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Archivio Marzo 2006

L’umiliazione collettiva TV e delle donne in svendita

30 Marzo 2006 3 commenti

Ricevo da Paola, e pubblico.

Stasera mia figlia mi ha costretta a guardare con lei Distraction,programma targato Italia 1, con il sempre più acidissimo Mammuccari; siccome oggi è il suo compleanno l’ho accontentata, dai trailers a lei sembrava molto divertente..

Alla faccia del divertente.. la miseria miserrima del paese esce da quel programma.. l’indecenza, l’ignoranza, l’inettitudine, l’inedia, l’inverecondia, l’infinita povertà che spinge questi corpi docili a farsi umiliare a fuoco, davanti alle telecamere d’Italia.

Sono sconcertata.
Allegramente sputtanato dalle arroganze di un conduttore cagacazzi, l’idiota medio diventa divo per una sera e per incassare il cachet è disposto a tutto.
Ma fin qui, fatti suoi, si faccia pur degradare a schiavo se lo desidera.. lo sconcerto arriva dai messaggi impliciti, dall’impostazione generale di programma che induce ad omologarsi ad una massa di caproni e di fighette starnazzanti.

Una donna frou-frou-sesta-misura viene massacrata da due wresling-men, intrappolata come una bestia, scaraventata a lungo come un cencio, costretta ad annusare l’osceno deretano di un energumeno, le vengono allargate le gambe e il panzone le piomba con la testa proprio lì.. alla fine è sconvolta, viene caricata in spalla come una preda e per giunta sculacciata dall’altro elemento.

Mia figlia conviene con me che è uno schifo..

A Distraction la donna è l’idiota per eccellenza.

Oltre a brancolare nell’imbarazzo perenne, le concorrenti offrono il classico modello di femminile in svendita, qualcosa di penoso..

Della serie la-figa-muove-il-mondo.. e infatti sotto vetro, sotto terra, i dannati si azzannano per curiosare le mutandine di un’altra donna-soprammobile, inutile..

Molti segnali comprovano l’omosessualità di Mammuccari, ma ci mostrano quel tipo di omosessualità non biologica ma sorta per rifiuto e/o paura della donna.
La goduria del presentatore nell’umiliarla trasuda dallo schermo, le tapine lasciano fare, conscie (inconsciamente), di meritarsi cotanto disprezzo..

Commento a fondo questo aspetto denigratorio del femminile con mia figlia, la quale scuote la testa perplessa, approva, ma cerca di trovare ancora del divertimento in questo strano programma..

Ed ecco arrivare le distrazioni,una sfilza di personaggi completamente nudi, uomini e donne, dall’aspetto molto free, magri, grassi, gobbi, che dovranno infilarsi in una cabina telefonica col concorrente.

Oh yes, libertà naturista.. evvai, che sale l’audience.. ditemi però quanto pagate la performance? Per quanti Euri questi italiani si mettono a nudo?

Emblematico questo programma..

Mia figlia è sbalordita e prova un senso di ribrezzo, le viene da ridere ma resta sbalordita..

Io parlo di tasse e moneta, di cachet.. lei conviene con me che una cosa del genere potrebbero averla decisa solo per soldi e infatti sembrano non divertirsi affatto i nudisti-distrazionisti..

Ma hanno un supporto psicologico queste creature dietro le quinte?

E che dire del pubblico?

Un altro branco di succubi che si fanno trattare da succubi da questo Teo dispotico e prepotente che pretende anche di ordinargli come debbano vestirsi, muoversi, parlare.

Indisponente come personaggio, neanche a mia figlia è simpatico.

Il pubblico è anche protagonista, un vero happening a suon di filmati martirizzanti, nei quali gli spett-attori si autoumiliano per amor del Teo. Una vera fiera del masochismo.

Non ho ancora riso.

L’aspetto più triste di tutta questa mascherata è lo scherno al diseredato, il notaio senza denti pescato in chissà quale calle della sub-città.
Catapultato sotto i riflettori ad impersonificare se stesso, versione show, assegno cash..

