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Archivio Gennaio 2007

No alla sharja, no al principio di vendetta, no alla pena di morte

26 Gennaio 2007 Commenti chiusi

Prima Azouz, ora il fratello, insiste nel rivendicare il principio di vendetta, la vendetta del sangue, un diritto, un dovere dell’offeso.(1)
Parecchi membri della comunità erbese si sono associati nel reclamare il principio di vendetta, chiedendo la loro parte di ‘vendetta pubblica’, la pena di morte, la vendetta giudiziaria.

Tra la vendetta privata, del sangue, e la pubblica, la pena di morte, non c’è molta differenza, ma molta somiglianza. Sono entrambe una forma di sharja.

Gli erbesi, sono talmente impestati di islamismo da chiedere una sharja pubblica, la lapidazione, lo squartamento dei Romano sulla pubblica piazza?

Che si riservi al boia dello Stato la violenza vendicatrice o ad Azouz e alla sua famiglia la vendetta del sangue, la vendetta sostituisce, in entrambi i casi, il sistema giudiziario, che non c’è, o si crede che non ci sia.

Forse, nel tessuto sociale erbese la guerra intestina è tale che solo una vendetta, giudiziaria o di sangue, può ristabilire l’equilibrio?

Mi rifiuto di pensare, che sotto la solfa “etnica-celtica” della Lega Nord, gli erbesi si siano trasformati in una tribù, una primitiva etnia senza un sistema giudiziario, talmente esposta alla escalation della violenza, da aver bisogno di vendette, di pena di morte, per tenere a bada la loro guerra intestina, impedire ai suoi membri di sbranarsi tra loro.

Azouz dichiara che il processo ai Romano “deve finire come dico io”.
Con tali dichiarazioni fa appello indiretto alla sharja in Italia.
Ma qui non siamo in uno Stato islamico.

Il sistema giudiziario italiano non ha il compito di ‘vendicare’ Azouz né nessun altro, ma di punire due assassini, due criminali, per il loro delitto, secondo la legge italiana, non secondo la sharja.

Se non basta, ad Azouz e a tutti i fanatici della vendetta e della pena di morte, rimane sempre il romanzo dell’orrore e dell’abbominio, l’invenzione per rimediare alle carenze dell’umana giustizia.

L’inferno musulmano o cattolico, a scelta. Se i Romano non verranno puniti da Allah, nel luogo di Malik, con gogne di fuoco, tuniche di catrame, stivaletti di ferro infuocati e scorpioni fino a far loro bollire il cervello, saranno senz’altro puniti da Cristo, nell’inferno cattolico, nella sua parte più profonda, la Giudecca, maciullati da Lucifero in persona.
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1) Il fratello di Azouz: ‘Lui ha diritto alla sua vendetta
Azouz: “Rimarrò in Italia fino alla fine del processo. Ma voglio che finisca come dico io”. Il processo avverrà secondo le leggi penali italiane, secondo il nostro ordinamento di giustizia, non secondo la vendetta, la sharja.
Riferimenti: Versione islamica-fondamentalista della strage di Erba

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Strage di Erba, la versione islamica-fondamentalista

25 Gennaio 2007 Commenti chiusi

Azouz, il marito tunisino di Raffaella, non è un buon musulmano, spacciava droga, era reduce dal carcere solo per l’indulto, ove avrebbe dovuto trascorrere altri tre anni. Subito dopo il massacro, ha proclamato Raffaella una buona musulmana, all’insaputa di tutti, della sua famiglia e anche della Tunisia, che impone la conversione in una moschea, non in Italia, ma in Tunisia. Raffaella non ha fatto questo pellegrinaggio.

Ai funerali islamici, nel suo paese, Azouz non ha potuto entrare in moschea.
«Non sono musulmano praticante ? si è giustificato lui ? dunque non sono ammesso alle celebrazioni». Come mai allora, non essendo lui praticante, si è dato tanto da fare, per far passare Raffaella musulmana, convertita? Durante i funerali, ad Erba, la comunità islamica, al passaggio del feretro urlava ‘Allah è grande’. Il grido di guerra del fondamentalismo islamico ha salutato la versione islamica-fondamentalista della strage.

Perchè questa ‘islamizzazzione’ pubblica? Al fondamentalismo non bastano più le vignette scherzose su Allah per aizzare le masse diseredate musulmane contro gli ‘infedeli occidentali’. Serve altro, per deviare la rabbia, l’odio accumulato contro i responsabili della miseria delle masse arabe, i ricconi ‘indigeni’di quei paesi.

