Archivio

Archivio Giugno 2007

Hina, proclamata martire catto-islamica!

28 Giugno 2007 6 commenti

Stamane a Brescia c’è stata l’udienza preliminare per l’omicidio di Hina Saleem. Aveva rifiutato il matrimonio combinato dal padre, in Pakistan, voleva vivere la sua vita, col ragazzo italiano che amava. Apostata della sottomissione islamica, colpevole di nashuz, la ribellione contro l’autorità maschile, il padre l’ha sgozzata, complici lo zio e due cognati. Causa vacanze, o meglio le fin’amour con l’homo islamicus, tutto il ‘femminismo di sinistra’ italiano si era, di fronte a tale orrendo delitto, eclissato.(1) Per riapparire oggi, le ‘Uscite dal Silenzio’, un anno dopo e chiedere di costituirsi parte civile al processo, insieme con la Santanché, l’UDI, e Souad Sbai(2) che aveva organizzato il presidio. Come mai le donne islamiche dell’associazione Donne Marocchine in Italia hanno riesumato Hina, sono forse uscite dal velo, un anno dopo, per fare di Hina una martire del ‘femminismo islamico’? Del femminismo-islamico, che vorrebbe spacciare il Corano per un manuale di liberazione femminile e Maometto primo guru femminista della Storia. E guarda caso, proprio di questi tempi, in cui, accanto alle violenze dei maschi di casa, dobbiamo fare i conti anche con gli ‘stupri etnici’, specie di musulmani(3). E le femministe nostrane, come mai sono ri-emerse dal silenzio? Pentimento, senso di colpa? Ma no, le une dal velo, le altre dal silenzio, in concorrenza, riesumare Hina per farne la Maria Goretti dei valori occidentali, per i quali, secondo loro, Hina ha perso la vita. Finito male il filarino con l’islam, le fin’amour(4), nonostante un anno di sottomissione, di sviolinate sul ‘velo-identità’, di multiculturalismo e filosofia colonialista dell’integrazione, variante ‘adat’(5), non hanno trovato niente di meglio, per tornare alla luce, che far concorrenza alle islamiche  e santificare Hina martire  dei valori dell’Occidente , di cui esse sono accanite consumatrici. Quando Hina fu sgozzata, nessuna di queste pagliacce-pseudofemministe, nostrane ha detto per lei la sola parola che si doveva dire , il mandante spirituale che ha armato la mano assassina del padre è l’Islam, un sistema statale-politico-giudiziario che asservisce, schiaccia le donne e in nome del quale e della sua sharja, ogni giorno nel mondo vengono percosse, punite, tormentate, violate, accoppate migliaia e migliaia di donne che cercano di incamminarsi sulla strada dell’Autonomia. Questo avrebbero dovuto dire queste pagliacce, se avessero del femminismo, almeno qualche lontano ricordo.

Prosegui la lettura…

Categorie:Argomenti vari Tag:

La ‘maternità neuronale’, nuova trovata della scienza-scemenza

21 Giugno 2007 4 commenti

Nonostante il culto cattolico della fertilità, le magie, le preghiere, i riti, l’incitamento a riprodurre funziona sempre meno, le culle sono vuote. Ecco perchè è intervenuta la scienza (o la scemenza?), a dire la sua, la teoria della ‘madre neuronale’, sostiene che le donne devono ritornare al loro ruolo primario di madri, perchè la maternità – si è scoperto – ha la sua sede nel cervello, e prende forma già nella fase fetale, insomma nel feto-femmina la maternità è già nella zucca!(1)

Il cervello non influenzato dal livello di testoterone tipico del sesso maschile, formerebbe circuiti cerebrali specificatamente femminili, il ‘cervello materno’ condiziona tutta l’esistenza della donna.

