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Archivio Giugno 2006

Nuove professioni per le giovani: essere un pò puttane e pure stronze

19 Giugno 2006 4 commenti

In tempi di magra, quando si chiudono le porte del lavoro alle donne, (1) spuntano i funghi, i manuali terapeutici, suggerimenti su come cercare altri orizzonti, suorine del fallo (la Paget), cacciatrici di over-40 (Cosmopolitan).

L’acmé – devo riconoscerlo – è ‘Come diventare bella ricca e stronza’ , (2) di un terapeuta, prof. all’Università di Genova, uno psicologo che sforna manualetti come fossero scorregge.

Il mestiere suggerito è ora, essere un pò puttana, e stronza, per l’occupazione più vecchia del mondo, cercarsi un marito, possibilmente ricco.

La bellezza non è un problema, non è data, arriva scegliendosi un modello, da imitare, sempre, tout-court. (3)

La testa, l’intelligenza, il lavoro, non serve a niente, va bene per gli aspiranti mariti-morti-di-fame, essere bambola sì e anche un pò puttana, il maschio generoso, ha bisogno di questo.

” Che l’Ideale del maschile, è sempre e solo il culo femminile!

Saremo cretini, ma noi uomini siamo fatti così”

Sarà vero?

Se lo dice uno psicologo, un esperto della psiche, delle emozioni, un terapeuta, un professore universitario, è un discorso di Verità.

Devo dire che sono molto colpita.

Non pensavo che l’Ideale del maschile fosse il culo femminile, pensavo che so, qualcosa di più nobile, la Patria, la Nazionale di calcio, qualcosa di Sublime.

Mah, visto che i lettori del libro sono più uomini che donne, e che nessun maschio insorge, di fronte ad un Sè maschile così sminuito, si vede che l’emerito psicologo genovese avrà ragione, l’Ideale del maschio italiano sarà il culo femminile.(4)

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1) Secondo l’Istat, nel 2005 il mercato del lavoro ha perso una ulteriore quota del lavoro femminile, 72.000 donne in meno rispetto al 2004.
Vi è anche forte incremento – specie al Sud – a rinunciare la ricerca di un qualsiasi lavoro.

2) Commento al libro, tratto da internet:
” Questo è un libro scandaloso, scorretto, immorale. Ma strategico. Una specie di “Principe” di Machiavelli a uso delle donne. Un libro di estremo realismo sentimentale. Scritto con lo stile inconfondibile che, da “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” in poi, ha fatto di Giulio Cesare Giacobbe lo psicologo più amato dai giovani.
“Come diventare bella, ricca e stronza” rivela finalmente alle donne cosa vogliono davvero gli uomini da loro. Cosa gli interessa, cosa gli piace. E di conseguenza cosa bisogna fare per accalappiarsene uno. Magari sposarlo. E, ovviamente, spennarlo. Dice ad esempio che le donne sprecano tante energie nel farsi belle e non dedicano nemmeno un attimo della loro vita a sedurre gli uomini. E che maschi e femmine hanno un’idea assai diversa della bellezza: “Una donna che lo seduce, che lo eccita con la sua femminilità, con le sue lusinghe, con le sue promesse allusive di un piacere sessuale che poi effettivamente gli concede (ed è mille volte più entusiasmante di quanto lui stesso si era immaginato): questa è per l’uomo una donna bellissima. Altro che misure di seno, di fianchi e di sedere!”. Gli uomini, insomma, adorano le bambole: ingenue, allegre, libidinose… “saremo cretini ma siamo fatti così”. Questo godibilissimo manualetto, tanto sincero quanto ironico, consegna nelle mani delle fanciulle tutto quello che gli uomini non dicono. Con un unico avvertimento dell’autore: “Se ti scandalizzi, questo libro non è fatto per te. Anzi, ripensandoci, se ti scandalizzi credo proprio che tu abbia un bisogno dannato di leggere questo libro”.