Alle masse è stata data in pasto questa strage.(1) Mostrando quanto sono mostruosi, in Italia, i nemici di Allah, impersonati da Olindo e Rosa Romano, sterminatori di una ‘famiglia islamica’, l’eccidio viene strumentalizzato per aizzare l’odio, la ‘guerra-santa’ anti-occidentale, anzi la giustifica. Azouz, costruendo la falsa ‘islamicità della sua famiglia’, ha trasformato questa tragedia in una potente propaganda a sostegno del fondamentalismo più bieco, invocando contro i Romano, non la giustizia italiana, che li punirà secondo la legge per il loro crimine, ma la sharja.(2)
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1) “Azouz in Tunisia è diventato un personaggio simbolo. C’è chi non l’ha mai conosciuto ma si è fatto ieri 100 chilometri pur di stringergli la mano. È il caso di Abbas Tawfik, che ha vissuto in Italia dall’87 al 2003: «Dopo l’attentato delle Torri Gemelle ? racconta ? per noi arabi in Italia la vita era diventata impossibile, ci prendevano sempre per terroristi o delinquenti. Quello che è capitato ad Azouz può succedere a chiunque di noi». Non a caso lunedì il giornale tunisino «Les Temps» ospitava un’intervista a Marzouk che sostiene: «Mi hanno accusato solo perché sono arabo». (Non solo, dovrebbe aggiungere, mi hanno accusato, perchè arabo, ma anche per i miei precedenti penali, per la droga, per i continui litigi con Raffaella e perchè la strage, con sgozzamento, in Italia è tristemente nota come prassi islamica .Lo sgozzamento di Hina).

2) Il diritto alla vendetta.
Prima Azouz, ora suo fratello, invoca il ‘diritto alla vendetta’.
Cosa significa?
Dovrebbero essere lapidati dalla folla inferocita, i Romano?
Una sharja pubblica? Azouz si corregge: “Rimarrò in Italia fino alla fine del processo. Ma voglio che finisca come dico io”.
Cosa vuol dire “voglio che il processo finisca come dico io”?
Il sistema giudiziario italiano non ha il compito di ‘vendicare’ Azouz, ma di punire due assassini, due criminali, per il loro delitto, secondo la legge Italiana, non secondo la sharja

Riferimenti: Male e Bene a Erba

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Male e Bene, i Romano e la comunità erbese, dualismo insolubile?

23 Gennaio 2007 2 commenti

Male e Bene, nel dualismo erbese, il Male, l’Olindo e la Rosa, il Bene, la pacifica, laboriosa, cristiana comunità erbese. (1)
I Romano non si pentono, non piangono, negano alla comunità il riconoscimento della loro personale responsabilità umana.
Se non si sentono responsabili del loro crimine, ma solo esucutori, chi sono i mandanti nascosti?
La strage è implicitamente addebitata al tessuto sociale erbese, a quegli inevitabili effetti dei meccanismi di proprietà, identità, falsa etnia, xenofobia, radicati da decenni nella comunità cui essi stessi appartengono.

Inserire nel meccanismo della guerra intestina erbese la strage, fa orrore. Così si tirano fuori le false credenze e i razzismi più biechi, per spiegare la strage compiuta da due rappresentanti ‘doc’ della comunità erbese, fino ad ieri onesti, cristiani lavoratori.(2)

Tra tanto razzismo, è giunta la manna, il ‘perdono’ di Carlo Castagna, cristiano, laborioso imprenditore di Erba, che pur devastato negli affetti più cari, ha perdonato gli assassini della sua famiglia. (2)
Questo atto personale, subito catturato e sfruttato sia dagli islamici sia dai cattolici, ha fornito all’”assurdo della strage”, al Male, anche una interpretazione cristiano-islamica , che pare accontentare un po’ tutti.

L’islamica, ai funerali ad Erba, al grido di guerra ‘Allah è grande’, l’assunto fondamentalista anti-occidentale, ha interpretato la strage come un segno di Allah, la giustezza della ‘guerra santa’ contro gli indefeli, razzisti e capaci di tanto orrore contro una ‘famiglia islamica’, quindi per estensione, contro tutti quanti gli islamici.
La cattolica, sottolineando gli aspetti razzistici della strage, pur di oscurare quelli sociali, ha sfruttato il ‘perdono’ di Carlo Castagna dandone un’ interpretazione cristiana-provvidenziale, ovvero ‘Mirabilia Dei’, segno di un disegno divino superiore, di cui le povere vittime sono state strumento.
Per quale superiore disegno si è servita la Provvidenza, con questa strage?
La nuova via da percorrere nel dialogo inter-religioso.
Qual’è questa nuova retta via da seguire, per impedire la vendetta islamica?
L’l'unità cristiana-islamica.

L’unità in nome dell’Unico Dio (3), il Dio-Denaro, il vero Dio di tutti quanti, la cui ierofania sono i petro-dollari islamici(a breve petro-euro!) profumati di petrolio tanto cari alla Chiesa e all’Italia democratica e ‘integrista’.

Nell’erbese, quest’unico Dio, i petro-dollari islamici che vietano pure di ‘dire male’ di ogni nefandezza islamica (4), dovranno garantire i rapporti di proprietà e di buona convivenza tra il ricco e potente capitale islamico, con il suo codazzo di proprietà immobiliari, moschee, palazzi, scuole e &, e il capitale ‘etnico’, provinciale, con la sua fitta rete di cooperative sociali, assistenziali, ONG addette al ‘dialogo inter-religioso’, base dei bonnes affaires nell’erbese.
Così, finalmente, per mezzo di questo unico Dio, gli erbesi potranno sbarazzarsi provvidenzialmente, del loro pluridecennale fardello xenofobo, ovvero la Lega Nord.
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1) Il Bene è la comunità erbese, cristiana, pacifica, laboriosa e il Male i coniugi Romano, assassini, criminali e pure impenitenti.

