se non ora, quando’ ;   secondo, le  donne quando scendono in piazza sono una moltitudine  scatenata,  e lo  hanno capito le organizzatrici impedendo i cortei;   terzo,    la  chiamata bersanica  per dar  la ‘spallata’  a Berlusconi ,  non coincide  del tutto  con    la  ’spalletta’  bersanica,  cioè  l’appoggio elettorale, implicitamente chiesto dal PD, a noi donne;   quarto  perchè col nostro intervento, in tante piazze, abbiamo fatto capire che mica siamo sceme.   

 La   sinistra sessista e bigotta,  la triade Bersani-Fini-Casini,  non si illuda dunque  di sfruttare la nostra rabbia  per andare al governo,  visto che  per noi,  in tema di politiche per le donne - lavoro dignitoso, salario che ci permetta di essere autonome, servizi sociali gratuiti per noi e per i figli, reddito di cittadinanza per le donne senza alcun reddito economico, diritto alla casa, decorosa e a prezzo popolare, niente ostracismi al diritto d’aborto,  libera contraccezione ,  stop alla persecuzione delle migranti, petrolio ai CIE,  politiche anti-sessiste e contrastanti la violenza maschile e familiare – non c’è nulla.   Per  un aiuto,  dunque, la triade   si rivolga non a noi, ma   al suo santo protettore,   che c’è ma non si vede,   San Luca Cordero di Montezemolo. 

 Noi tiriamo   dritte sulla nostra  rotta , l’Autonomia Femminile,   mezzo fondamentale di lotta rivoluzionaria per la  nostra Liberazione, contro  questo sistema di oppressione e sfruttamento, che  siamo contro ogni forma di sfruttamento, sia  umana che animale, per una società senza classi, generi e specie.      

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