Godibilissimo manualetto terapeutico – per disabili/e mentali! -

3) La Gregoraci, la Monsé, meglio di tutte la Daniela Fini
” Io sono andata a sbattere il culo con Storace…l’unica università che ho fatto è quella del marciapiede..” ma l’ex-vicepremier, ministro degli esteri, l’ha tolta lui dal marciapiede?
E poi l’ha sposata? Sì.
Il top, da imitare!

4) In primis, l’alta nobiltà, con quel pezzo di merda di Vittorio Emanuele, un vecchio imbecillito che scopicchia con le suore e le ‘pucchiacche’, con la paura della moglie, la Marina Doria, che venga a saperlo!
Ma lei non ha tempo per le suore del marito, ha i suoi pucchiacchi cui pensare.

A seguire tutta la destra, con in testa alleanza nazionale, porci!

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Nuove professioni per le giovani: darla agli over-40, secondo Cosmopolitan

13 Giugno 2006 3 commenti

Mi capita tra le mani Cosmopolitan, di giugno.
Leggo: ” I tuoi primi quarantenni “, dedicato alle giovanissime cacciatrici di maschi over-40.

‘Hai notato un avanzamento anagrafico nelle tue ultime conquiste?
Sei in perfetto trend, perchè oggi sono proprio gli uomini maturi il nuovo oggetto del desiderio.

Più affidabili, consapevoli, sexy. Ecco come gestirli al meglio’.

Anche Jennifer, mi dica signora redattrice di Cosmopolitan- era anche lei una giovane cacciatrice, in perfetto trend, in piena tendenza, quando ha adocchiato il suo quarantenne?

Il suo assassino, affidabile , consapevole, anche lui l’uomo del destino, un tipico ‘standing ovulation’, il top del mercato?
Anche lui un Brad Pitt, un Tom Cruise?

Questa merda di rivista insiste: ‘Come non apprezzare un uomo che tratti argomenti diversi dal foot-ball, uno diverso dai tuoi coetanei, fuori dal club di studenti, dal circolo dei lavoratori-precari?’

I giovani precari, sbollati, – dunque -non sono degni delle loro coetanee, per le quali il top è prostituirsi con i vecchi!

” E’ una grande opportunità di crescita”, sentenzia Cosmopolitan.

E i giovani-maschi – mi chiedo- chi si devono cercare?
Le signore con l’età della loro mamma, disposte a dar loro la mancia, la domenica, per la partita?

Accertata la consistenza del portafoglio, alla giovane cacciatrice, rimane accertarsi della consistenza del pene.
“Funzionerà a letto?”.
Una sfilza di psicostrategie suggerite dalla sessuologa Marinella Cozzolino.
“..Non è un mago del sesso, anche se lui te lo insegnerà.
Esaltazione sublime della funzione pedagogica-educativa-iniziatrice dell’over-40.
” Se dimostra un interesse off, a causa degli impegni e delle responsabilità (ovvio, mica è precario) regalagli la tua freschezza. (sic!)
E’ benefica e potrebbe aiutarlo”.

Pure gratis bisogna darla, all’over-40, così risparmia pure sul viagra!

Vedo che la ‘cult’ patriarcale svaluta i giovani maschi, sbollati e precari, per i vecchi, con il partafoglio consistente.

La vecchia conflittualità, tra giovani e vecchi, per il possesso di giovani femmine, nel maschile è oggi spietata.
Solo il denaro, la consistenza del portafoglio, sembra decidere l’asta.

Sarà anche questo un valido motivo dell’odio generazionale, tra padri e figli maschi?
Quell’odio represso, che giunge, spesso, all’assassinio?

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Petrolio alla Chiesa, che pretende di dirigerci su tutto e per tutta la vita!

10 Giugno 2006 Commenti chiusi

Il potere pastorale tuona anatemi(1) contro contraccezione, aborto, pacs, omosessuali, lesbiche e anche femministe.