2) Si sono sentite le più svariate ‘teorie’ sul Male.
- La caduta: i Romano, sono i soli responsabili del Male radicato nei loro cuori impenitenti, conseguenza del peccato originale, di cui gli erbesi non possono essere responsabili.
- Un delitto di Satana compiuto tramite la strega di Erba, Rosa Bazzi: Satana si è introfulato nella casa dei Romano, Rosa ha fatto il patto col diavolo, Olindo è diventato succube, e, come usavano le sue antenate del passato, lei ha ucciso anche il bambino.
- I Romano sono criminali nati. Primo sostenitore di questa tesi antropomorfica, Azouz: gli animali hanno un comportamento criminale (?), quindi i Romano sono animali.
- Individui socialmente inferiori: Olindo e Rosa, ( netturbino e ‘serva’), sono criminali perchè tra gli inferiori il comportamento criminale è normale, si chiama ‘depravazione’.
- Le stimmate : i Romano, nonostante sembrassero normali, avevano delle ‘stimmate’ anatomiche (Olindo grande e grosso, sanguigno, collerico), Rosa morfologicamente maniacale, forse anche con l’alluce anormale – secondo Lombroso).
- Genetica: entrambi hanno ‘geni criminali’, atavici, la predestinazione al crimine.

3) Accomunare le tre religioni monoteiste, perchè professano un solo Dio, unico, è una mistificazione funzionale al ‘dialogo inter-religioso’ tra cristianesimo e islam. A meno che, in nome dei petro-dollari islamici, Ratzinger non voglia rivedere i dogmi cattolici che da quasi duemila anni rincoglioniscono le masse. Ovvero il dogma sanzionato dall’imperatore Costantino, che non era ancora cristiano (e non dai vescovi), al Concilio di Nicea (325) sull’homousia, la consunstanzialità di Padre e Figlio.
Il credo cattolico è ‘in un solo Dio, padre onnipotente, e in Gesù Cristo, Dio vero da Dio vero, generato e non creato dalla stessa sostanza’. Vero che oggi, la teologia cattolica tende a inquadrare la figura storica di Gesù nel mito (F. Bultmann), per fare spazio alla teoria dell’”Unico Dio”. Tutto ciò mi pare un insulto per chi si professa cristiano, per chi si richiama al messaggio del Cristo. L’islam non riconosce Gesù Cristo come dio-incarnato, fatto uomo, sulla cui umanità, amore, si fonda gran parte della credenza religiosa cristiana. Il messaggio di Gesù era l’espressione delle speranze più alte della società schiavista, di esseri umiliati, sfruttati, emarginati, feriti nell’anima e nel corpo, da una società ingiusta.

4) Il commercio del dolore per i funerali delle vittime della strage di Erba.
” Carlo Castagna diffida il fotografo Fabrizio Corona dal diffondere le foto in esclusiva, scattate nei giorni scorsi in occasione dei funerali di Raffaella Castagna e del piccolo Youssuf, le due vittime della strage di Erba, rispettivamente figlia e nipote di Castagna.
Secondo quanto si apprende, il fotografo, su invito del marito tunisino di Raffaella, Azouz Marzouk, avrebbe realizzato in esclusiva un servizio fotografico, che comprende anche momenti privati della famiglia Castagna durante la permanenza a Zanghouan, il paese di origine del 25enne tunisino. Foto scattate dentro l’abitazione dei genitori di Azouz, durante la veglia funebre. Sempre secondo alcune indiscrezioni, Azouz Marzouk avrebbe incassato circa 15mila euro per vendere quell’esclusiva del dolore privato. Lui, pero’, smentisce la circostanza, come la smentisce il fotografo. ”
(da Cani sciolti)

Riferimenti: Rosa Bazzi… una belva?

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Rosa Bazzi, la maledizione della sterilità l’ha trasformata in ‘belva’?

15 Gennaio 2007 2 commenti

Senza figli, Rosa Bazzi, sterile, non è un buon motivo, questo, per spiegare il suo ‘sessismo’ contro Raffaella, la madre felice del piccolo Youssef?(1)

Non è un buon motivo per spiegarne la trasformazione in belva? Se i figli sono il dono di Dio, non averne è una maledizione, che può dare alla testa, rendere una donna pazza, demone, belva, assassina efferata di madri feconde e dei loro figli.

Rosa Bazzi non ne è il triste simbolo, lei che ha sgozzato tre madri e un bambino di due anni, in quell’appartamento di Erba?(2)

Il ‘determinismo biologico’ si è ricaricato. Il vecchio assunto che la la mancanza di maternità, è non solo il riflesso della donna-mancata, priva del ‘codice della maternità’, ma pure la spiegazione della ‘donna-belva’, trova oggi, dopo Erba, larghi consensi.

