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Archivio Febbraio 2006

Calderoli (e la maglietta ) perde il posto per colpa dell’uranio ‘islamico’

25 Febbraio 2006 2 commenti

Era appena arrivato il pisolino notturno davanti alla TV, che su Rai-Educational(1), va in onda Fulvio Conti, amministratore e direttore generale dell’Enel.

La Bielorussia ci toglie il gas,- dice il Conti- l’Enel sono 30 anni che vuole fare le centrali nucleari, i tipi come me e i NO-TAV, trogloditi, non vogliono il progresso, dunque me lo merito di pagare 360 euro di bolletta del gas, per 30 mq. di casa!(2)

Sono le due di notte, è questa l’ora di provocare una povera insonne?

Se siamo alla canna del gas, ma che vende l’ENI, il gas all’estero?
E poi, il prezzo di monopolio, in Italia mica lo fa la Biolorussia, lo fa l’ENI.

Volete fare le centrali nucleari?
Con quale materia prima, funzioneranno, con il metano della Padania?
Per le centrali, ci vuole l’uranio, e non sta in Padania, ma in Iran.

L’Iran vende l’uranio e lo vende insieme all’islam e al velo, compri tre e paghi uno, super-offerta, cui non ha resistito la Francia, con tutte le sue belle centrali nucleari, non riesce più nemmeno a far rispettare la laicità, a casa sua.(3)

Allora è per questo, per non essere obbediente e ossequioso alla summa islamica, da cui l’Italia spera le forniture di uranio, les bonnes affaires del futuro, che Calderoli( e la sua maglietta) ha perso il posto!

E io che credevo fosse passato alla Storia, per aver provocato, con la sua maglietta, la sommossa islamica di Bengasi!(4)

Merito di Calderoli, davvero, se in Italia non passa, la fissione nucleare e anche la fissione islamica, che la fissione cattolica, ci basta e avanza.

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(1) Rai-Educational, il cui direttore è Giovanni Minoli, ospite dell’Opus Dei.

(2) La fonte energetica delle centrali nucleari è costituita da uranio e plutonio. Per poter essere impiegati nei reattori, questi due elementi devono essere sottoposti a cicli di lavorazione, con i rischi connessi, compresi quelli del loro utilizzo.

I rischi associati al ciclo sono:
- esposizione professionale
- possibilità di grave incidente, con rilascio esterno
- inquinamento radioattivo dell’ambiente
- possibilità di incidente di trasporto

La differenza sostanziale tra una centrale termo-elettrica e una nucleare, risiede nella caldaia, che è costituita da un reattore. Il calore necessario per la produzione del vapore è ottenuto generando una reazione nucleare che trasforma materia in energia. Questa reazione, ha luogo nel nocciolo del reattore e produce tre effetti:
- 1) spezza il nucleo in frammenti
- 2) libera particelle e radiazioni di elevata energia, neutroni, particelle beta, raggi gamma
- 3) genera calore che è ceduto al fluido in cui è immerso il nocciolo.
Sia nei reattori ad acqua leggera, che nei reattori veloci, gli incidenti sono catastrofici

Nella centrale termoelettrica, se si spegne la caldaia, cessa la produzione di calore, in quella nucleare, anche quando la reazione a catena viene spenta, i prodotti della fissione continuano a liberare una notevole quantità di calore, che decresce lentamente nel tempo, producendo quindi calore per diversi anni.

Nei reattori veloci, una eventuale perdita di refrigerante, porta alla formazione di una massa critica di uranio e plutonio, quindi una deflagrazione nucleare, con miliardi di curie radioattivi nell’ambiente.

E le scorie?
Se le porta a casa sua, il direttore dell’Enel?
A chi le regala, al Sud, alla terra di Nessuno?

(3) La Francia compra l’uranio per le sue centrali dall’Iran.
La presenza islamica in Francia è non solo massiccia, ma condizionante. La questione del’velo’ ad esempio.
Nonostante sia proibito nelle scuole pubbliche, le ragazze musulmane lo portano, fregandosene della legge francese sulla laicità.

