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Giu’ le zampe dalla 194!

4 Gennaio 2008

Non spunta l’alba del 2008 che si annuncia alle donne d’Italia il Grande Simposio del Capodanno, Ruini e Ferrara, la disquisizione sottilissima  filosofica dell’identità del concepito, tra un bicchiere e l’altro(1).

Che il concepito si colloca nella sfera umana sin dal momento del concepimento che lo  sperma maschile trasmette lo ‘spirito santo’ all’ammasso cellulare che immediatamente l’ammasso diventa  ‘persona’ che l’ obbligo della madre è  tenerselo dentro nel ventre- contenitore che la Madonna lo ha fatto pure lei che la sacralità del seme del Padre passata al concepito abortito procura alla madre la scomunica(2) che la gravità oggettiva dell’uccisione del seme innocente dopo 90 giorni di pensione uterina(3)  la  ri-spedirà  dritta in galera che le abortenti si aprano al pentimento che il Padre di ogni misericordia e di tutti i semi maschili  le aspetta  per offrire il Suo perdono che affidino con speranza il seme abortito al Padre del Seme nel paradiso che nella parrocchia scrivano il diario della memoria che la sofferenza del seme  trova sempre eloquenti diffusori del diritto alla vita, che questo ha detto il Grande Simposio del Capodanno(4).

Le donne d’Italia che per mancanza di quattrini del festeggiamento del Capodanno ci hanno  poco bicchierato e bevuto che la mente è rimasta sgombra ci hanno risposto al Grande Simposio molto bicchierato e bevuto di Ruini e Ferrara sulla disquisizione sottilissima filosofica dell’identità del concepito che non ci considerino più continuatrici dell’itala stirpe che noi non ci diamo più figli a nessuno uomo e Stato che i figli li diamo a loro stessi quando come dove  vogliamo che restituiamo noi a noi stesse in questo modo,  che a noi ci piace così.(5)

Non accetteremo mai la maternità inflitta!

Giù le zampe dalla 194!!! 

 

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1) La concezione ‘maschilista’ dell’aborto, il Maschile che vuole arrogarsi il potere di decidere di una questione che riguarda esclusivamente  noi donne, il nostro corpo, il rapporto col concepimento, se non voluto.  L’aborto è definito dalla chiesa e dal suo movimento per la vita in questi termini:  E’ aborto volontario diretto quello compiuto con la volontà di sopprimere il concepito. Ha un ‘duplice effetto’, coinvolge anche chi assiste e procura l’aborto. Dalla chiesa è punito con la scomunica. La disquisizione ‘si sopprime un essere umano o un ammasso di cellulle?’ è vecchia, un rifacimento della dottrina medioevale, tomistica di Tommaso d’Acquino, che assegna al padre il potere generante e alla madre il ruolo di contenitore del generato che, in quanto prodotto del padre nella società patriarcale, è ‘sacro’. La versione attuale del tomismo è il concetto di ”persona’. L’essere personale (cioè la persona = unità di anima e corpo) è ovunque ci sia un essere umano  ’vivente’ anche nell’embrione cellulare,  in potenza e non ancora in atto. Per questa ragione viene negato anche l’uso della ‘pillola del giorno dopo’, ma  la vera ragione stà nella perdita del controllo della sessualità delle giovanissime, se potessero usare tale pillola.

2) Diritto canonico 1983, canone 1389 – latae sententiae-

3) Il Simposio si è accanito  sugli ‘aborti eugenetici’, ovvero sulla decisione materna di non procreare se un handicap diagnosticato al feto procura alla madre  grave motivo per la sua salute. Qui si ha da parlar chiaro: la caduta del tasso di natalità in Italia giustifica la nascita di bambini handicappati, in questa società di dis-eguali, di discriminazione reale? O si vuole imporre alla donna  la maternità inflitta? Nella testa del Simposio, si comincia a parlare di ‘infanticidio’, non più di aborto, quindi punibile penalmente.