Questo nuovo razzismo anti-femminile,la metamorfosi della madre- mancata in belva, deve salvare ciò che vacilla, le serene teorie pseudo-femministe dell’ essenza naturale della donna, il materno, la pietà, la generosità, l’ amore per la pace, valori su cui si tesse oggi la nuova mistica della femminilità, la rete dei lavori di cura, cui è precipitata la donna proletaria.

Al contempo, questa tragedia è sfruttata per avviare una bieca campagna di stigmatizzazione contro le donne sterili, per natura o per scelta, lesbiche comprese, responsabili delle ‘culle vuote’, potenziali vittime di una nuova forma di sessismo al femminile, di rivalità tra donne, che può anche diventare assassina nei confronti delle madri, le donne benedette dalla fecondità.(3)

Qualsiasi pretesto è buono per forgiare nuovi misoginismi. Ma che si tiri in ballo la sterilità di Rosa Bazzi per nascondere i veri motivi di una simile tragedia, non può passare.

Le due donne, Rosa e Raffaella, erano troppo diverse per non odiarsi a vicenda, diventare ‘nemiche’, tra loro era nata una guerra, mascherata da litigi condominiali.(4) Una guerra, con tanto di assedio, strategia difensiva, offensiva, vittoria, massacro del nemico.

Raffaella, colta, figlia di un noto industriale di Erba; Rosa invece, popolana, ‘ignorante’, una colf, anche con l’appartamento di proprietà. Non basta un appartamento di proprietà e un camper per fare il ‘salto di classe’; le condizioni di proprietà, tra lei e i Castagna, smentivano brutalmente l’illusione di Rosa di ottenere la ‘patente di borghese’, per i suoi piccoli agi, le sue piccole proprietà, il camper e soprattutto la casa. Rimaneva, pur con la sua casa di proprietà, pur sempre una ‘serva’, che si guadagnava da vivere pulendo le case dei ricchi di Erba.

Le frontiere di classe, le gerarchie di classe non sono una mia invenzione.

La sua casa, – di questo Rosa era convinta – con l’arrivo di Raffaella e di Azouz, era assediata. Azouz un poco di buono, un tunisino, un avanzo di galera, un pregiudicato, uno spacciatore di cocaina, Raffaella, portandoselo in casa, aveva quasi tradito il condominio stesso, fatto di genteperbene, normale, lavoratori.

Se l’era permesso, pensava Rosa, perchè si chiama Castagna, perchè è figlia dell’industriale. Quell’atto doveva essere, per la Bazzi, più di un affronto.

Quella presenza le rovinava tutto, la sua stessa vita fusa nella casa, tenuta così bene, così pulita, non le sembrava affatto maniacale, quel continuo pulire, a lei, che la ‘serva’ la faceva di mestiere. Da allora, la casa assediata, si è trasformata in un acquartieramento, per parare il colpo dell’assedio e il camper in un accampamento serale dove dormiva per proteggersi dalle liti, più che dai pianti del bimbo, le liti continue, tra Raffaella e Azouz, gli ‘invasori’.(5)

Queste sue proprietà, vengono vissute come piazzeforti da difendere, e l’assedio, nel tempo, diventa una ‘guerra difensiva’.

La guerra difensiva, di per sé, non può essere puramente passiva. Presuppone un’azione reattiva, un ‘qualcosa’, per allontanare il nemico dal territorio occupato, un qualcosa per rompere l’accerchiamento.

La litigiosità, l’azione reattiva, aveva fatto del ballatoio il teatro della guerra(6), il luogo dei pestaggi, per poter ottenere almeno un ‘risarcimento danni’, visto che Rosa riteneva di essere assediata, invasa, e nessun ‘cordone’, imbastitura protettiva, era sufficiente a farla sentire al sicuro nella sua casa minacciata.

Dalla guerra difensiva, alla guerra offensiva , il passo è breve. Il principio di distruzione, della guerra offensiva è vincere il nemico, annientarlo, con l’unico mezzo che a Rosa sembra disponbile per vincere la sua guerra, la morte.

La sentenza di morte, la brutale soluzione all’odio accumulato, la distruzione ‘inevitabile’, sanguinaria, secondo la più orrenda logica di guerra. In questa logica ‘ guerriera’, si spiega la ‘forza’(6) che Rosa dice di aver sentito dentro di lei, una molla tesa a scattare, la certezza della vittoria, non si poteva contrapporre alla prudenza, alla debolezza, all’incertezza, non poteva ammettere esitazione alcuna, nemmeno di fronte agli altri vicini, i Frigerio, anch’essi barbaramente trucidati.

Questa logica guerriera della proprietà, già esasperata globalmente dai conflitti bellici e sociali, è pure quotidianamente attizzata, al Nord, dalla bieca politica leghista dell’assedio-extracomunitario, dell’”identità minacciata”, con la sua fronda neo-razzista, culturalista, differenzialista.