(4) Contaballe, il Conti, direttore generale dell’Enel e la trasmissione dell’opusdeista, Minelli, Rai Dis-educational!

Ma che andate raccontando, che volete le centrali per il bene della gente, che la mia bolletta, se cambiassi idea e fossi anch’io per il progresso , sarebbe solo qualche euro, quanto risparmierei!

Ma va là, volpone, mica sono scema, il nucleare è un grande business, duraturo.

Favorisce le concentrazioni finanziarie: industria, ricerca, imprese elettriche, enti di controllo, centri di rilevazione per la contaminazione radioattiva, centri sanitari, controllo militare del territorio.

Ma quale nucleare civile, quale bene della gente, quale progresso?

Il nucleare è in funzione militare, plutonio 239 e uranio 235, per la fabbricazione di ordigni militari, mica ci sono in natura, devono essere appositamente ricavati da alcune fasi del ciclo del combustibile dei reattori nucleari.
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Riferimenti: Energia nucleare, energia del capitale

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Sine virginitate, sconto di pena per la violenza sessuale?

20 Febbraio 2006 7 commenti

Lui ha 40 anni, convive con la madre e la figlia di lei, che ne ha 14.
Oltre alla madre, si scopa pure la figlia, che il babbuino patriarcale ha a disposizione – gratis – , in famiglia, entrambe.
Il porcone, ma per i giudici di cassazione c’è da tenere in debito conto, nel valutare uno sconto di pena, che la giovane, non solo non era vergine, ma dall’età di 13 anni ‘era già del mestiere’, avendo avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età.

Dunque, se capisco bene, sarebbe la ‘conditio virginitatis’, la base della valutazione dello sconto di pena, il disonore sessuale della giovane.

Per di più accondiscendente ad un rapporto orale, insomma, tra un pompino e l’altro tributato al patriarca di casa, il danno sulla sua psiche sessualmente disonorata, sarebbe più lieve del danno su una Maria Goretti, alla cui verginità è dedicato un culto.

Beh, se lo dicono i signori togati della terza sezione penale di Roma, si vede che, sotto tanta sillogistica giuridica, loro hanno una notevole esperienza personale di sollazzi con minorenni, dal momento che sono così sicuri dell’entità del danno psichico, a seconda si tratti di una vergine o di una- ex-vergine.(1)

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1) Non era il caso di dichiarare inamissibile il ricorso?

Sentenza shock della Cassazione sulla vicenda di una 14enne
Il patrigno aveva abusato di lei. “Aveva già avuto rapporti”
“Se la vittima ha avuto esperienze
la violenza sessuale è meno grave”

ROMA – E’ meno grave la violenza sessuale su una minorenne – anche se si tratta di una ragazzina di appena quattordici anni – se la vittima ha già “avuto rapporti sessuali”. Perché “è lecito ritenere” che siano più lievi i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti, con altri uomini, rispetto a chi non ne avuti affatto. E’ questa l’opinione della Terza sezione penale della Cassazione.

In sostanza i giudici pensano – anzi ne sono più che sicuri, tanto che hanno accolto questo punto di vista (sostenuto dall’autore dell’abuso) – che sia di più modeste proporzioni l’impatto devastante della violenza sessuale quando a subirlo è una adolescente non più vergine.

Questo perché – spiegano – “la sua personalità, dal punto di vista sessuale” è “molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età”.

La sentenza ruota intorno al caso di una ragazzina di 14 anni e il suo patrigno e convivente della madre, un cagliaritano di 40 anni.

L’uomo viene condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti della ragazzina e fa ricorso. La corte d’Appello di Cagliari il 25 novembre 2003 gli rifiuta lo sconto di pena che aveva chiesto sulla base delle “modalità innaturali del rapporto”, ritenuti tali da compromettere “l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima”.

Il caso arriva in Cassazione e si chiude con la sentenza di oggi. Secondo i giudici, nonostante la condotta dell’uomo sia “riprovevole”, ci sono dei distinguo da fare. Il primo è la consapevolezza della ragazzina. “L’imputato, infatti, – ricorda il relatore Franco Mancini – intendeva avere un rapporto completo ma la ragazza, consapevole che l’uomo aveva avuto problemi di tossicodipendenza, aveva optato per un, a suo avviso, meno rischioso rapporto orale”.