Non siamo più le pecorelle erranti, belanti, che il buon pastore dovrebbe recuperare a Dio, nel cammino di salvezza, ma lo scandalo del gregge che contamina la sua buona salute, noi che esacerbiamo le relazioni tra i sessi e incitiamo al superamento della famiglia.

Quali relazioni, il rapporto di dipendenza generale, dal maschile>?

O quelle d’amore?
L’accoppamento in famiglia, la soggezione, l’asservimento coniugale?

O le relazioni sociali?
L’emarginazione dal lavoro, il monachesimo domestico, l’esclusione dalla vita politica?

La guerra tra i sessi non l’abbiamo inventata noi.

E’ inerente al sistema di soggezione della donna.
Un sistema di potere e di assoggettamento, di asservimento del femminile che, per reggersi, ha bisogno sistematicamente, tra le quattro mura di casa, della violenza, fisica e psicologica.

Una violenza di cui il maschile si fa tramite, di cui è diretto responsabile ed esecutore, per mantenere i previlegi che il sistema gli offre e di cui gode.

Si, noi femministe siamo colpevoli di opporci, con tutta la nostra forza, alla servitù generalizzata della donna, all’assoggettamento del femminile, a quella forma di potere esercitata dalla Chiesa e dai suoi pastori, che pretende il management quotidiano della nostra vita in ogni aspetto, ogni momento, anche il più intimo e privato, pretende di dirigerci su tutto e per tutta la vita.

In nome della salvezza, dell’eclissi di Dio, pretende l’obbedienza anche sui giorni dell’amore, come fare e cosa fare, pretende il possesso del nostro corpo, pretende di mandarci in galera se una gravidanza non voluta, ci costringe all’aborto!

Pretende, la Chiesa, criminalizzando l’aborto, di ripristinare quello clandestino, l’aborto clandestino, l’aborto di morte, che miete migliaia di vittime!

Si, siamo noi femministe, -lo confessiamo- le delinquenti, siamo le delinquenti di oggi, le figlie delle delinquenti di ieri, quando ci chiamavano con altri nomi, nella nostra storia di donne, ribelli, rivoltose, eretiche, tarantolate, streghe bacianti l’ano di Satana!

Ma nessun rogo, violenza, galera ci ha fermato.

Nemmeno oggi, la galera, che la Chiesa chiede per l’aborto(2), arresterà l’Autonomia Femminile.

L’Autonomia Femminile, la padronanza di sé, la fine della dipendenza, dall’uomo e dal capitale, fuori dal gregge, via da ogni Pastore, con o senza tonaca!

Petrolio, petrolio alla Chiesa!

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1) CITTÀ DEL VATICANO – “E’ l’eclissi di Dio” alla radice della “profonda crisi della verità” che ispira leggi che tendono a riconoscere “coppie insolite” formate “da omosessuali che rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie”.

In un documento intitolato “Famiglia e procreazione umana” il Pontificio consiglio per la famiglia diretto dal cardinale Lopez Truillo torna a scagliarsi su Pacs, aborto, contraccezione, e ricerca su cellule embrionali.

“Mai come ora l’istituzione naturale del matrimonio e della famiglia è vittima di attacchi tanto violenti. E’ in atto un cambiamento nel modello di famiglia e di coniugalità”, sottolinea il dicastero, e “guardando ai mezzi a cui si ricorre per evitare di avere figli, mezzi che includono non solo la contraccezione, ma anche l’aborto, appare chiara l’eclissi a ogni riferimento a Dio nella visione predominante sulla procreazione responsabile”.

Il Vaticano punta l’indice contro le correnti radicali. “In questo clima culturale le grandi sfide alla famiglia e alla procreazione responsabile si fanno sempre più minacciose su due fronti, contro la famiglia – si legge nel documento – poiché l’uomo viene concepito solo come individuo, una sorta di Robinson Crusoe, e contro la procreazione responsabile poiché l’uomo così concepito deve tentare tutte le possibilità della scienza e della tecnica per la produzione di un uomo nuovo”.