4) ‘La negazione della libertà dell’aborto rientra nel veto globale che viene fatto all’Autonomia della donna’ dal Manifesto di Rivolta Femminile (1970)

5) Da ‘Rivolta Femminile’ (1970)

  1. Diavolina
    5 Gennaio 2008 a 11:39 | #1

    La cosa più ripugnante, a mio parere, è che, intromettendosi negli affari publici, la Chiesa abbia la pretesa di imporre la “gravidanza inflitta” a chi cattolica non è. A chi non è neanche battezzata. A chi non vuole esserlo. A chi non ne vuole sapere di religione. A chi non è neanche credente.

    Quando una donna cattolica ha tutta la libertà di ubbidire ai dettami della sua religione. Perché mai le altre dovrebbero sottomettersi a dettami dei quali s’infischiano?

  2. 5 Gennaio 2008 a 13:32 | #2

    La chiesa non ha diritto, e deve farsi gli affari suoi su un terma come l’aborto, decisione e diritto che spetta solo alle donne e neanche lo stato borghese e maschi hanno diritto a metterci il becco!!

    viva il femminismo !!!

    potere alle donne !!

  3. giuseppe p.
    5 Gennaio 2008 a 13:32 | #3

    La chiesa non ha diritto, e deve farsi gli affari suoi su un terma come l’aborto, decisione e diritto che spetta solo alle donne e neanche lo stato borghese e maschi hanno diritto a metterci il becco!!

    viva il femminismo !!!

    potere alle donne !!

  4. giuseppe p.
    5 Gennaio 2008 a 13:51 | #4

    La chiesa, non ha nessun diritto a mettere il becco su un tema, che spetta alle donne, e solo a loro spetta la decisione, neache allo stato padrone, fascista, e maschilista.

    potere alle donne!!

    viva il femminismo radicale !!

    viva il comunismo femminsta !!

  5. 5 Gennaio 2008 a 14:00 | #5

    basta che la chiesa maschilisya, si intrometta su un e decisione che spetta solo alle donne, e da loro deve eesere deciso e non da nessun altro.

    potere alle donne !!!

    viva il feminismo rivoluzionario !!

  6. 5 Gennaio 2008 a 14:37 | #6

    Nel contrastare gli attacchi ormai continui alla libertà della donna di abortire, non dimentichiamo che – dal canto suo – anche la legge 40 (sulla Pma), e il referendum che ha provocato, sono stati un passo avanti verso la statalizzazione del corpo della donna, pretendendo di stabilire cosa sia la vita umana, la persona, in modo avulso dai rapporti sociali

    La vita umana inizia quando il feto si rapporta in modo senziente con la madre, quando sperimenta il suo primo rapporto “sociale”. La persona inizia a formarsi quando il neonato entra in contatto col “resto del mondo” (la levatrice, il padre, ecc.). Sono concetti prettamente sociali, non meramente biologici.

    Con quale ipocrisia cinica e putrida, c’è chi s’interessa a spada tratta degli embrioni nel mentre vive beatamente sullo sfruttamento e sul macello quotidiano di forza-lavoro, cioè di persone vive e vegete!

  7. e.p.
    5 Gennaio 2008 a 19:27 | #7

    x diavolina e Giuseppe. La negazione della libertà dell’aborto rientra nel VETO globale patriarcale fatto all’Autonomia della donna, questa la vera ragione dell’intrusione della chiesa, per questo la chiesa pretende il controllo dell’aborto anche sulle atee e non-cattoliche, la chiesa, la millenaria forza reazionaria anti-femminile, da distruggere! Pensateci sù. Ciao a tutti e due.

  8. flavia
    6 Gennaio 2008 a 13:39 | #8

    devo dire sinceramente che questa volta mi trovo un po in disaccordo con alcune di voi.

    io non avrei mai e poi mai di abortire,di rifiutare una mia creatura…però sono daccordo sul fatto che nessuno debba intromettersi sulla decisione,ma spetta solo a me.

    detto questo,io lo considero comunque un omicidio…lo so,lo so che me ne direte di tutti i colori,ma io non abortirei nemmeno se vivessi in una baracca.anche se non voglio togliere a nessuna il diritto di farlo.baci a tutte!!