La Lega predica che i ‘popoli’ devono conservare e coltivare le loro differenze e che l’immigrazione va condannata in quanto attenta all’”identità” della cultura di accoglienza.

Questa logica non può avere altra conseguenza che portare la ‘guerra-santa di pulizia etnica’ proprio nel cuore dell’incontaminato territorio leghista, nei rapporti interpersonali.

Qualora si sospetti un assedio, una intrusione nella propria identità’ proprietaria ed etnica (creduta tale), la Padania leghista, lungi dal primato di terra-civile, avrà invece, il triste primato di terra delle stragi, qualunque forma esse assumano.
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1) L’11 dicembre 2006, a Erba, in via Diaz 25, una cascina-condominio del centro, vengono trovati massacrati i corpi di Raffaella Castagna, di suo figlio Youssef, 2 anni, della madre Paola Galli e di due vicini di casa, i coniugi Frigerio. Dei due, solo il marito, la gola sgozzata, in gravissime condizioni, riesce comunque a sopravvivere e a testimoniare. I sospetti all’inizio, cadono sul marito di Raffaella, Azouz, sia perchè extra-comunitario, spacciatore di droga e uscito dal carcere con l’indulto, sia perchè la scena del delitto, con i corpi sgozzati, faceva pensare ad un macabro rituale islamico. Azouz invece, al momento del delitto si trovava al suo paese, in Tunisia. Dopo un mese di indagini contraddittorie e ‘colpi di scena’, vengono incriminati Rosa Bazzi e il marito Olindo Romano, vicini di casa di Raffaella Castagna, che confessano il massacro.

Dalla dichiarazione della madre, Rosa era vittima, lei stessa, di una doppia violenza: uno stupro subito da bambina e della violenza del marito, che la picchiava. “Era una bambina. Andava a scuola. Poteva avere dieci, undici anni. E? successo così, mentre lei era per strada che stava tornando. Era buio”. Il colpevole di questo stupro, ricorda la signora, non è stato mai trovato. “Non si è mai saputo. Non si sa.” L’anziana donna pare avercela più con il genero che con la figlia.
“Era uno – spiega – che appena gli dicevano qualcosa si arrabbiava, diventava anche cattivo. Non pensavo a mia figlia, a mio genero sì. Ho pensato che fosse stato lui. Da solo, però, senza mia figlia”. “La picchiava. Ha sbagliato lei a sposarlo. Sarebbe stato meglio se fosse rimasta a casa. Le ragazze devono stare a casa, non sposarsi”. “Non so neanche se mia figlia è al mondo. Non ci parliamo da tanti anni”.

2) Il primo a sostenere la tesi della sterilità invidiosa è stato Azouz, il marito di Raffaella, rafforzandola con la presunta gravidanza della moglie, al momento dell’assassinio. Poi i giornalisti e gli ‘esperti’: “Quel bambino con il suo pianto tormentava l’anima della donna, una donna che dentro di sè nascondeva quello che è riduttivo definire rammarico: da giovane, poco dopo il matrimonio, era rimasta incinta. Perse il bimbo in grembo. I medici le dissero che da allora non sarebbe più stata mamma. Va forse cercato anche in questo il motivo del suo delirante progetto di sopprimere il bambino. Per non più avere incubi…”

3) Secondo recenti ricerche demografiche, il 20% delle donne italiane sono naturalmente o volontariamente sterili. Tutte candidate omicide?

4) L’assedio.
“Facevano sempre casino, troppo”. «In quella casa i litigi erano all’ordine del giorno quando c’era Marzouk. Spesso dovevamo chiamare i Carabinieri». Su questo aspetto relazionale, violento, di Azouz nei confronti di Raffaella, è calato il velo. Le liti sono state sostituite dal ‘pianto’ del bambino. Perchè? Probabilmente per non turbare l’opinione pubblica con ulteriori problemi, la riflessione sui matrimoni misti. Qualche giornale diceva che Raffaella voleva separarsi dal marito, che era stufa.
Il mistero della conversione di Raffaella.
Per parare il colpo – Raffaella voleva mollarlo – Azouz, ‘cattivo musulmano’ – visto che spaccia droga – aveva subito dichiarato che Raffaella era diventata musulmana, una buona musulmana, fatto il Ramadan e che educava anche il piccolo Youssef secondo questa sua nuova religione.
La cosa invece era ignota ai suoi stessi familiari, la madre e il padre, con cui Raffaella aveva buoni rapporti.
La conversione puzza. Ancor di più a funerali avvenuti in Tunisia, dome l’Azouz non ha potuto entrare in moschea:
«Non sono musulmano praticante ? si è giustificato lui ? dunque non sono ammesso alle celebrazioni».
Se non è praticante lui, come mai Raffaella è divenuta, stando alle sue affermazioni, addirittura una islamica devota??
La conversione è una pratica pubblica, non privata. Per la Tunisia non può avvenire nemmeno in una moschea islamica in Italia, o se avviene non è riconosciuta, ma deve avvenire in una moschea islamica in Tunisia.
Non sembra che Raffaella abbia fatto questo pellegrinaggio per convertirsi.
La lungaggine delle pratiche per il trasferimento del suo corpo e l’inumazione in Tunisia, secondo il rito musulmano, e la non-circoncisione di Youssef, sembrerebbero avvolare questa ipotesi, Raffaella non era musulmana.
Il 22 gennaio è stata sanzionata, invece, pubblicamente, la conversione di Raffaella, assunta a ‘martire’ islamica della persecuzione razzista erbese-cristiana (i Romano).
La cerimonia funebre islamica, ad Erba, si è svolta al grido di “Allah O Akbar”, Dio è grande, il grido di guerra anti-occidentale del fondamentalismo, che sanziona il ‘martirio’ di Raffaella, e fa di Azouz, musulmano non praticante e spacciatore di droga, nientemeno che una ‘star’, rappresentante delle vessazioni razzistiche cui è sarebbe sottoposto l’islam italiano.