Che bella variante scientifista della costola d’Adamo, la ‘mancanza’ questa volta è la cerebralis medulla femminile, materna, che è materna per mancanza testoteronica maschile.(2)

Anche la psiche femminile, il comportamento è sotto possessione ormonale materna, dalla culla alla tomba. E’ un’altalena di testoterone ed estrogeni, anche la ricerca del marito, il lavoro compatibile con la famiglia, e addirittura, per non so quali ormoni fetali e placentali le donne lasciano il lavoro per la maternità!
Io mi credevo fosse a causa dell’estorsione, la lettera di dimissioni, in bianco, senza data, che i padroni fanno firmare -conditio sine qua non – per l’assunzione.
Così, di fronte ad una gravidanza, la donna sta casa, senza tante storie.

Mica le sapevo io, le verità della scienza, che è invece colpa degli ormoni fetali la perdita del lavoro, e che il bambino, eccitato dalla ossiticina, s’attacca, come un lecca-lecca al seno dalla mattina alla sera, ed è per questo che la madre non può più andare a lavorare!

‘Tutta latte’ la madre, quella macina da mulino intorno al collo, non è il caso si ripresenti al lavoro.(3)

Anche la menopausa è senza tregua, dio mio, i conflitti ormonali sono responsabili della durezza del climaterio, il malumore, la faccia storta, l’”instabilità mentale”, l’odore della vagina, i peli da barba sotto il naso, il sedere che scende.
Unico antisettico, sono gli ormoni, la TOS.(4)

Ma chi le sapeva tutte queste cose, tutte queste verità ormonali?
Siamo così ignoranti, noi donne!

Ma adesso che si sa, cambia tutto, sappiamo con chi prendercela.

Le lesbiche si incazzeranno con l’androgenizzazione embrionale, e gli ormoni di genere, le donne maltrattate con il loro ipotalamo e le lavoratrici madri, licenziate, invece che col padrone, s’incazzeranno con la ‘maternità neuronale’!
———————————————–
1) Il sesso del cervello di C.Vidal D.Benoit?Browaeys. Ed. Dedalo

2) J. Money e A: Ehrhardt raccontano: “..i feti, lasciati senza androgeni, si sviluppano in femmine… il principio emerso nei momenti della differenziazione sessuale, se ci sono androgeni vi è ‘mascolinizzazione’, in caso contrario ‘femminilizzazione’ anatomico-comportamentale.
Il mistero dei ‘trans’ e dei gay!
Numerosi esperimenti (vivisezione di animali!!) hanno individuato nell’ipotalamo animale il comportamento materno, caratterizzato da sottomissione e ricettività nei confronti del maschio da parte della femmina”
Il mistero della sottomissione della ‘scimmia-donna!’ alla ‘scimmia-uomo’(per dirla con l’ultras della scienza Desmond Morris)
“Iniettando a madri gravide un surplus di androgeni, si sa come saranno i loro figli nel comportamento. “Negli anni ’50 – per salvare dalla minaccia di aborto – si somministravano dosi massicce di progesterone, clinicamente simile al testosterone, che ha effetti virilizzanti. Si trovò che le bambine il cui cervello era stato androgenizzato quando erano nello stato embrionale, presentavano aspetti tipici da maschietto, disdegnavano le bambole, amavano sport competitivi si occupavano dell carriera e non della maternità”

3) Un quarto delle dimissioni per maternità sono estorte!