Ecco perché, secondo i supremi giudici, anche se questo ragionamento “non elimina la riprorevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la madre convivente”, non si può non considerare che all’epoca del rapporto con il patrigno “la ragazza aveva compiuto i 14 anni e aveva prestato il proprio consenso al rapporto sessuale”.

Poi, altro punto che a parere dei giudici è dirimente è che “la ragazza, già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporto sessuali con uomini di ogni età”, così che “è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età”.

Ora la Corte d’appello di Cagliari dovrà tenere in “debito conto” le considerazioni della Suprema Corte per valutare la possibilità dello sconto di pena al patrigno che ha abusato della minorenne.

(da Repubblica, 19 febbraio 2005)

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Pascendi electoris gregis, l’enciclica anticomunista per tele-elettori

19 Febbraio 2006 2 commenti

Che bagarre, tra i politici, per un posto alla TV, ma perchè si accapigliano, non sono tutti fratelli, quelli dell’Opus Dei, la mafia santa, vaticana? (1)

- Silvio Berlusconi, presidente del consiglio: sostenitore

- Rocco Buttiglione, leader UDC: simpatizzante

- Pier Ferdinando Casini presidente camera deputati: simpatizzante

- Massimo D’Alema, presidente DS: simpatizzante

- Il margherito Rutelli: simpatizzante

- Romano Prodi: membro onorario – credo bene – il suo matrimonio l’ha celebrato Ruini.(2)

Il canuto vegliardo, il dinosauro patriarcale, Ciampi, si è dovuto intromettere, apostolate tutti quanti ,in TV, la vostra cicca di enciclica, ma, calma!

La novella enciclica elettorale, pascendi electoris gregis, (3) il programma elettorale che accumuna tutti i partiti, contro il Comunismo.

Il Comunismo che attenta a dio e alla sua chiesa, al crocefisso, all’ordine costituito, alla vita, alla proprietà privata, alla famiglia, alle mamme, spingendole nell’abisso dell’aborto, alle spose, l’abisso del divorzio!

Carpirà la novella enciclica il tele-elettorato, gli indecisi, gli a-politici, le casalinghe che ‘di politica non se ne intendono’ – il secondo sesso, in politica, è sempre considerato mezzo scemo -, i pensionati, i vecchietti dei ricoveri, i volontari, le suore di Sciacca? (4)

Tele-show di Berlusconi, ultima speme del diritto di proprietà.
Gladiatore nell’arena, affronta in piedi, da solo, la forza del male, il comunismo.
E nessuno lo sa, nessuno lo capisce.

Tele-show di Fini, abbacina, come lo scudo incantato di Atlante, il fascismo al potere, l’anti-comunismo incarnato.
Il nuovo duce non ha bisogno di mostrare la maschia virilità del suo patriarca, per sedurre, anche perchè non l’ha.
Egli è l’ordine costruttivo, lo Stato che domina, comanda, governa, un Super-Io politico.
Come Mussolini, non manca, la sola fattura del suo viso, di provocare nella nuova folla fascista, scene di isteria collettiva, specie tra le donne.
Club di ammiratrici si organizzano per celebrare il suo culto, il suo nome, già troneggia sullo ‘stemma’ del partito.

Tele-show del figlio prediletto dell’Opus Dei, Prodi , lo sposo di Ruini, il crociato anti-comunista, mascherato da uomo comune, ordinario, il cittadino medio privo di passioni e di dramma, il campione della ‘normalità’.
Incarna l’opinione media, il senso comune, dispensa verità ovvie, latore delle credenze di massa, il piacere dell’uguaglianza, solo apparente.
Nel tempo libero dagli esercizi spirituali, fà apostolato laico, con somma dedizione, per portare a compimento le indicazioni e gli orientamenti della chiesa in tutta la coalizione, ‘di sinistra’, da lui guidata.