Vomitevole. E nessuno mi venga a dire che sono provocazioni, goliardate e menate simili, questa televisione è altamente inquinante, involutiva, nociva.

Lo dico senza moralismi, mossa solo dal buon gusto e dalla pedagogia, considerando gli strumenti di persuasione collettiva e ritenendoli in gran parte responsabili della violenza e della pochezza culturale dominante (per una concorrente Zurigo è in Austria.. ed è solo un esempio..)

Ben gli sta al 22enne vincitore della super macchina patinata, suo sogno e delizia, ignorante come una talpa, costretto a distruggere il premio agognato e luccicante, ben gli sta perché gli darà occasione di riflettere.. sull’imponderabilità delle cose.. sul popolo di idioti, (dal greco ìdios: che sta per sé, che ignora la comunità, che non partecipa all’agorà) concorrenti e non, ospiti o pubblico che siano.

paolaics

21/03/2006

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Sono un 50enne disperato,mi offro anche per esperimenti….

29 Marzo 2006 1 commento

Sono un 50enne disperato lavoro dall’eta’ di dieci anni e sono stanco voglio vendere qualche mio organo del corpo x vivere un po bene

dai reni cornie e tutto quello che puo servire anche offrendomi x esperimenti sono disposto basta che c’e moneta faccio di tutto.

Ho ricevuto questa e-mail da Brunello, non ho parole, commentate voi.

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Un’altra casalinga vola in paradiso, accoppata dall’ex-marito

28 Marzo 2006 Commenti chiusi

Roma, lui 47, lei 42, separati.

Tutti i giorni, lei, la staffetta missionaria, doveva andare dall’ex, a preparargli pranzo e cena, il servizio domestico prolungato, da separata, nella casa di lui, non era capace di cucinare.

Una forma di controllo, su di lei.

Ieri l’altro, la lite va oltre il confino, giù coltellate, accoppata, lei vola dritto in paradiso con la sua povera padella, sporca d’unto.

Non si era dedicata abbastanza – da separata – all’ex-marito, uniti davanti a Dio, non ci si separa mai.

Una terribile punizione, il coltello-pene, che non si affloscia, che impone il suo diritto, il possesso esclusivo, totale, della ‘propria’ donna.

Killer assassino, cosa inventerai per commuovere i giudici, un tic omicida, il delitto passionale, la padella della morta, i cui spaghetti non erano cotti bene, proprio al dente, come piacciono a te?

Bastardo!

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Per noi donne,armata disoccupata,extra-comunitarie di casa,che lavoro c’è?

19 Marzo 2006 2 commenti

Sono 170.000 i posti di lavoro per due milioni di immigrati extra-comunitari.

Un serbatoio umano, strappato al sistema che l’ha prodotto, a sottocosto, a sotto-salario, senza diritti, servizi sociali e civili, scagliato contro di noi, dal padronato, per abbassare ancor di più i salari, ridurre a grado zero il prezzo della forza-lavoro(1).

E per l’armata extra-comunitaria disoccupata (2), di casa, noi donne, quanti sono i nuovi posti di lavoro, a noi riservati, quante le nostre ‘quote rosa’?

La nostra quota rosa, i posti di lavoro per noi, sono i favi dell’immenso alveare, la casa, dove si leva radiosa la luce del cesso da pulire.

Il perno dell’esistenza femminile deve girare sui cardini della porta di casa, la domesticità, la funzione che valorizza il salario maschile, in tempi di magra.

L’opinione pubblica si commuove per le fila extra-comunitarie alle poste, i volontari corrono in loro soccorso, con cibo e bevande (3).

Per noi donne, disoccupate, condannate al suicidio domestico, in soccorso, c’è il canto del focolare, intonato dalla Chiesa, e da tutti i partiti, di destra e sinistra, responsabili della nostra degradazione, della politica di disoccupazione cronica femminile, la sacra domesticità(4), la dipendenza e la soggezione istituzionalizzata, che non accetteremo mai, mai!

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1) L’Italia, negli anni ’60 ha avuto un ruolo prioritario (Trattato di Roma), come fornitrice di forza-lavoro nella comunità economica europea, attraverso l’emigrazione.
Tentava di risolvere la disoccupazione strutturale, ma non solo, impedire ai salari di elevarsi.