4) La TOS, terapia ormonale sostitutiva, l’assunzione di estrogeni, che non vengono più prodotti in quantità sufficiente dall’ovaio.
La menopausa è considerata, se non una malattia, un pericolo, uno scompenso, fisico e psichico, si trascina una semi-esistenza se non si fa ricorso alla TOS.
Ci sono varie scuole di pensiero, cito le più sceme.
- La ‘virilizzazione’ in climaterio.
Le donne diventano amorali in menopausa perchè la loro sessualità è libera dalla funzione riproduttiva e diventa pari all’uomo.
- La follia uterina.
C’è stretta relazione tra l’utero e il cervello, il prolasso uterino, la ‘retroversione’ dell’utero sono la prova che la menopausa può portare alla follia.
- La deficienza tiroidea
La mancanza dell’ormone ovarico influisce sulla tiroide e sulle ghiandole surrenali, con gravi cambiamenti fisiologici. (Il che produsse un grosso giro d’affari nell’industria della carne in scatola, perchè dalle ghiandole endocrine degli animali macellati si estraevano i prodotti ‘vivificanti’ per la ‘deficienza tiroidea delle donne’)
- L’attacco all’ego
Tutto ciò che è stato nascosto dalla corazza del carattere, per 50 anni, viene fuori. La ribellione delle cinquantenni si fa risalire alla mancanza d’estrogeno.
- La teoria della colpa
Le donne che in menopausa non hanno sintomi, proprio per la loro mancanza di sintomi, si è accertato in loro un ‘mancato svolgimento del ruolo femminile’!

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , ,

Mogli accoppate, nuove martiri per il Pantheon cattolico, traballante?

12 Giugno 2007 4 commenti

La storia di Barbara Cicioni, un’altra ‘martire’ accoppata per non aver voluto divorziare, in nome dei figli e della famiglia, da quella merda del marito che per otto anni l’ha riempita di botte.(1)

Un’altra martire sull’altare della famiglia. Perchè non aveva divorziato, aveva paura di rimanere a pane e acqua?(2)

No, era una sgobbona lei, da dipendente s’era fatta titolare della lavanderia ecologica, sponsorizzava Barbara anche la squadra di calcio del paese.

Per i figli, diceva alla cugina, per non farli soffrire.

Lei bastonata e umiliata davanti a loro, puttana, mantenuta, cesso le diceva il marito(3), bastarda era pure la sua bambina che stava per nascere.

Che illusioni poteva avere, ancora, sul suo matrimonio?

Eppure quel matrimonio Barbara non lo voleva rompere, accettava pure i diritti di aggressività del clan maritale, i rimbrotti per i lavori domestici non accurati, non finiti, tollerava quella suocera odiosa che la controllava.

Il cesso pulito, tutti i giorni, era più radioso del suo viso? Cosa riferiva la suocera, a quel suo figlio edipico, fornito del pene che lei non aveva?

Cos’era quella sorta di servitù della gleba, quell’ambiente in cui Barbara viveva?(4)

Una forma particolare di proprietà, la proprietà coniugale, la subordinazione psichica della donna tramite l’amore modellato sul matrimonio e la subordinazione sociale, di cui le donne fanno diretta esperienza nell’esistenza coniugale, la servitù domestica.

Per questo, nonostante la sua indipendenza economica, Barbara aveva sviluppato un senso di dipendenza, una paura indotta, un’affettività tutta reclusa nella famiglia, nella ‘missione d’amore’ coniugale, che aveva offuscato in lei l’autonomia di giudizio, la visione realistica del suo matrimonio.

Questa dipendenza psichica, quel relitto di marito la sfruttava bene. Aveva bisogno di lei, lavorava sodo – anche all’ottavo mese di gravidanza – guadagnava con la lavanderia, Barbara, sennò da chi li prendeva, lui, mezzo-disoccupato, i soldi per le cabarettiste, al Moulin Rouge del paese, il night?

Sfruttava bene, quel verme, la conflittualità di Barbara, quel suo destreggiarsi nel suo matrimonio, quante volte avrà sentito esaltare ‘l’amore crocefisso’ ‘la croce’, ‘il quotidiano eroismo di milioni di spose che considerano il focolare un altare, sul quale è bene e santo sacrificare la propria vita(!)‘… si era convinta di questo destino, Barbara, si era convinta che era colpa sua, se quel matrimonio non funzionava, se non c’era manco l’agape, se non era giuseppino?(5)

Che tam-tam aveva in testa, Barbara, quello inculcato nelle criminali prediche domenicali per la donna, ‘sempre soffrire e poi morire’, il ‘donum lacrimarum’, la moglie pia eroina penitenziale con il suo ‘sanctum silentium’, l’ascesi nelle mura di casa, l’apostolato sul marito violento nella chiesa domestica(6), ‘assassinio, il solo pensiero di abortire!