Cimici opus-deisti, pretendete di fermare la Storia, il Comunismo, l’inarrestabile avanzata rossa!

Non vi conviene fare un bel sondaggio, onde imbarcarvi al più presto per il paradiso, sulle vostre mega-barche? (5)
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1) L’Opus Dei fu fondato da Josemaria Escrivà nel 1928, quando vide con chiarezza, per ‘ispirazione divina’ ciò che fino a quel momento aveva solo presagito, che la sua missione era diffondere tra persone di ogni ceto sociale – studenti, professionisti, operai, casalinghe – una vita cristiana vissuta in pienezza attraverso la’santificazione’ del lavoro, in mezzo al mondo e senza cambiare di stato, ovvero senza sottana, l’apostolato laico.

Il 28 novembre 1982, divenuta l’Opus Dei prima potenza finanziaria della Chiesa, Giovanni Paolo II l’ha eretta a prelatura personale, cioè dipende solo dal papa. La cosa ha suscitato una vasta reazione negli ordini domenicani e francescani, una feroce lotta di gerarchie emarginate dalla ‘summa’ del potere vaticano.

Questa potente congregazione è stata definita ‘mafia santa’, conta su 1.500 preti, e dispone di 80.000 adepti.

Esercita la sua influenza finanziaria in molti paesi: si stimano 487 università e scuole superiori, 52 emittenti radiotelevisive, 694 pubblicazioni, 38 agenzie di pubblicità, 12 società di produzione cinematografica, migliaia di fondazioni, società, banche che direttamente o indirettamente sono controllate dalla congregazione.

Il’Verbo’ è “l’impegno di cercare la santificazione nel lavoro”. Chiariamo cosa significa.

Qualsiasi lavoro o professione – anche quella della casalinga – deve avere come finalità l’apostolato, cioè portare a compimento le indicazioni e gli orientamenti della chiesa, ovunque, cominciando dal proprio posto di lavoro. Fare di ogni laico, un prete, in parole povere.

Naturalmente, gli adepti saranno ‘aiutati’ economicamente nel loro ‘apostolato’, vengono distribuiti, come nella parabola, i talenti.

L’Opus Dei è una specie di Spirito Santo, che diversamente dalla colomba, che elargiva spirito, elargisce denaro.

I disoccupati trovano lavoro, le casalinghe si sistemano nelle parrocchie, – Dame di San Vincenzo -, i giovani sentono la vocazione al volontariato: a ognuno il suo talento, per farne buon uso, e per renderne conto, che niente è gratis.

Che l’arricchimento e il successo sono sempre il segno della benevolenza divina.

Si spiega come personaggi ‘anonimi’ (Ricucci vendeva dentiere- Berlusconi è figlio di un modesto direttore di banca…) saettano così in alto da battere, talvolta, in ricchezza, i vecchi magnati capitalistici.

Niente per niente, però.
La mafia santa esige sempre una contropartita.
E non si sgarra. Ricordate Calvi, trovato impiccato sotto il ponte di Londra?

Per i santi servigi prestati al Vaticano, Renatino – il capo della banda della Magliana - è sepolto in una delle più belle chiese del centro di Roma, in una ricca cripta di marmo, fiori e lumini, l’assassino della povera Manuela Orlandi, è anche lui oggetto di culto!

(2) I nomi dei politici che ho citato, sono parte di un lungo elenco di noti personaggi, tutti legati alla mafia santa, documentata nel libro di
Annibale Viscomi ‘Opus Dei’ potere, denaro, castità – Omnia Minima Editrice

(3)’Pascendi dominici gregis’,l’enciclica di Pio X, 1907, anticomunista.