  9. 6 Gennaio 2008 a 14:02 | #9

    io credo si stia dimenticando che comunque la donna ha sempre abortito, dai tempi dei tempi,

    abortito mettendo a rischio anche la propria vita, pagando x abortire, in mani di chi abusava di tecniche obsolete.

    Non è cambiato nulla, se non che con la legalizzazione, o la tolleranza di una scelta personale, (è’ la madre che sceglie, con sofferenza) non si mette + a rischio la propria vita.

    Poi, sono scelte Molto personali.

    Non mi perderei a parlare di omicidio, forse è eticamente

    corretto rispettate, con dovuti accertamenti, rispettare la scelta di una donna, che in quel momento della vita, non si sente pronta a diventare madre, o nuovamente madre.

    Non condivido la politica che mette in discussione una legge così sofferta.

    La chiesa fa il suo mestiere,

    la politica deve salvaguardare i diritti di tutti.

    b.

  10. 6 Gennaio 2008 a 18:50 | #10

    Il corpo delle donne, incubatore di umanità.
    Non smetteranno mai di cercare di appropriarsi del corpo delle donne. Averlo determina un grosso potere.
    Usiamo la ricerca scientifica per la contraccezione, magari anche maschile. Potenziamo i consultori, rivedendoli non in chiave esclusivamente sanitaria, ma anche sociale.
    Ridiano i soldi! Che hanno tolto, riducendo il personale e rendendo i consultori degli ambulatori come quelli dove si fanno i prelievi del sangue. Batterie di donne.
    Tant’è che nei consultori non ci vanno tutte! Ad oggi ci va chi non si può permettere il ginecologo privato, a 250 euro la visita, se è vice primario. O chi crede ancora nella professionalità di ostetriche ed infermiere, educatrici ed assistenti sociali, cioè colei che ha avuto una gran fortuna, ad incontrare questa coscienza professionale e politica nella sua vita.
    Contraccezione.
    Sembra il metodo più diffuso ancora oggi sia il coito interrotto.
    In linea con le richieste della Chiesa.
    saluti

  11. Diavolina
    6 Gennaio 2008 a 21:36 | #11

    Non biasimo a fatto Flavia, che come tutte è libera delle sue scelte.
    Ma forse è giovane. Magari nella sua baracca avrebbe il primo con tanta gioia e soddisfazione. Ma sarebbe lo stesso per il secondo? Il terzo? Il quarto? E più?

  12. flavia
    6 Gennaio 2008 a 23:18 | #12

    rispondo a diavolina.il secondo,il terzo,il quarto,prenderei le dovute precauzioni,perche i rischi a cui si va incontro si conoscono…non possiamo fare tutto con libertà,tanto male che vada poi si abortisce…il sesso è una bella cosa,può essere importante(io sono lesbica,ma non lo sono sempre stata),ma con le dovute precauzioni.ovvio che se venissi violentata,probabilmente abortirei anche io,ma li è un altra cosa…

  13. e.p.
    7 Gennaio 2008 a 15:10 | #13

    Cara Flavia, dici bene, “non mi sentirei di abortire la mia ‘creatura’”, che il corpo femminile non è un contenitore, ma la ‘fabbrica’ – per ora non trovo altra parola – della vita del feto, tua creatura, appunto, solo quando TU e SOLO TU, lo senti tale, cioè hai deciso TU di concepire, e non altri per te. Come lesbica, se desiderassi, insieme con la tua compagna, una maternità, cioè procreare senza sesso, saresti una madre ‘fuori norma’, l’anomalia genitoriale rappresentata da una coppia lesbica che alleva un figlio, il che è intollerabile al sistema familistico patriarcale dominante. Bacio, e.

  14. Templar
    25 Dicembre 2009 a 5:43 | #14

    Le donne hanno tutto il diritto di decidere sul proprio destino ed in merito al proprio corpo, il nascituro è dentro al loro corpo ma NON ne fa parte, quindi la donna non ha alcun diritto di decidere per lui. Oltretutto dopo nove mesi puo’ benissimo dare il neonato in adozione senza avere alcun problema, perchè dunque assassinare i figli prima che nascano ?

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