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Archivio Dicembre 2007

Quel qualcosa che unisce l’Operaio, lo sfruttato, l’inferiore, la Donna…

31 Dicembre 2007 4 commenti

Care Tutte, qualcosa forse si muove in campo operaio, quel qualcosa che accomuna l’operaio, lo sfruttato, e l’inferiore, la donna…

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W il nostro 2008, un grande augurio, un grande anno femminista, per l’Autonomia Femminile!

21 Dicembre 2007 11 commenti

 Chi eravamo prima del 24 novembre ?
Perchè siamo in grado di ribaltare ‘tutto’, eravamo ‘cellane’ (1) ,le cellane del nostro secolo, ci avevano recluso nel pianeta dell’esclusione,  per farci perdere il senso della nostra forza, la coscienza del nostro essere.
Cellane  nel mercato della sotto-disoccupazione, gerarchizzate nel sistema del precariato, all’ultimo gradino della forza-lavoro.
Tra la disoccupazione forzata di casalinga e l’esilio nel lavoro precario, il salario qua e là offerto, è sempre il compenso della divisione sessuale del lavoro,  talmente dequalificato da giustificarne il suo basso valore perchè  sostegno di quello maschile.
Cellane  nel mercato del sesso, per qualunque donna con la sua ‘mercanzia’, per un pò di soldi, a seconda del portafoglio del cliente, della classe sociale, della disponibilità di denaro e naturalmente, della merce da offrire.
Per  tutti i gusti e le tasche.
Dalle videocassette di ‘pornocasalinghe’, le donne di casa con poche pretese, alle impegnate prestazioni di chi ha da vendere la gioventù e la  bellezza.
Cellane  nel carcere della famiglia,  luogo obbligato di affetti e di riferimento, logora,  talmente microbica da essere oggi  l’istituzione  più anti-economica, per questo  manda al patibolo, ogni due giorni, una donna.
Cellane  nel lager della violenza sessuale, dove ‘il maschile,’  in declino, fallite le tecniche di addomesticamento del ‘femminile, ritrova nella disciplina sistematica dello stupro e dell’accoppamento, la sua momentanea vittoria.

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Cardinale Poletto, per il ‘goodwill’ borghese si ammazza l’operaio, non per la famiglia!

14 Dicembre 2007 4 commenti

‘Assassini, assassini’ urlavano i metalmeccanici lunedì a Torino, anche Bertinotti con la sua non-violenza si è defilato, e pure i sindacalisti ‘venduti’, – per la Fiom Rinaldini e Cremaschi – ormai soci del Capitale nella gestione della forza-lavoro(1). ‘Pagherete caro, pagherete tutto’, urlava il corteo, davanti alla sede dell’Unione Industriali, blindata da plotoni di celerini in assetto di battaglia.

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Basta lavorare a morte! Dal lutto di classe alla lotta di classe, sciopero generale!

9 Dicembre 2007 2 commenti

 

Si lavora a morte ovunque, ormai, nei cantieri, nel ‘sommerso’, in fabbrica.

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I borghesi alla Scala di Milano: libiam, libiam nei lieti calici..(che ce frega se lavorate a morte)

6 Dicembre 2007 2 commenti

 Libiam, libiam nei lieti calici ..la celebre romanza della Traviata è l’inno della borghesia gaudente, che se ne va  alla Scala di Milano il 7 dicembre, anche se alla prima, ci sarà Wagner, Tristan und Isolde, in lingua-madre, in tedesco, che ai borghesi ci sembra di essere colti ad andare all’opera, anche se nessuno di  loro ci capisce un’acca della lingua madre tedesca cantata.(1)

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Il sessismo ci stia alla larga anche se parla un nobile linguaggio, il piffero magico non c’incanta!

2 Dicembre 2007 30 commenti

Dal 24 novembre, dal giorno in cui è iniziata la nostra Rivoluzione,  molti uomini hanno riscoperto il linguaggio della cavalleria, si dicono amici delle donne, simpatizzanti,  partigiani della questione femminile, riconoscono la nostra libertà purchè noi riconosciamo la loro ‘protezione’.

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