5) La ‘guerra difensiva’, l’azione reattiva, le liti.
“La Bazzi offendeva l’onore e il decoro personale di Raffaella Castagna, rivolgendole la seguente espressione: “Va a fare in culo te e chi ti ha fatto, troia” e, successivamente, “Troia, avanzo di galera, vergognati, tu fai casino tutte le notti”, in Erba, il 31 dicembre 2005». Mancava qualche ora al cenone del Capodanno. “Io e mio marito ci eravamo arrabbiati tantissimo perchè da vittime passavamo a colpevoli. Raffaella ci prendeva in giro dopo averci querelati dicendo che ci avrebbe mangiato fuori un pò di soldi e che poi li avrebbe buttati via perchè tanto non sapeva cosa farsene”.

6) Il ballatoio, teatro della guerra.
Era un odio di ballatoio che nessuno si ricorda più quando era cominciato. Olindo e Rosa che si sentivano minacciati e si chiudevano in casa e nell’odio. Raffaella e Azouz che a quell’odio rispondevano a tono“. La signora Rosa raccontava di essere stata aggredita da Raffaella, che le rimproverava il rumore del battitappeto sui panni stesi ad asciugare: «Mi ha rovesciato l’asciugatoio addosso» raccontava. Dopo gli insulti, Olindo Romano e sua moglie «in concorso tra loro» buttavano a terra Raffaella Castagna «e le cagionavano lesioni personali consistite in contusione alla gamba destra e trauma cranico», e poi la minacciavano, avvertendola che «qualunque iniziativa avesse intrapreso contro di loro si sarebbero vendicati nei suoi confronti». Raffaella aveva chiesto 5.000 euro di risarcimento per danni morali e materiali. Era dal 2001 che andava avanti così.A vedere le reciproche querele, erano insulti, calci, sputi e, ogni tanto, pugni in faccia. “Una volta mi ha palpeggiato. Azouz veniva a sbottonarsi i pantaloni in modo osceno davanti alla mia finestra. Nel sottopasso del garage mi aveva minacciato più di una volta con un coltello”. “Da tempo ero esasperata, ci hanno reso la vita impossibile con i loro furiosi litigi, rumori e vita disordinata. Poi lui un po´ mi faceva paura, mi minacciava e mi molestava in continuazione con ripetute irrisioni sue e dei suoi amici. Più di una volta mi dissero con tono insolente che mi avrebbero ´scopata´”.

5) ‘La guerra offensiva’, la condanna a morte.
“Senza accenno di pentimento e mimando ogni gesto davanti ai magistrati racconta di come ha impugnato il coltello con due mani sedendosi sul petto di Raffaella ormai a terra dopo aver ricevuto due colpi di crick alla testa da Olindo.

6) La logica guerriera, infonde a Rosa la ‘forza mostruosa’ necessaria ad accoppare tutti quanti, bambino compreso:
“Ho sentito dentro di me – verbalizza Rosa – una mostruosa forza. Non volevo piu’ fermarmi, non riuscivo a smettere. Non so da dove mi e’ arrivata tutta quella forza”. Rosa si e’ poi avventata allo stesso modo su Paola Galli, pure lei colpita a morte dal marito. Angela si assume in pieno la responsabilita’ esecutiva della strage: “Le ho uccise io, quando ho finito di ucciderle ho deciso di bruciare tutto perche’ dovevo cancellare loro e tutto il male che mi hanno fatto, era tutto finito, dovevano sparire“. Per Rosa Bazzi, il nemico era tutta la famiglia Castagna. L’annientamento, troppo importante per distoglierla dallo scopo, per farle dubitare che nella sua ‘strategia’ qualcosa non funzionasse, poter essere scoperta, incriminata, andare in galera.

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Siamo o non siamo ‘orgasmiche’ ? Che dubbio amletico!