2) Nel 2003 il tasso di disoccupazione maschile era del 6,8% quello femminile dell’11,6%, quasi il doppio.

3) L’immigrazione extra-comunitaria,- oggi – è indispensabile al capitalismo italiano, per tentare di uscire dalla recessione, attraverso il trasferimento di un vero serbatoio di masse umane, pura capacità di lavoro, da utilizzare per abbassare ancor di più il valore della forza-lavoro nazionale, e per questa strada ottenere qualche profitto, in tempo di magra.
Non compagni di sventura, gli immigrati, ma concorrenti, se accettano questo ruolo!

4) La domesticità forzata, il lavoro gratuito di noi donne, un ulteriore risparmio sui salari!

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Prostituzione e beghinaggio, nuove frontiere della disoccupazione femminile?

4 Marzo 2006 Commenti chiusi

La disoccupazione femminile è cronica, ma il governo di centro-destra da un pò studia una qualche soluzione al problema.(1)

Insistere sul lavoro salariato, in una economia liberista, creativa, imprenditoriale, è ‘out’.

Se, per esempio, una donna vuol metter su un negozietto di profumeria, e non ha i soldini, non per questo deve rinunciare ad essere imprenditrice.
Può diventare imprenditrice di se stessa.(2)

Maria Maddalena, ho capito bene?

Ma no, la prostituzione moderna non ha niente a che vedere con quella del passato, dicono i liberisti.(3)

Un tempo era un male necessario per proteggere le giovani donne dallo stupro e difendere il matrimonio e la famiglia dalle devastazioni dell’appetito sessuale maschile, un esito sfortunato della povertà, delle pressioni economiche sulla schiena delle donne che dovevano mantenersi da sole.

Oggi invece è un’impresa privata, perchè la donna non vende se stessa, come si ritiene comunemente, non vende neanche le sue parti sessuali, ma solo l’uso di servizi sessuali, che gli uomini hanno il diritto umano di praticare il sesso commerciale, anche i gobbi e i deformi.

Ma non è che la donna si degrada? mi chiedo.

Ma no, mica offre il suo corpo e il suo Io, il vendere servizi sessuali è una componente del terziario!

Dunque, una possibile soluzione – studiata dal centro-destra per l’occupazione femminile, un esercito di specialiste, libere imprenditrici, terapeute dedite al sociale,l’assistenza sessuale dei disabili, con tanto di iscrizione all’album professionale e assistenza sanitaria obbligatoria!

Che bella idea!

Anche sul fronte cattolico, arrivano nuove soluzioni al problema della disoccupazione femminile.(4)

La Chiesa apre alle donne, un ‘riconoscimento istituzionale’ del ‘genio femminile’.

Oh Dio, un lavoro come pretesse, vescovesse, cardinalesse?

No, che l’autorità deriva da Dio, – ha detto Ratzinger – e Dio ha stabilito che solo gli uomini comandano.

Ma allora, quale ruolo, quali spazi, per la donna, nella Chiesa?

Il Beghinaggio (5), la Nuova Beghina Italiana, fervente cattolica(6), fervida patriota, la volontaria missionaria del terziario assistenziale cattolico, che ha reso superfluo il “Welfare”.

Che bisogno c’è dello “Stato sociale”, se tutte queste donne hanno tanta voglia di lavorare gratis?

Beghinaggio missionario gratuito, la soluzione cattolica alla disoccupazione femminile.

Che bella idea!

E’ vero che ‘duris urgens in rebus egestas’(7), la dura necessità
incalza, oh… ma che vendersi il culo e l’anima sia un onesto lavoro femminile, è proprio degno del Bel Paese, che ha dato i suoi natali a Biagi e &!
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(1) Si vedano ‘Disposizioni in materia di prostituzione’ presentate il 26 marzo 2003, dal vicepresidente del consiglio dei ministri, Fini, dal ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione, Bossi, dal ministro per le pari opportunità, Prestigiacomo, di concerto con il ministro della giustizia, Castelli, con il ministro dell’interno Pisanu e con il ministro dell’ecconomia e delle finanze, Tremonti.