(4) Le suore del convento Boccone del Povero Giacomo Cusmano di Sciacca, terrorizzate dal comunismo, hanno diffuso, delle immaginette con la Madonna, e dietro una preghiera:” Maria ottieni da dio il trionfo del bene, la liberazione dal male, dal comunismo, dal marxismo”

(5) I primi sondaggi d’opinione, risalgono agli anni Trenta, utilizzati per la prima volta negli USA. Indicano ciò che il pubblico pensa di un candidato o di un partito, e quali sono i problemi più importanti per gli elettori, la loro opinione in merito. Il sondaggio ‘politico’ è l’espressione del distacco, ormai totale, tra partito e classe o frazione di classe rappresentata, qualunque essa sia.
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Sharja catto-islamica, assassina, prima causa del macello di donne

15 Febbraio 2006 3 commenti

Il 90% delle famiglie italiane si dichiara cattolica, la famiglia che piace eternamente a Dio, sacra e indissolubile, basata sulla sottomissione femminile, – il lavoro gratuito – in termini pastorali, il dono di sé.

Ancor più indissolubile oggi, tra rapporti monetari, di proprietà e di dipendenza, che rendono il divorzio un abominevole delitto.

Se la donna si scoccia, – di donarsi, sempre e gratis, – e decide di rompere il cerchio, scatta, contro di lei, una forma di sharja, le cui radici sono nella sciagurata, reazionaria, concezione della famiglia che ha la chiesa, la famiglia, come patto d’alleanza tra i coniugi.

I patti non si possono tradire, la vecchia concezione del delitto d’onore, fa dunque ancora la sua apparizione, nel coniuge che si ritiene ‘tradito’, che si fa giustiziere, l’accoppamento quotidiano dell’inferiore che si ribella al ‘patto d’alleanza’.

E’ dunque la chiesa cattolica, con la sua ideologia, diretta responsabile, mandante “morale” degli accoppamenti di donne in famiglia; la chiesa e l’apostolato laico, preti senza sottana, che si fanno difensori di questa famiglia assassina, indissolubile e sacra, fondata sul matrimonio.

Esecutori materiali, maschi bastardi, nei loro ruoli di mariti o conviventi.(1)

Ma l’occidente non è l’islam e il papa non è Maometto!

Nell’islam la sharja garantisce , ad ogni musulmano, il possesso della donna, l’autorità punitiva del marito e del parentado maschio sull’eterna minore.

Nell’occidente cristiano, la sharja cattolica, il macello casalingo, dovrebbe garantire l’eternità della famiglia ‘naturale’, basata sull’amore, sull’agape! Che se crolla la famiglia, tutta l’impalcatura sociale dello sfruttamento capitalista, va a farsi benedire!

Mi si dirà che vaneggio. L’opinione pubblica, – la verità mediatica – interrogandosi sulle cause, dà ben altre risposte.

Si tratta di incomprensioni, di liti, anche per futili motivi, arriva un raptus e si scatena l’aggressività, come quel marito che martellò la moglie, perchè il suo caffè faceva schifo(2).

Alcuni assassinii, poi, non sono tali, sono eutanasie, le coppie anziane, la moglie malata, decapitata, ringrazia il marito per averle tolto la sofferenza(3),

Agapecristiana, si chiama così.

E il male oscuro, la depressione curata col Prozac che manda fuori di testa(4)? E’ colpa della depressione, del disagio mentale.

E il disagio materiale?

Non è colpa dei polli, l’aviaria, se ieri, Claudio Rubello – rimasto disoccupato – ha afferrato la moglie, giù martellate sulla testa, a lei e alla figlia di 10 anni? In fondo – leggo su un giornale – il poveretto era tormentato dalla paura di non riuscire a garantire un futuro ai suoi cari! Un futuro nell’aldilà, il giustiziere aveva deciso così.

Criminali sono, questi maschi bastardi, che odiano le donne – razzisti – e ben conoscono l’arte, gli assassini, di randellare con la spranga di ferro, di badilare, ficcare trenta coltellate nella pancia, martellare sulla testa, nel sonno, tagliatori di teste, sgozzatori, capaci di far volare la moglie dal balcone(5), bruciarla viva sulle foglie secche!

Non è sharja questo mattatoio di donne? E dove avviene? In Italia, nelle famiglie cattoliche, o che si credono tali.

E quante sono le famiglie cattoliche italiane, non sono il 90% ?