Quella sera di fine maggio, il pugno tremendo del marito sul naso, il soffocamento col cuscino, ha dato alla Chiesa altre due martiri, Barbara e la bambina che aveva dentro di sé, Viola.

Ha forse bisogno la Chiesa di freschi martirii, di nuove martiri nel suo Pantheon, per infervorare la fede femminile, ha paura la Chiesa che l’Autonomia Femminile, la faccia traballare?

Per questo favorisce la mattanza delle mogli, con la sua dottrina della schiavizzazione spirituale della donna, la propaganda contro il divorzio, l’aborto, la dedica missionaria alla famiglia?

Già, sfruttando pesantemente l’atavico senso religioso femminile, si addomestica la psiche della donna alla sottomissione, ad essere serva, del maschio, del Papa, e pure massaia del sistema, con tutti i ‘lavori di cura’ sul gobbo e pure gratis!

—————————————-

1) 25 MAGGIO: Barbara Cicioni, 33 anni, incinta di otto mesi, viene trovata uccisa nella sua abitazione di Compignano, nel comune di Marsciano in Provincia di Perugia. A lanciare l?allarme il marito, che afferma di essere uscito per fare delle commissioni e di aver trovato al suo rientro la casa a soqquadro e la moglie senza vita, sul pavimento della camera da letto. Inizialmente l?ipotesi più accreditata è quella della rapina: la casa viene trovata sottosopra e dalla cassaforte della villetta mancano 1.500 euro. Sul corpo della donna vengono trovate ecchimosi e una ferita alla testa ma fin dai primi accertamenti si pensa ad una morte per soffocamento.
- 26 MAGGIO: Il giorno dopo l?omicidio di Barbara, il marito della donna, Roberto Spaccino, ricorda la notte del delitto. Ai giornalisti racconta di essere uscito di casa verso le undici e mezzo per andare alla lavanderia di proprietà della coppia a cambiare i filtri alle lavatrici.-
27 MAGGIO: Alcuni interrogativi vengono aperti dai primi risultati dell?autopsia. Dall?esame autoptico, risulta che Barbara sia stata picchiata dal suo aggressore ma senza aver avuto con lui una colluttazione violenta.
- 28 MAGGIO: Arrivano i risultati ufficiali dell?autopsia: come spiega la procura Barbara Cicioni è morta per ?insufficienza cardiorespiratoria alla cui produzione hanno concorso numerosi meccanismi traumatici che, allo stato, non evidenziano l?uso di armi proprie o improprie?.
-29 MAGGIO: Roberto Spaccino viene arrestato per l?omicidio della moglie Barbara Cicioni.

2) Da un pò, anche sulla stampa, appaiono articoli contro il divorzio, indirettamente, la separazione viene presentata come causa prima della ‘povertà femminile’. Non è la mancanza di lavoro, la disoccupazione femminile, il servaggio domestico forzato e gratuito, no, di quello non si parla! Chiaro segno di come si cerchi di ottenere la maggior sottomissione possibile del Femminile alla famiglia. Un indiretto sostegno alla propaganda reazionaria, contro il divorzio e per la famiglia cattolica, definita dala Chiesa ‘strumento di santificazione reciproca dei coniugi’, e il coito coniugale ‘Corpus Christi mysticum’, addirittura!