(2) All’articolo 1 della legge 20 febbraio 1958, n. 75, (legge Merlin) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

L’esercizio della prostituzione è vietato in luoghi pubblici o aperti al pubblico.”

…Ai sensi della presente legge, non costituisce reato di favoreggiamento previsto dall’articolo 3, primo comma, numero 8), la locazione per civile abitazione a canoni di mercato di appartamenti nei quali si eserciti la prostituzione.

L’imprenditorialità di se stesse, ha pur bisogno, anche lei, di un piccolo capitale di avviamento: i soldi per la locazione di un appartamento a prezzo di mercato.

(3) La ‘tratta delle schiave’ non essendo un rapporto contrattuale di libera vendita di servizi è considerato – sotto questo profilo – uno sconcio.

(4) CITTA’ DEL VATICANO – Nuovi spazi e ruoli all’interno della Chiesa per le donne: lo ha annunciato il Papa. Ma senza la possibilità di concedere loro il sacerdozio, che “è un sacramento, non un potere di cui la Chiesa può disporre a suo piacimento”. Il Pontefice si è espresso così nel dialogo spontaneo con i parroci di Roma, che ha caratterizzato questa mattina la tradizionale udienza d’inizio Quaresima.

Un parroco aveva voluto farsi portavoce dell’istanza delle donne che chiedono di essere riconosciute a pieno titolo nella comunità ecclesiale, con implicito riferimento al “no” ribadito da Giovanni Paolo II al sacerdozio femminile. E il nuovo Papa ha risposto con la distinzione tra “la piena dignità della donna nella Chiesa” e il dato teologico relativo al sacramento istituito da Gesù. “Ma – ha scandito - nuovi spazi e ruoli potranno aprirsi alle donne nella Chiesa”.
(da Repubblica, 2/3/06)

(5) Il movimento delle Beghine differiva dai movimenti pauperistici ereticali, perchè non polemizzava contro la gerarchia ecclesistica e non attaccava l’ordine sacerdotale. Alcune vivevano una vita ascetica e separata dal mondo in comunità religiose, altre vivevano in casa praticando precetti evangelici rigorosi, esaltando l’importanza della vita domestica e della famiglia.

Le novelle Beghine, ai giorni nostri, che troneggiano nei consigli pastorali delle parrocchie e in famiglia, sono fanatiche della ‘mistica della femminilità’.

La mistica femminile afferma che il valore più alto e l’unico impegno possibile per la donna, è la realizzazione della sua femminilità. Sostiene che il grande errore della civiltà occidentale è sempre stato quello di sottovalutare questa femminilità, così misteriosa e intuitiva, così vicina alla creazione e all’origine della vita che forse la scienza dell’uomo non sarà mai in grado di comprenderla. Per quanto peculiare e diversa, non è in alcun modo inferiore alla natura maschile , sotto certi aspetti è anche superiore. Alla radice delle difficoltà delle donne sta il fatto che in passato esse hanno invidiato gli uomini e hanno cercato di essere come loro, invece di accettare la propria natura, che può realizzarsi solo nella passività sessuale, nel dominio del maschio e nell’amore materno. Si veda un classico del femminismo , il libro di Betty Friedan ‘La mistica della femminilità’, 1963.

(6) La Nuova Beghina Italiana abbraccia la dottrina sociale della Chiesa:
- i poveri lottando contro i ricchi, offendono giustizia e ragione;
- lo sconcio maggiore è supporre nemici i ricchi e i poveri, siamo tutti fratelli;
- le disuguaglianze sociali sono volute dalla natura;
- i ricchi, quel che loro sopravanza, lo diano ai poveri;
- i poveri e gli operai non confidino nel comunismo – nefanda dottrina – ma in San Giuseppe;
- l’abolizione della proprietà privata porterebbe alla rovina gli operai e tutta la società.

(7) Virgilio, Georgica, libro II: ‘…la dura necessità che incalza…”

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