Allora la chiamiamo sharja cattolica, la chiamiamo con il suo nome, che le chiacchiere delle sottane nere, degli ‘apostoli’ laici e di tutti i leccaculi della chiesa, non ci incantano più.

Non possiamo liberarci della violenza maschilista nella società patriarcale-capitalistica, che si regge, anche, sull’inferiorizzazione della donna, sul lavoro domestico gratuito, sulla riproduzione gratuita, sulla sua esclusione – di fatto – dalla politica.

Altro che ‘quote rosa’! Noi donne siamo ritornate al paleolitico, randellate sulla testa e raccolta di ghiande, tutto il giorno, per tirare a campare! Ma dove lo trova il tempo, una donna del popolo, per pensare alla politica, per ‘fare politica’?

La nostra politica è ritornare protagoniste, rompere il cerhio, autonomia femminile, libertà di decisione in prima persona, su ogni cosa che riguarda noi donne, in quanto tali.

Disoccupazione cronica, sotto-salari – inferiori anche a quelli maschili a parità di lavoro – lavoro domestico non pagato, riproduzione gratuita, intralci all’aborto, contraccezione, divorzio; mancanza di un salario autonomo, non come integrazione a quello del coniuge, ma tale da permettere l’autonomia femminile e la fine della dipendenza personale, vergognoso retaggio feudale, lasciato in eredità a noi donne!

‘Scendere in campo’ anche noi, questa la nostra politica, l’autonomia, che senza l’abc, poter decidere della nostra persona, cosa si vuole fare?

Cominciamo da queste elezioni, utilizzando la scheda elettorale come carta igienica.

Li colpiamo dove hanno più paura: il voto. Non siamo tele-elettrici, non è per lo ‘scemo’ pubblico casalingo, lo show elettorale televiso?

Pulirci il di-dietro, con la scheda, non può che essere la risposta della perfetta, scema, tele-elettrice!
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(1)AL NORD PRIMATO VITTIME – Il maggior numero di omicidi domestici avviene nel Nord Italia (83, pari al 44,4%) contro i 64 del Sud (34,2%) ed i 40 del Centro (21,4%). La Lombardia si conferma la regione a più alto rischio con 26 vittime (13,9%), seguita da Lazio (19), Toscana (16), Veneto, Campania e Sicilia (15) e Piemonte (14). Ma è Roma la provincia più colpita, con 13 morti, seguita da Milano (11), Torino (8) e Napoli (7).

DONNA VITTIMA IN 7 CASI SU 10 – Nel 68,4% dei casi (128 in termini assoluti) le vittime di omicidio in famiglia sono donne, più numerose nelle regioni del Centro (75%), seguite da Sud (68,8%) e Nord (65,1%). L’ indice di rischio (vittime per 100 mila abitanti) risulta significativamente più alto tra le donne (0,43 vittime per 100 mila abitanti), in particolare nella fascia 35-54 anni (0,49) a fronte di un dato maschile pari a 0,21. Un più elevato rischio risulta peraltro già presente tra le minori, con 16 vittime di sesso femminile rispetto alle 8 di sesso maschile.

CONIUGI O CONVIVENTI PIÙ A RISCHIO – Nella maggior parte dei casi la vittima è coniuge o convivente (72 vittime nel 2004, pari al 38,5%, prevalentemente donne); seguono i genitori (33 vittime, pari al 17,6%), i figli (25, pari al 13,4%) e gli ex coniugi/ex partner (20 vittime, pari al 10,7%). Inferiore il numero delle vittime tra partner/amanti (7 casi, pari al 3,7%), così come tra fratelli e con altri familiari (entrambi con 5 vittime pari al 2,7%).

UOMO ASSASSINO IN 8 CASI SU 10 – Sono soprattutto uomini gli autori di omicidi in famiglia (144, pari all’ 80,4%). Le fasce con la più alta concentrazione sono quelle comprese tra i 25 e i 44 anni: tra i 35-44enni gli autori di omicidio arrivano a 37 (pari al 20,7%), superando di un solo caso la fascia 25-34 anni (36, pari al 20,1%).
813 dicembre 2005- Eures)

(2)BARI – E’ morta per un caffé venuto male Rosa Sozio, una donna di 72 anni uccisa a martellate dal marito ottantaquattrenne dopo una lite scatenatasi proprio a causa di quella tazzina di caffé che la donna aveva portato all’uomo e che quest’ultimo non ha gradito.