8 Gennaio 2007 2 commenti

Ho scoperto oggi di essere nata male, di essere figlia anomala, frutto dell’anorgasmia.(1)

Me lo ha rivelato un libro di due studiosi del sesso, che di sesso ma degli altri, sanno proprio tutto.(2)

La mia mamma, operaia, sposata in chiesa, credeva che lo scopo del matrimonio fossero i figli, che il sesso lo doveva fare per questa ragione. Quando mi ha fatto, le sembrava una cosa normale perchè non sapeva niente dell’anorgasmia, nessuno glielo aveva rivelato.

Non sapeva che solo la selezione degli orgasmi con una moltitudine di uomini, garantisce il miglior padre genetico alla prole, perchè
“le contrazioni della muscolatura genitale che accompagnano l’orgasmo favoriscono il percorso degli spermatozoi proprio del maschio con cui la donna ha l’orgasmo, non di altri”, e l’orgasmia “favorisce gli spermatozoi del partner più idoneo a facilitarne la corsa verso l’uovo”.

Non sapeva, insomma, che per garantirmi la miglior nascita con questa benedetta orgasmia, avrebbe dovuto fare pratica con uno stuolo di maschi, anzi la mia mamma la pensava al contrario, che se la dava via, non solo non si sarebbe mai sposata, ma i maschi l’avrebbero tacciata anche con un brutto nomignolo.

Non sapeva nemmeno la storia del gene-egoista.

Questo gene-egoista, la spinta biologica al rapporto sessuale, è talmente compulsivo, nel maschio, da spingerlo – sotto gli stimoli dell’ambiente e della fantasia – a replicarsi indipendentemente dall’oggetto (donna, bambino, animale ecc), perchè di per sé è idiota, incivile, primordiale, ha la sede nella parte più arcaica del cervello.

Per ‘incivilirlo’ era necessaria la ‘rivoluzione sessuale femminile’, iniziata ‘fin dai tempi primitivi’.

La donna, confinata nella ‘stagione degli amori’, l’estro (3), quando capì che esso era un impedimento al ‘libero amore’, in quanto non le permetteva di fare apprendistato orgasmico, – il maschio la cercava solo quando aveva l’estro – decise di abbandonarlo(!) e di darsi da fare per partorire la dimensione creativa dell’eros, il piacere, offrendosi al maschio sempre di più , appunto per avere l’orgasmia femminile.

Così, oltre al piacere per sé e per lui, con queste scopate orgasmiche la donna ha ottenuto anche un vantaggio, nella caverna coniugale il maschio accudiva ai pargoli, e poi andava a cacciare anche per lei.

Veramente, oltre alla mia mamma, anch’io tutta questa scienza sessuale fino a ieri, l’ignoravo.

Meno male che ho letto il libro di questi due professori, ora finalmente so, ho anch’io la mia ierofania.

Ma, come Eva dopo la mela, sono pure piena di sensi di colpa perchè sono figlia dell’anorgasmia della mia mamma, la quale, senza una moltidudine di orgasmi, non ha potuto selezionarmi al meglio… quel poco di sesso che faceva col papà, le usciva dagli occhi.

In più, questa scienza sessuale mi ha fatto venire il dubbio amletico: mio figlio, sara o non sarà il figlio ‘selezionato’, avrò avuto le contrazioni giuste, l’orgasmia giusta, il punto G, F, H, per assicurarmi lo spermatozoo giusto del padre genetico giusto, del migliore? (4)

Basta, ho l’identità frantumata, sono figlia della catena dell’ignoranza, io, la mia mamma, la mia nonna, la mia bisnonna, le mie antenate, non siamo state illuminate dalla scienza, per dio, stanotte, ho un altro motivo d’insonnia!
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(1) L’anorgasmia femminile è l’incapacità di raggiungere l’orgasmo. Per essere orgasmica una persona deve avere il cervello relativamente integro(!!). L’anorgasmia, è una disfunzione, può essere primitiva, secondaria, casuale. E’ primitiva quando una donna non ha mai avuto un orgasmo; secondaria quando c’è perdita della capacità di avere orgasmo; casuale, quando è dovuta a circostanze occasionali. La capacità di avere orgasmi è ritenuta da molte donne un segno di maturità e competenza sessuali. L’incapacità di raggiungere l’orgasmo, invece, è considerata talora come prova di inadeguatezza. Tali donne possono provare tristezza, angoscia depressiva, frustrazione, stizza, senso di colpa. Altre donne (quelle che hanno il cervello integro, dico io!) possono non considerare la loro anorgasmia come una importante disfunzione. (Tullio Ferrante)

(2) J. Verde-Tabello: Gli specchi dell’eros maschile, ed. Cortina. Questo libro, nell’analizzare i percorsi dell’eros, afferma di accettare i presupposti ‘evoluzionistici’ della teoria degli istinti, scappellandosi anche per R. Dawkins, e il suo librone ‘Il gene egoista’. Si sostiene che la replica dei geni ad ogni costo, quasi all’immortalità, è la sola spinta all’attività sessuale. Ma il piacere prende il sopravvento. Perchè? Il gene-egoista è diventato civilis, in quanto dalla parte più arcaica del cervello, il rettiliniano, sede degli istinti, si è trasferito, con l’evoluzione, nella neo-corteccia cerebrale, sede cognitiva dell’uomo. Questo trasferimento è avvenuto nella storia sessuale umana, con il trasferimento del destino biologico delle donne (gravidanza, allattamento) all’orgasmia, ovvero la scissione del piacere dal bisogno riproduttivo (del gene egoista).

