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Un branco di machi bebé, allattati dal sessismo paesano, accoppa Lorena, 14 anni

16 Maggio 2008

Un altro agguato ad  una giovanissima,  con accoppamento. (1)

Lorena, solo 14 anni, in un isolato cascinale nella campagna di Niscemi con tre ‘amici’ del paese, un branco di machi bebè, in attesa di crescere,  é denudata, stuprata, bastonata di botte .. l’accoppano questi ‘tre amici’, strangolata e bruciata,  gettano in un pozzo quel che rimane del  suo povero, giovanissimo corpo.

Un assassinio feroce, orribile  e premeditato, che Lorena  non doveva andare per il paese a raccontare di essere incinta di uno dei tre, a metterli nei guai con le fidanzatine immacolate.  No, non era la ‘innocente fuitina’, questo bel  ‘folklore’ del paese,  il  macho rapimento di Lorena,  risarcito al padre  col matrimonio riparatore.

No, Lorena, dal giorno della sua scomparsa, il 30 aprile,  si trovava morta accoppata in fondo a un pozzo, mentre il branco se la spassava in paese.

Questo  assassinio non è affatto un episodio  infelice, una mostruosità di tre minorenni che hanno perso la testa,   no,  Lorena è stata accoppata dal radicato machismo paesano, che allatta  dalla nascita i suoi baby machi alla ‘prova di virilità’,  la cattura di qualche ragazza  che si ritiene sessualmente liberata, da adibire ai ‘servizi sessuali’ e risparmiare così le  immacolate fidanzatine per bene.

Sprofondarsi dovrebbe Niscemi,  che coltiva  nei suoi giovani pollastri la visione  machista della donna, la ‘perduta e l’onesta ‘, cosicché anche i suoi maschi minorenni si sentono  in diritto di  violentare e uccidere la ‘non-virtusosa’, la  ’ragazza facile’  che contamina con la sua lussuria l’onore  delle ragazze virtuose del paese.

Si  impicchi in massa, con in testa il suo prete, questo ipocrita paese,   che al funerale di Lorena, indossando la maglietta del  suo ‘capro espiatorio’,   applaude la vittima  che  col suo ‘martirio’, l’accoppamento, l’ha purgato dei peccati di cui chiede perdono!

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1) NISCEMI (Caltanissetta) - È stato un sms a decidere della vita di Lorena Cultrato. Il mittente, Domenico, 16 anni, l’ha inviato agli altri due minorenni accusati dell’omicidio della quattordicenne, con l’ordine di uccidere la ragazza. A rivelare il retroscena agli inquirenti è stato uno dei tre fermati, Alessandro, 15 anni. "Conoscevo Lorena da cinque mesi – racconta Alessandro – e con lei avevo avuto anche un rapporto sessuale".

Dalla testimonianza del ragazzo la ricostruzione delle ultime ore di vita di Lorena Cultraro. "Ero davanti alla scuola di Niscemi – continua Alessandro – insieme a Giuseppe e Domenico. Lorena era lì, e quando ci ha visto arrivare ci ha detto che era sua intenzione incolpare uno di noi tre del fatto che era incinta". Proprio l’intenzione della ragazza avrebbe scatenato la furia dei tre.

"Giuseppe mi disse – spiega il ragazzo – che dovevamo ammazzare Lorena per quello che aveva detto e cioè che voleva incolpare uno di noi tre di averla messa incinta". Un proposito che inizia a prendere forma in un messaggio sul telefonino. "Domenico – conclude Alessandro – mi inviò un sms nel quale mi diceva più o meno che dovevamo ammazzare Lorena. Da quel momento è scattato il piano nelle campagne alla periferia di Niscemi".

La ragazza sarebbe stata trasportata sul posto da uno dei tre, Giuseppe, con il suo ciclomotore. "All’interno del casolare – aggiunge l’indagato – Domenico e Giuseppe hanno iniziato a spogliare Lorena, che in qualche modo cercava di fare resistenza soprattutto verbale, dicendo che non voleva essere spogliata. Giuseppe e Domenico hanno proseguito e sono riusciti a spogliare del tutto Lorena, e a turno, prima Giuseppe, poi Domenico e per ultimo io, abbiamo avuto rapporti con Lorena".

Dopo i rapporti sessuali esplode la violenza. "Finito il mio rapporto con Lorena – aggiunge Alessandro – Giuseppe e Domenico hanno iniziato a prendere a calci e pugni Lorena, perchè aveva messo in giro false notizie nei loro confronti creando problemi con le loro rispettive fidanzate".

"Ad un certo punto – spiega l’indagato – ho notato Giuseppe o Domenico, non ricordo esattamente chi dei due, anche per la rapidità del gesto, che passavano al collo di Lorena un filo di corrente elettrica o un cavo tv, ed entrambi glielo stringevano fortemente a tal punto da soffocarla. Io me ne stavo in disparte a guardare, e Giuseppe e Domenico mi hanno detto di tapparle la bocca, perchè Lorena cercava di gridare aiuto. Preso dalla paura che potevano anche farmi del male, le ho messo la mano sulla bocca fino a quando non ci siamo accorti che Lorena non respirava più e le usciva anche sangue dalla bocca".

(da repubblica, 16 maggio 2008)

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  1. marila
    18 Maggio 2008 a 4:07 | #1

    Quello che sto per affermare è vero , e non mi considero affatto pazza. E pensare che una volta mi ci battevo pure contro la pena di morte. Ma più invecchio e più il maschio lo odio. ho voglia di farmelo, di metterlo sotto, di trombarmelo, incularlo con le mie mani (mi dà un gusto folle, perche con le mani ho la sensazione tattile del potere su di lui e nessuna invidia del pene, ci manca pure!!!)e poi dopome lo farei fuori con le mie stesse mani. non lo faccio. in vita mia non ho compiuto mai niente di illegale ma se una cazza di legge che mi autorizza me la varano io lo faccio, ne sono sicura

  2. e.p.
    18 Maggio 2008 a 15:41 | #2

    Cara amica, hai ragione, la tua rabbia è anche la nostra, questo maschio putrefatto va seppellito con la nostra lotta, lui e il sistema che lo produce. Non c’è altro da fare. Un abbraccio, e.

  3. giusy
    30 Maggio 2009 a 16:29 | #3

    sono d’accordo con marila questo tipo di maschio fa schifo, e la sua rabbia e sincera e giusta, lo dico io maschio che ho rinnegato il suo sesso che ritiene che questo tipo di machismo deve essere sterminato,e un mondo al femminile e guidato dalle donne sarebbe migliore ma sopratutto educare il maschio a essere piu’ femminile

    giusy

    viva donna proletaria

    indipendenza delle donne

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