Antonio D’Angelo, interrogato dal pubblico ministero nel letto d’ospedale dove è stato ricoverato dopo l’omicidio, racconta così la vicenda: “Il caffè faceva schifo. Ne ho bevuto un po’, poi ho preso la tazza e l’ho scaraventata sul pavimento. Mia moglie ha urlato e io le ho dato due schiaffi. Poi ho afferrato il martello e l’ho colpita”.

(3) ROMA – Patrizia Valentini, 50 anni, e il figlio Fabio, 25 anni, con un disagio psichico, sono stati uccisi ognuno nel proprio letto. Secondo il medico legale i due erano morti da qualche giorno e sarebbero stati uccisi nel sonno, con molta violenza con un oggetto non ancora trovato dagli investigatori. La donna è stata decapitata e secondo alcune indiscrezioni la testa, tagliata probabilmente con un’ascia o un oggetto molto affilato, non si troverebbe nell’appartamento.
Sembra che il marito abbia voluto sollevarla dal peso del figlio handicappato, tagliandole la testa.

(4) Il Prozac è stato immesso sul mercato degli Stati Uniti dalla Eli Lilly nel gennaio 1988. Zoloft e Paxil sono subentrati rispettivamente nel dicembre 1991 e nel dicembre 1992. Circa 45.000 rapporti di reazioni avverse al Prozac sono stati registrati dalla FDA. Questi includono rapporti di circa 2500 morti, con la stragrande maggioranza collegata a suicidio o violenza. Secondo l’autore di questo studio, i macelli familiari sono dovuti a ‘crisi di astinenza’ di Prozac e Paxil, quando si smette di assumerli. Il Paxil ha il maggior numero di reazioni di crisi d’astinenza di qualsiasi altro antidepressivo al mondo. A sostegno di tale tesi, l’autore riporta una lunga serie di omicidi-suicidi, ne cito alcuni.

·24 FEBBRAIO 2004 – Una 33enne di Lurate Caccivio, in provincia di Como, porta in chiesa la figlioletta di due anni e tenta di sacrificarla, accoltellandola sull’altare. La trovano mentre asperge la figlia con l’acqua santa e grida: “Ti devo purificare per la pace nel mondo”
·22 FEBBRAIO 2004 – Un 42enne di Caltanissetta, dopo aver perso il lavoro, si getta in mare con la figlia disabile: la bimba, 12 anni, muore; lui invece si salva.
·13 GENNAIO 2004 – Un odontotecnico di Polistena, in Calabria, ammazza la moglie, medico chirurgo, e il figlioletto di 5 anni e poi si toglie la vita.
·12 GENNAIO 2004 – Ad Alvignano, in provincia di Caserta, il 56enne Luciano Liparulo, ex insegnante in pensione, uccide la madre a fucilate, ferisce il padre e poi si spara.
·11 GENNAIO 2004 – A Viganò Brianza, nel Lecchese, un ragioniere 55enne, Fausto Zoia, spara alla moglie Enrica e ai figli Filippo (25 anni) e Federico (19) e poi si uccide. A quanto pare l’uomo era depresso a causa di una dieta seguita per curare il diabete.

(5)Un esempio di integrazione di sharja catto-islamica.
Un marocchino, Mohammed Idaaf, sposa una giovane italiana, Antonella di 22 anni. Le impone il velo, e la sua ‘cultura’. Per tirare a campare, – lui è disoccupato – Antonella fa la badante. Lui non vuole, “sono geloso, non voglio che esca da sola, non tollero che cerchi un lavoro, è l’uomo che deve mantenere la moglie”. Non trova di meglio, per farsi obbedire, che scagliarla dal balcone, dopo averla accoltellata. Sceso dalle scale, sferra pugni e calci sul suo corpo rantolante.

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