Che stramba teoria sessuale! Gli omosessuali o sono degli errori di natura o hanno un’altra linea evolutiva, diversa da quella etero-sessuale… E lo stupro? E’ colpa del gene-egoista non civilis, a caccia della donna orgasmica giusta, per diventare civile? Mah… Che dubbi amletici! E se questa stramba teoria sessuale fosse l’ennesima trovata del Maschile, per spingere le donne a darla via, senza tanti problemi, magari gratis, in nome del gene-egoista?

3) L’estro è il ‘calore’, un odore particolare dei giorni fertili emanato dai mammiferi femmina e che propagandosi nell’aria, eccitano i maschi che si trovano nelle vicinanze. La selezione naturale ha ‘nascosto’ l’estro quando non serviva più, quando la femmina umana non ha avuto più bisogno di segnalare al maschio il momento magico dell’ovulazione. Tra i tanti ‘perchè’, questo ‘svantaggio’ evolutivo è stato interpretato come vantaggio, l’apprendistato orgasmico, le cui radici sono nella preistoria.

4) Questa ‘teoria’ sessuale è misogina, maschilista, reazionaria.
Misogina in quanto nega un fatto biologico che noi donne sappiamo da millenni, l’orgasmo femminile è incentrato sulla clitoride, dotata di terminazioni nervose come il pene maschile, non in vagina.
La vanità maschilista non può ammettere che il piacere sessuale della donna non derivi dagli sforzi profusi dal maschio durante il coito!
Maschilista in quanto spostando l’orgasmo femminile in una irraggiungibile localizzazzione vaginale (punto G), il maschio controlla la sessualità femminile.
Infatti, il mancato-orgasmo-vaginale (più che ovvio, dato che non è la vagina la sede del piacere femminile) è la base dell’accusa di frigidità, addirittura una malattia.
Fu Freud a definire ‘infantile’ l’orgasmo clitorideo, e a spostare la ‘maturazione’ femminile in vagina.
Reazionaria, in quanto l’orgasmo vaginale coincidendo con la più alta possibilità di fecondazione, è – in ultima analisi – funzionale, utile, alla fecondazione stessa, con l’esclusione delle ‘frigide’.

Il sesso cristiano, il sesso creato da Dio per la procreazione, basta, non se ne può più!

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E’ morta Tillie Olsen

4 Gennaio 2007 Commenti chiusi

Un commosso estremo saluto alla compagna femminista proletaria

Tullie Olsen ha cessato la sua lunga vita di lotta, il giorno di Capodanno nella sua casa di Oakland in California. Donna Proletaria vuole ricordarla con una, per ora, succinta nota biografica. Chiunque abbia ulteriori notizie sulla sua vita è pregato di farcelo sapere, onde integrarla.

Tillie Olsen nacque in America (Omaha-Nebraska) nel 1912 (o 1913?) da emigrati socialisti di origine ebreo-russa fuggiti negli Stati Uniti dopo la fallita rivoluzione del 1905, e fu cresciuta nella comunità ebreo-russa e socialista di Omaha. E’ stata membro del Partito Comunista negli anni Trenta, attiva partecipante dell’organizzazione del movimento sindacale a San Francisco e dello storico Sciopero Generale dei Marittimi del 1934. Fu proprio durante questo sciopero che la giovane incontrò il suo futuro marito, lo scaricatore di porto Jack Olsen.

Durante la seconda Guerra Mondiale ha diretto la sezione della California del Nord del Congress of Industrial Organization War Relief Commitee; è stata Presidente delle Federated Auxiliaries of the International Longshoremen’s and Warehousemen’s Union e dell’Associazione Genitori-Insegnanti in varie istituzioni scolastiche, impegnandosi inoltre in molte organizzazioni per la tutela dell’infanzia.

Ha scritto novelle e romanzi di alto valore artistico e umano, quali: “Non è per te che piango”; “Tell Me a Riddle” (Fammi un indovinello), raccolta del 1961 (portata sul grande schermo nel 1980 da Lee Grant in un film interpretato da Melvyn Douglas e Lila Kedrova); “Yonnondio: From the Thirties” del 1974; e anche poesie. La sua scrittura è “caratterizzata da una tecnica narrativa e linguistica originale e da una visione lucida della situazione operaia americana, filtrata soprattutto attraverso le esperienze delle donne e dei bambini” (v. il manifesto, 4.1.07)

- V. Cinzia Biagiotti: Silenzi infranti. La scrittura di Tillie Olsen. QuattroVenti, 2005, pp.270.

- V. Elenco delle sue opere (in inglese)
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