3) Puttana, mantenuta… una ingiuria maschile usuale contro la moglie. Furono chiamate così le mogli dei preti per secoli, per squalificare il matrimonio agli occhi dei preti che per quasi 600 anni si sono sposati! Puttana è dunque la moglie del prete, ed anche mantenuta (dalla chiesa). Queste mogli, regolarmente sposate, venivano vendute come schiave, i loro averi passavano ai vescovi, i loro figli diventavano ‘servi della chiesa’ e perdevano il diritto di ereditare. Nacque anche così il patrimonio ecclesiastico. Le mogli dei preti erano additate come ‘cessi’ pubblici, rasate a zero per il pubblico ludibrio. Bastardo era il figlio.
Che somiglianza di epiteti con l’oggi! Puttana, mantenuta, bastarda, l’argot fornito dalla Chiesa al Maschile violento!

4) La famiglia del marito, gli Spaccino, sono economicamente potenti nel paese, si parla di un clan di 50 persone. Sembrerebbe una sorta di famiglia quiritica, guidata dal patriarca, inespugnabile.

5) ‘Giuseppino’, l’agape, senza rapporti sessuali, modellato sulla ‘sacra famiglia’.

6) C’è una grande ripresa, nella propaganda della Chiesa, del valore del ‘martirio’ femminile. Sono esaltate le eroine che si lasciarono picchiare, insultare, calpestare il viso, bastonare, frustare. Accanto alla Paola Binetti, che si masturba col cilicio, sono modelli esemplari anche la vita delle sante, come Margherita Maria Alocque, che nella sua autobiografia scrive: “non so descrivere la felicità che provo pulendo con la lingua il vomito dei pazienti, riempiendomi la bocca di feci di diarroici”. Di notte baciava il cuore di Gesù, appassionatamente, e in onor suo, fu fondato l’Ordine del Cuore di Gesù. Fatta santa, da Pio IX, nel 1864. Anche Sant’Angela da Foligno che aveva il ticchio di bere l’acqua dei lavacri dei lebbrosi, è santa.
L’umiliazione, la prostrazione come liberazione dal peccato di Eva, accusata di aver corrotto l’umanità con la sua mela.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , ,

Si racconta come un prete insegni ad una giovane a ritrovare lo Santo Prepuzio

5 Giugno 2007 11 commenti

Nella trasmissione di Santoro ‘Anno Zero’, quella sulla pedofilia nella Chiesa, una giovane signora, ha raccontato che per 15 anni, dai 10 ai 25, il prete della sua parrocchia (1) le insegnava a ritrovar il Santo Prepuzio e accortasi finalmente dell’inganno, l’ha detto in TV, a 5 milioni di spettatori.

Pensava che la fellatio fatta al prete, fosse la comunione, fosse un ritrovare il Santo Prepuzio del Signore.

Possibile? Così parvula, così povera di spirito, sprovveduta, da non distinguere una fellatio da un’ostia?

Una nuova novella del Boccaccio?

Ma no, sarà un nuovo catacumenato, una nuova formazione religiosa delle giovani parrocchiane, questa sorprendente intimità coi discepoli di Gesù, un aggiornamento del corpo mistico.

O forse sarà un’altra cosa.

La signora, – senz’altro – sarà stata una fervente della Confraternita del Santo Prepuzio.

Allora, sì, me lo spiego, come il prete abbia ammaliato la sua prediletta giovinetta, l’ha iniziata alla ‘mistica del prepuzio!’

Quante volte il problema del prepuzio l’avrà tormentata, nella solennità della circoncisione, quante volte avrà pianto per la perdita di sangue del Cristo bebé, per il suo prepuzio che non si trova!

Sì, perchè oggigiorno, una schiera di ferventi cattolici sono tormentati, dal destino del prepuzio del Cristo, perso nell’ottavo giorno della sua nascita.

E’ andato a male, diventato troppo piccolo, oppure miracolosamente cresciuto? Il Signore se n’è fatto uno nuovo? Ce l’aveva nell’ultima cena, quando trasformò il suo corpo in pane? Ha un prepuzio là nel cielo, è proporzionato alle sue dimensioni? In che rapporto stà la divinità col prepuzio?