“Coppie insolite”. Il cardinale Truillo lancia così l’allarme per il “manifestarsi dell’apologia della famiglia monoparentale, ricostituita, omosessuale, lesbica. Coppie formate da omosessuali rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie, reclamano persino il diritto di adozione.
Donne che vivono una unione lesbica rivendicano gli stessi diritti analoghi, esigendo leggi che diano loro accesso alla fecondazione eterologa o all’impianto embrionale”.

“Inoltre – annota il porporato – si sostiene che la facilità offerta dalla legge di formare queste coppie insolite, deve andare di pari passo con la facilità di divorziare o ripudiare”.

“Aborto, delitto abominevole”.

“Oggi si pretende di banalizzare in qualche modo l’aborto con il pretesto che l’autorità non deve penalizzare questo delitto abominevole” si legge ancora nel documento del Pontificio consiglio. “Essere su questa linea significa ridurre o negare che il delitto, per il fatto stesso di esserlo, richiede una pena. Non è concepibile che un delitto resti impunito”.

“Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo – si legge nel testo che si richiama all’Evangelium Vitae di Papa Wojtyla – potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa e proclamata dalla chiesa”.

“La vita non è questione di tecnica”. “Come confermano alcune pratiche funeste oggi legalizzate in alcuni paesi, se l’uomo si arroga il potere di fabbricare l’uomo, allora si arroga anche il potere di distruggerlo” dichiara il Pontificio consiglio. “La trasmissione della vita diventa una questione di tecnica e di tecnici. A volte, questi ultimi sognano perfino di fabbricare la vita di ineccepibile qualità”. Non solo: “la scienza e la tecnica hanno convinto alcuni a ritenere che tutto è frutto dell’evoluzione, che l’uomo non ha alcun dio; che il dio del passato era fatto dall’uomo a sua immagine e somiglianza; che quel dio è morto e che questa è l’ora di poter produrre l’uomo veramente nuovo”.

“No a ogni mezzo contraccettivo”.
Nel capitolo dedicato a “paternità e maternità responsabili” il documento ribadisce la dottrina dell’Humanae vitae sulla contraccezione, esclude cioè “ogni mezzo contraccettivo” e chiede che sia rispettata “l’unione tra l’elemento unitivo e quello procreativo in ogni atto coniugale”, ritenendo legittima la sola “continenza periodica” cioè “l’uso del matrimonio solo nei periodi non fertili”.

“Femminismo ha contribuito a crisi”.

Il femminismo ha esacerbato le relazioni tra i sessi e accentuato il carattere polemico della relazione tra maschi e femmine, denuncia il Vaticano, attribuendo ai movimenti femministi la colpa di aver rafforzato la visione “puramente individualistica dell’uomo e della donna”, incitando al “superamento della famiglia”.
“Unendosi nella donazione reciproca piena – afferma il documento del Vaticano – le persone divengono sempre più vicine l’una all’altra, pur conservando la propria identità.
L’unione carnale, di carattere individualista, diventa essa stessa occasione di disputa o di guerra, nella misura in cui uno dei partner non si considera soddisfatto sul piano del piacere, o su quello dell’utilità”. In tal senso è possibile vedere “che una concezione puramente individualista dell’uomo e della donna, opponendosi alla famiglia, è incompatibile con un’autentica solidarietà intergenerazionale”.

da Repubblica(6 giugno 2006)

–La ‘filosofia del dono’, la base su cui la chiesa vorrebbe risanare la famiglia patriarcale, in crisi storicamente irreversibile.

2) Fino all’entrata in vigore della legge sulla regolamentazione dell’aborto, dal codice Rocco, esso era considerato un reato contro la stirpe.

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