Questo destino ignoto del prepuzio… lei, senz’altro, sentì – durante la lunga fellatio al prete – lì, sulla lingua, una minuscola pellicina, come un’uovo, dolce, tenerissima, e, assaporata, l’inghiottì, come si fa con l’ostia.

Ma non era l’ostia, era invece il Santo Prepuzio, miracolosamente trasportato da un angelo e ora, come una reliquia, lei ce l’aveva dentro di sé, così le avrà detto il suo padre spirituale, raccomandandosi che il miracolo accaduto in segreto, restasse segreto.(2)

E’ incredibile, ma cosa c’è di incredibile, nell’incredibile?

Anche Caterina da Siena, la Santa, aveva al dito il suo bel prepuzio invisibile, l’anello di fidanzamento, regalatole dal Cristo in persona, e se lo baciava sempre, sempre, perchè era morbido e candido e rosso!
———————————-

(1) Monsignor Rino Fisichella, parla di pedofili come ‘mele marce’ della chiesa. Via, conosce la storia ecclesiastica meglio di me, e sa che dal Concilio di Trento in poi, la ‘solleticazione infantile’ si è affiancata allo sfruttamento sessuale delle parrocchiane, ‘consolationes’ alla galera forzata del celibato ecclesiastico.
Bisogna chiarire che per celibato si intende “non-sposare” una donna, e non l’astinenza sessuale.
Sul celibato si è costruita la potenza economica e finanziaria della chiesa. Fino all’VII sec. della sua esistenza, i preti si sposavano, o diventavano preti da sposati. Il celibato nacque dall’esigenza di incamerare i beni dei suoi ‘ministri’ nella chiesa, escludendo dalla successione le loro mogli e figli. Una serie di sinodi cominciò a proclamare peccaminoso il matrimonio (fornicatio), esortava a fuggire come la peste il sesso femminile, e a punire in modo barbaro le donne legate ai preti (venivano frustate). I loro figli, dalla chiesa, ridotti allo stato servile.
Sinodo del 665, a Toledo: “…non devono ereditare nemmeno dai genitori, ma appartenere per sempre, come servi, alla chiesa”.
Pier Damiani, fatto santo, ha toccato nei suoi scritti, l’acmé del disprezzo della donna, conseguente alla scelta celibataria del clero: “… esca di Satana, spazzatura del paradiso, veleno dello spirito, spada dell’anima, euforbia per chi beve, veleno per chi mangia, scaturigine del peccato, perdizione, civetta, nottola, lupa, sanguisuga, mantenuta, puttana, meretrice, prostituta, lurida, pozzanghera per scrofe…”

(2) E’ il caso “Don Lelio Cantini”, prete fiorentino oggi 84nne, riconosciuto responsabile di delittuosi abusi sessuali su alcune ragazze negli anni 1973-1987, di falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze.
A don Lelio sono state inflitte, le seguenti penitenze: versare per cinque anni un?offerta annuale in denaro a una istituzione caritativa e darne rendiconto al vescovo; recitare ogni giorno per un anno intero il Salmo 51 ?Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia? oppure le litanie della Madonna.

La signora, in TV, ha raccontato di essere stata abusata, da don Cantini, dall’età di 10 anni a 25, e di denunciare il fatto ‘per riscattare quella bambina’, poichè cominciava a rispecchiarsi nella figlia tredicenne.
A 20/25 anni, a me personalmente, la vicenda pare boccacesca, che non vuol dire ridicola, comica l’astuzia del vecchio prete-maiale ma tragica l’ingenuità della giovane, nel XXI sec.
Il ginecologo E.Schaetzing parla di nevrosi ecclesiogene, per spiegare, credo, il controllo e il dominio delle coscienze. Si tratta di persone nevroticamente inibite e angosciate dai dettami fondamentalisti della chiesa, facilmente manovrabili.
Un decervelage, insomma.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , , , , ,