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Archivio Dicembre 2005

Nera, marrone, gialla o bianca, la forza-lavoro va pagata al suo prezzo!

25 Dicembre 2005 7 commenti

Un decreto legge che a giorni dovrebbe essere varato dal ministro Maroni, 170 mila nuove braccia extracomunitarie, in Italia, per sostenere in modo determinante, la nostra economia.(1)
Bravo Maroni! Che bel codino alla legge Bossi-Fini!

Per quanto lavoreranno i 170 mila extracomunitari, per un euro al giorno?
Per quante ore al giorno? Quindici?

C’è bisogno del tour tra il miliardo di disperati, alla fame, nel mondo, sotto la soglia di povertà, per reclutare 170 mila braccia?
Qui in Italia i disoccupati, le disoccupate, sono ‘al-di-sotto dell’ al-di-sotto’ della soglia di povertà, se l’indice è il PIL del paese, la sua importanza mondiale, fino a ieri il sesto posto,l’Italia, nel mondo.

A quanto dovrebbero vendersi i disoccupati, le disoccupate italiane, per ambire ad un tocco di pane, a meno di un euro al giorno, per reggere la competizione, la sfrenata concorrenza sul mercato del lavoro?
In conto anche le moschee, e i servizi ‘speciali’ per l’importazione della cultura islamica, velo compreso?

Io non ci sto!

Qualcuno spulcerà dalle mie parole, del ‘razzismo’.
Chiamatelo come vi pare.

Il padronato ha messo in competizione i lavoratori, a livello mondiale, vero. Ma la sfrenata concorrenza non giustifica la svendita, i ‘saldi’ della forza lavoro immigrata, che questa svendita ha contribuito- anche- a toglierci l’energia, la forza di imporre le nostre regole, il prezzo di mercato- reale- della forza-lavoro, nera, marrone, gialla, o bianca che sia!(2)
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1) dalla Stampa del 24/12/05

2) Ho letto che l’importazione di forza-lavoro ha lo scopo, tra gli altri, di ‘svecchiare’ la forza-lavoro nazionale. Sarebbe a dire?
Che dopo aver spremuto il limone nazionale, lo si butta nel cestino sperando che marcisca, prima del tempo, di malattia, per non pagargli la pensione?

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La legionaria di Cristo,Cenerentola, e &,le allegri borghesi di Bancopoli

24 Dicembre 2005 2 commenti

La legionaria di Cristo, la Cenerentola, la Calderoli-disperate-house-wife, la pilotessa, la madrina del ‘club delle donne’ ..nessuna delle allegri borghesi di Bancopoli vanta alti natali(1), ma sembra che quando erano bambine, una processione di formiche fu vista salire sulle loro culle e posar chicchi di grano tra le loro labbra, mentre dormivano: un prodigio che le cartomanti interpretarono come presagio di grande ricchezza.

Gloria Sangalli, in Fiorani, salta fuori pure che il suo Giampiero se la faceva con la ex-governatora. Avrà l’acume, l’addestramento del cervello di Hillary Clinton? Una appassionata, pubblica difesa del marito, contro l’accusa che lui l’abbia cornificata e umiliata, esibendo questa virtù muliebre, riprenderebbe quota(2).

Un buon padre di famiglia, un ‘onesto lavoratore’, il Fiorani, l’anno scorso ha guadagnato – solo di stipendio – 1,85 milioni di euro, alla famiglia non faceva mancare proprio niente. Per farla uscire dal tran-tran di casalinga – tre figli – Giampiero, le ha anche trovato un buon posto di lavoro(3), comprava e vendeva villette con i soldi della banca del marito, l’acume dell’alta finanza ce l’aveva anche lei, per conto suo, in proprio.

Maria Cristina Rosati in Fazio, una cattolica di prima, una madre prolifica, cinque figli, un solo peccato veniale, concupire l’uomo d’altre… ma quando c’è l’amicizia, c’è tutto, una forma di amor platonico, ecco, con l’amico Fiorani(4). La legionaria di Cristo(5), per tutti i suoi meriti, salterà il purgatorio, dritta dritta in paradiso, con la TAV, l’alta velocità.

Cecilia Bottaro, ‘pacs’ Billè,(6) una donna ‘acculturata’, mica poteva fare a meno di fare la spesa alle aste d’arte, lei, lustro del comitato di rappresentanza del club delle donne, la multinazionale dell’”intelligenza femminile”!)(7)

Anna Falchi, ora Ricucci, il suo Stefano, lei l’adora, l’ha tolta dal porno dove era costretta a guadagnarsi la michetta, poverina!(8) Riconoscente, lo difende, la ‘leonessa’… il mio Stefano è un Peter Pan che non vuole crescere mai, un uomo onesto e ingenuo che forse è capitato in una cosa più grande di lui’. C’è pure la ex-Ricucci, la prima moglie: ‘Dopo cena Stefano si infilava il pigiama e passava ore nel laboratorio che aveva attrezzato nel pianterreno di casa. Costruiva protesi fino alle 4 del mattino. Il giorno dopo andava a venderle ai dentisti… poi è passato al settore immobiliare investendo i soldi guadagnati come odontotecnico in dieci villette a schiera a San Cesareo.’

Coi risparmi, l’odototecnico si è comprato… dieci villette! Ma come avrà fatto? Il quarto segreto di Fatima.

Ai margini di Bancopoli, anche Roberto Calderoli, il leghista, il ministro. Oltre a Bossi, gli tocca obbedire anche alle due mogli, Sabina Negri, la casalinga-femminista-eversiva(9) di Markette, e la prima, una senzatetto per la quale è stato costretto a chiedere tanti soldoni alla banca del Fiorani.

Il matrimonio celtico non perdona(10).

E Ornella Pozzi, in Gnutti? Ah si, c’è anche lei, con il suo Chicco, la sua Ferrari, la corridora, l’ardita pilotessa delle millemiglia(11), buona, per i nostalgici dell’impresa di Fiume!
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(1) Una nascita illustre! Anche tra i capitalisti esistono ‘frontiere di classe’, demarcazioni, che non consentono ai ‘nuovi ricchi’ di ascendere all’Olimpo del Capitale.

(2) Per ora non se la sente: “non riesco a perdonarlo. Forse verrà il momento in cui lo farò, non ora. Voglio rimanere sola con il mio dolore”.

(3) La IFIL, società immobiliare di cui era amministratrice unica.
Il vice presidente della Popolare, Desiderio Roncada, ha dichiarato: «Noi abbiamo costruito e poi venduto le case alla moglie dell?ex amministratore delegato», due biville nel settembre 2002 e due ville a schiera nell’ottobre 2003.

(4) Le intercettazioni hanno rivelato al pubblico anche la relazione tra Fiorani e la moglie del Governatore, Maria Cristina Rosati. Il 24 giugno la signora Fazio rassicura il banchiere. Che le dice: «Tu sei l’aquilone. Devi volare alto».

(5) I legionari di Cristo sono una potente congregazione cattolica, per definizione maschi e preti consacrati, o per lo meno destinati al sacerdozio. Una loro idea madre è l’equivalenza tra successo professionale e benedizione divina e l’assoluta fedeltà al papa. Nonostante predichino una morale sessuale ultrarigida, la congregazione per la dottrina della fede ha colpito con una pesante condanna sia padre Marcial Maciel – fondatore – sia ‘padre Gino’ Barresi, fondatore delle legionarie di Maria, ove milita la figlia della Rosati, Maria Chiara, una specie di Monaca di Monza, per la potenza economica della sua famiglia, e per le cospicue offerte alla congregazione. Le colpe? Le stesse, le solite, pedofilia e omosessualità. “Padre Gino baciava e nello stesso tempo diceva cose belle e sante: ?Lasciati toccare da Dio. Amare non vuol dire peccare?”.

(6) Convivente del Billè, ‘pacs’ anche lei!

(7) Il suo nome figura nel comitato di rappresentanza del Club delle Donne, per il premio Minerva 2003. Il Club delle donne è la multinazionale dell’intelligenza femminile!!

(8) ‘La valchiria bionda che fa impazzire il mondo’, di attrice, poco da vedere, di sedere molto. Si veda il sito di Supereva.
Per il matrimonio con Ricucci, una sfarzosa cerimonia all’Argentario, a luglio.
‘Sono Cenerentola…’ dichiara al settimanale Gente del 29/12/2005.
Cenerentola lei, Peter Pan lui. ‘Peut-etre..’

(9) Markette, il programma di Piero Chiambretti, in onda su La7 il martedì, mercoledì e giovedì alle 23.30. “Roberto mi ha regalato perfino una Rolls Royce. Io non ero capace di guidarla, aveva il cambio automatico, mi vergognavo. Un dramma. Ci sono andata una volta a fare la spesa al supermercato con la mia vecchia tata emozionatissima. E poi l?ho affittata per qualche matrimonio. Roberto si è arrabbiato e l?ha venduta». Dalla rabbia è diventata femminista!!

(10) Non so se oltre all’arpa e alle musiche celtiche è previsto, nel matrimonio celtico, l’affidamento dei figli maschi alle famiglie più potenti, per prepararli alla guerra, e delle femmine, per prepararle al matrimonio e alla riproduzione di ‘uomini’ veri, s’intende, mica ‘gay’!

(11) “Grande prova dei giovanissimi bresciani Thomas Gnutti e Silvia Savoldi, dodicesimi su Ferrari 225 S del 1952; precedono di soli 43 punti papà Chicco e mamma Ornella Gnutti (Ferrari 340 MM del 1954), esattamente di due posizioni, dopo aver rivaleggiato per tutta la gara sul filo dei centesimi di secondo.” (da una cronaca delle millemiglia)

Riporto un estratto di un interessante documento degli operai di Arese, il documento, per esteso è consultabile su www.resistenze.org/proletari resistenti-lavoro-09-01-03.

“La prossima settimana riprenderanno le iniziative di lotta all’Alfa Romeo di Arese con scioperi e blocco delle portinerie di tutta l’area di Arese da parte dei cassintegrati, compresi il call center del centro direzionale e il Consorzio-Craa.

Fiat a Colaninno e Alfa Romeo-Ferrari a Emilio Gnutti? Basta con la censura sui veri padroni degli stabilimenti dell’Alfa Romeo di Arese!

Da giorni si parla con sempre più insistenza di un piano elaborato dalla cordata di Colaninno per un intervento in Fiat. Ma Colaninno e Gnutti sono già in Fiat. Emilio Gnutti, con Berlusconi e gli uomini di D’Alema, è il padrone dello stabilimento dell’Alfa Romeo di Arese, con la copertura del parlamentare Riccardo Conti, fino a ieri vicesegretario nazionale del Cdu di Rocco Buttiglione. (In allegato la documentazione che da giorni abbiamo diffuso). Ad Arese la Fiat ora paga l’affitto a Gnutti.
L’acquisto risale a due anni fa, quando Colaninno e Gnutti erano ancora soci alla Telecom.

Colaninno e Gnutti alla Telecom hanno licenziato 13.500 lavoratori, per di più con i soldi dello Stato, e poi se ne sono andati con un malloppo di 14.000 miliardi. Sembra essersi attivata a livello di tutto il gruppo Fiat quella politica messa in atto all?Alfa di Arese.

E vogliamo sapere da Colaninno, Gnutti, Berlusconi, D’Alema, Buttiglione e dai vertici di Cgil-Cisl-Uil perchè hanno taciuto la speculazione sull’area di Arese in presenza dei licenziamenti della Fiat e della lotta dei lavoratori che va avanti ormai da tre mesi”.

Slai Cobas Alfa Romeo di Arese, Arese, 7-1-2003.
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Riferimenti: La mia banca è delinquente

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Ti amo, ma devo ucciderti , trarallero…llero..lì , trarallero..llero…là…

23 Dicembre 2005 6 commenti

Gli insonni, come me, a notte fonda, per fare almeno un pisolino, si guardano la TV.

Ieri sera sono capitata su Canale Italia, mezzo porno.

Alcune signore, bianche, tentavano la danza orientale del ventre, all’occidentale, il corpo femminile non sede di forze cosmiche, ma un animalesco agitare di fianchi e di sedere, accompagnato da una canzoncina, dolce musichetta, il cui ritornello suonava ‘Ti amo, ma devo ucciderti, ti amo ma devo ucciderti, ti amo, ma devo ucciderti…!

Una nuova componente strategica, per l’immaginario maschile?

Non è che i mariti-gelosi, sofferenti di insonnia, capitati su Canale Italia, martellati da ‘Ti amo, ma devo ucciderti’, ritornano a letto e martellano la moglie, nel sonno?(1)

Questa porcheria televisa, pubblica, non è una incitazione ad accoppare le donne?

Ma non è un reato l’istigazione a delinquere?

Me ne sono tornata a letto, più insonne di prima, ringraziando il cielo di non avere, nel mio letto, un marito!
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1) “Uccide più donne la violenza subìta dal partner che non il cancro, gli incidenti stradali o le guerre: questa l’angosciante realtà presentata dal Consiglio d’Europa. La violenza familiare, in altre parole, per le donne tra i 16 e i 44 anni, in Europa, è la prima causa di morte
Riferimenti: Morire martellata

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Valsusini, una popolazione ‘non-redditizia’ , da spazzare via…

19 Dicembre 2005 4 commenti

“Una minoranza insignificante” il popolo della Val Susa, l’aveva detto a Lione nel 1999, anche un assessore provinciale…

Vale a dire una ‘popolazione-non redditizia’(1), – montagnini, ignoranti e buzzurri – l’insetto fastidioso che osa opporsi al ‘Progresso’, da spazzare via.

L’Alta Voracità(2) ha reso la vita invivibile alla popolazione della Val Susa, sulla cui testa pendulano 4 centrali idroelettriche(3), una doppia ferrovia, 2 statali, un’autostrada, linee ad alta tensione, canali di irrigazione, strade telematiche, autoporti, 2 gasdotti, scali ferroviari, depuratori, discariche, un fiume, 18 torrenti e 1600 Tir che transitano, ogni giorno, dentro Clavière.

La piccola valle è al tracollo, non regge più. In più la Tav il mega-traforo del Moncenisio, il più lungo del mondo, da far crepare d’invidia tutti quanti gli altri.

Un investimento capitalistico da 65 miliardi di vecchie lire al km, la manna benedetta per l’Abramo subalpino, il patriarca Pininfarina e il suo popolo, il Capitale torinese.(4)

Bucare il Moncenisio, ‘domare’ il massiccio d’Ambin con tutto il suo amianto, la radioattività delle sue vene d’uranio, il grande deposito di gas naturale, che ha il torto di trovarsi in territorio francese, liti e contestazioni, i francesi non mollano mai.

I 25 comuni della Valle, scoppieranno di Progresso, come al Vajont.

Si sta costruendo un pezzo dell’Italia di domani. Lascino fare a ‘chi sa’, a chi decide per loro. Non si oppongano al Progresso! E se anche dovranno lasciare le loro case, il matersasso su cui sono nati i loro figli, basta e avanza per conservare la memoria del passato, della loro terra, delle 4 mucche che ancora pascolano la valle.

Lo sterminio ambientale non è uno sterminio, ma una nuova Natura, benefica, che porterà in valle tanti soldini da far chiudere un occhio per un pò d’amianto e di radioattività, per un popolo condannato a diventare canceroso, su cui sperimentare nuove tecniche e farmaci per la prevenzione e la cura dei tumori d’amianto.

Scoppierà di progresso e creperà di progresso il popolo della Val Susa!

L’Alta Voracità ha, però, fatto male i suoi conti.

I valsusini sono ‘montanari’ e testardi, e non molleranno. Non molleranno anche perchè non sono più soli, non sono isolati. La loro lunga, coraggiosa, lotta – 15 anni, – arrivata allo scontro armato con lo Stato, – lotta eroica, ha fatto crescere la nostra coscienza, ci pone tante domande, tanti perchè, fa crescere il nostro odio al sistema.

Anche la classe operaia valsusina non si è fatta ingrullire dalle promesse della ‘grande occupazione’, dalle menzogne di un ‘benessere’di ritorno.(5) Tutte le fabbriche della Valle hanno scioperato in segno di solidarietà, contro la militarizzazione della Valle, in sostegno alla rivolta popolare.

I valsusini hanno tutta la nostra solidarietà, il nostro appoggio: ci schieramo noi tutti, insieme, contro il – il gran Vermo, – il Cerbero capitalistico, – questa volta resterà a bocca aperta, che le sue ‘sanne’ non ci fanno più paura!

W la lotta del popolo della Val Susa!
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(1)L’FMI e la Banca Mondiale definiscono i 49 paesi più poveri del mondo ‘paesi meno avanzati’. Il Capitale mondiale parla più chiaro: ‘popolazioni non redditizie’, da cancellare dalla faccia della Terra.

(2) Alta Voracità è il nome dato dai valsusini alla Tav. Si allude all’alta finanza che agogna il suo profitto ad ogni costo, sulla pelle della popolazione, dell’ambiente, spazzando via ogni ostacolo.

(3) Venaus e la val Cenischia (con Mompantero e Giaglione) hanno un primato non invidiabile. Sono i comuni più “traforati” d’Italia. Infatti dopo la costruzione della centrale Enel in caverna con tutti i canali di adduzione, il passaggio in galleria dell’Autofrejus, la realizzazione delle centrale Aem sottoterra. A 250 metri sotto l’abitato di Giaglione, in una caverna alta come un palazzo di 14 piani,c’è la più potente centrale idroelettrica attualmente in costruzione in Italia. Sono passati alcuni anni (esattamente sei) da quando giunsero dalla Norvegia gli uomini rossi della Nocom, con il loro bruco meccanico a forare il massiccio d’Ambin a Venaus, Giaglione, Susa e Oulx, per costruire la centrale dell’Aem (Azienda energetica metropolitana) di Torino. Hanno bucato le montagne per 36 chilometri, in un dedalo di trafori, canali, pozzi, derivazioni e quant’altro. Tutto per portare l’acqua, proveniente da Oulx, in questa caverna, che sarebbe di fatto ora anche un formidabile rifugio antiatomico. Canali, pozzi e bacini elettrici – ora è la TAV, supertreno ad alta velocità che dal massiccio d’Ambin spunterà come un siluro alla periferia del paese per poi infilarsi sotto Mompantero e raggiungere (di nuovo in galleria) Bussoleno e Chianocco, dove verso Bruzolo sorgerà una piattaforma rialzata di binari (si dice 30-40) per le merci e l’interconnessione con la Torino-Modane.(tratto da Luna Nuova)

(4) Il groviglio di interessi del capitale sub-alpino e i loro contrasti sul ‘tracciato’, strategico per la mole di interessi che vi sono sopra. In sintesi vi sono tre progetti:
- 1) L’urbanista Gabriele Manfredi e l’architetto Sergio Nicola proponevano di abbandonare il progetto TAV, (economicamente un disastro, che non serve) e di puntare sulla direttrice Nizza-Cuneo-Torino con il potenziamento delle strutture esistenti e un costo di 600 miliardi contro i 45.000 – pare – della TAV! Bocciato.
- 2) Il progetto alternativo, sempre TAV, della Provincia, con la valorizzazione strategica di Grugliasco-Orbassano più che di Torino. Bocciato.
- 3) Il progetto TAV interamente ‘valsusino’, cordata PininFarina, Unione Industriali, Fiat, Eni, Cavet, Alpetunnel, centinaia di aziende consorziate per gli appalti, sostegno del governo Berlusconi-Fini. Approvato. I progetti del tracciato hanno un iter di 15 anni. Gli ‘studi’ progettuali dell’Alpetunnel si sono mangiati più di 450 miliardi.

Si veda il libro dell’ing. Ivan Cicconi ‘Storia del futuro di Tangentopoli’ sul groviglio degli appalti TAV, un libro coraggioso, da non dimenticare.

(5) Il ‘capitale produttivo’ investito nella mega-opera, non sarà proporzionale. I due mercati di acquisto sono completamente differenti – l’uno, il mercato dei mezzi di produzione, l’altro il mercato della forza-lavoro. La quota di denaro che verrà spesa in mezzi di produzione, già calcolata, sarà in proporzione ai profitti che si prevedono, non in proporzione alla forza-lavoro da impiegare. In poche parole, l’occupazione, rispetto al capitale globalmente investito riguarderà solo una fascia di super-tecnici e una fascia di manodopera a buon mercato, facilmente rimpiazzabile. Non mancheranno decine di operai che moriranno sul lavoro, – il tributo di sangue operaio al Progresso! – anche loro, facilmente rimpiazzabili.
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Riferimenti: I "grandi lavori" del governo B. … a mano armata!

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Martellare la moglie, un ‘bricolage’ maschilista in tempo di crisi

18 Dicembre 2005 2 commenti

Ci risiamo, stavolta Settimo Torinese. Elena, 34 anni, martellata dal marito, in casa, sotto gli occhi dei due figli.(1)

Spedita all’aldilà, con la testa fracassata.

Il ‘raptus omicida’ dicono i giornali, il ‘virus’ assassino, colpisce ancora.

Non un maschio bastardo dunque, l’omicida, ma un ‘virus’, una forma di pazzia improvvisa del marito stufo della moglie.

Un ‘bricolage’ il cui utensile principale, il martello, al bisogno, serve anche per eliminare il costo di una casalinga, alleggerire un ‘budget’ familiare.

Per fracassare Elena a martellate, il bastardo, il marito, la condiderava evidentemente immonda.

‘Immonda’, non lavorava – disoccupata – non produceva reddito, una pulce casalinga, Elena? ‘Immonda’, …una donna sensata, con il gusto della vita, più intelligente di lui? ‘Immonda’, una donna sottomessa, una donna non-sottomessa… i contrari si toccano.

Non ci vuole molto a capirlo, anche chi ha scarso comprendonio lo sa. Qui non c’è più solo antagonismo tra i sessi, c’è una guerra, con i suoi morti.

Sono stufa di citare le statistiche della violenza assassina maschilista, della violenza nel regno della sua Regina, la casa.

Stiamo pagando un alto prezzo, troppo ci costa il processo di presa di coscienza, la lotta per la nostra Autonomia.

Mettitelo bene in testa, maschio bastardo, in qualunque ruolo tu sia, anche marito e amorevole ‘papà’: nessuna violenza può arrestare la Donna, l’avanzata della nostra Autonomia, nessun martello, nessun trapano fracassato sul nostro corpo impedirà la fine del patriarcato capitalistico.

Non hai il potere di fermare la Storia, maschio bastardo, assassino, nemmeno usando l’atto più violento, ignobile, disumano, per farci rientrare nei ‘ranghi’, l’ultima ‘lezione’, accopparci davanti ai nostri figli!
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1) Il’Giornale’ parla di tre figlie, che dormivano nella stanza accanto. Lui avrebbe martellato la moglie nel sonno. Ha dichiarato che era roso dalla ‘gelosia’. Tutto ciò non cambia nulla alla mia tesi, era stufo della moglie. Perchè la gelosia, impedisce alla donna di vivere la sua vita: era stufo dunque di una forma di autonomia della moglie, non la sopportava più!
La tesi della’gelosia’ fa sempre comodo per ottenere uno sconto di pena o per farsi passare incapace di intendere e di volere, nel momento del ‘raptus’.
In un lontano passato- ed ancor oggi – non c’è ancora chi crede sia una forma di’amore’?!
Riferimenti: Morire martellata

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Anche i non-nati, gli embrioni abortiti, vanno al Limbo?

13 Dicembre 2005 Commenti chiusi

Il ‘Limbo’, luogo celeste del dolore senza martirio, dei non-battezzati, degli spiriti senza peccato e senza fede, compresa la turba degli embrioni abortiti.

Casini, – anche questo problema etico gli tocca – le povere anime feto-limbiali non vedranno mai il buon Dio?

L’”abortista-assassina” si prenda anche questa colpa, l’eterno sospiro del suo feto, nell’aldilà.

Sette giorni per il dilemma amletico: la “strega”, la mela avvelenata, la perfida matrigna che ordina l’uccisione della sua ‘creatura’, oppure la Vergine Maria, seduta in placida serenità col suo bambino nel grembo, invulnerabile all’ansia o alla depressione, la purezza della donna dedita interamente al figlio?

Immagine sublime! Ma non è la maternità proletaria, questa!

La nostra maternità è solo ‘riproduzione’ di figli(1), una malinconica imitazione della produzione, di quella femminile, la produzione non-pagata, gratis!

Un’orrenda alienazione, nelle attuali condizioni di soggezione, sfruttamento e precarietà, al di là di ogni proposito personale di tenerezza e affetto, nel dare la vita.

Meglio il Limbo, l’aldilà, per i nostri feti abortiti, per i nostri non-nati, che quando decidiamo di abortire, per l’Inferno, per l’aldiqua, noi, ci siamo già passate!(2)
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Note

(1) La maternità proletaria, come riproduzione di forza-lavoro!

(2) Fino al sec. VII la volontà della Chiesa di distruggere e occultare la cultura popolare assimilata al paganesimo, ha fatto sparire quasi ogni traccia di ‘viaggio nell’adilà’. Dal sec. VII al X esiste un’ampia fioritura di ‘visioni’ dell’aldilà, perno della cultura monastica. La cultura ‘erudita’ si è poi preoccupata di sviluppare la razionalizzazione dell’aldilà e l’infernalizzazione dell’oltretomba sotterraneo.
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Riferimenti: Aborto, chi decide e per chi?

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Aborto, chi decide e per chi?

1 Dicembre 2005 5 commenti

La commissione sulla 194, l’indagine statale su come le donne abortiscono

Casini, presidente della Camera e del formicaio “per la vita”, il fascista ex picchiatore Storace, ministro della salute, le USL, l’AIED, i medici di famiglia, le associazioni cattoliche, tutti decidono, tranne le donne, tranne noi.

A noi la responsabilità, non la libertà personale di portare avanti la propria gravidanza.

La 194 dà le più ampie motivazioni per chiedere di abortire, l’importante è che non avvenga per scelta nostra, perchè il principio di autodeterminazione non è previsto dalla legge. Anzi, ne sottolinea il rifiuto, maschile e patriarcale.

La presenza del medico, dello psicologo, del consultorio… a costoro il potere di selezionare i nostri guai, il consenso da strappare.(1)
Pur con queste limitazioni, si é abortito, finora.

Non siamo andate in galera per il ‘reato contro la stirpe’, ma rischiamo oggi di andarci per il reato di omicidio.

Una minoranza accanita, rabbiosa, ossessiva, ben finanziata, con in testa Casini e il papa, si leva sempre più potente contro l’aborto.

L’argomento centrale della ‘teoria della vita’ è che il feto è una persona fin dall’atto del concepimento e come tale ha diritto ad essere protetto contro “l’assassinio”: l’aborto è un crimine, un reato contro la “persona”.(2)

Niente affatto in contraddizione con la 194, nel cui articolo primo, “lo Stato si fa garante del diritto di procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità(3), tutela la vita umana fin dal suo inizio, nega l’aborto come mezzo di controllo delle nascite.”

I tre principi cardine, della legge, la responsabilità della donna, la dissuasione, l’autorità dello Stato sul controllo demografico, gli anti-abortisti li trovano proprio nella legge stessa, li sfruttano per la sua sua attuazione ‘piena’!

‘Controlli sulla procedura’, luogo, consenso, ruolo del coniuge, genitori, obiezione di coscienza, la dissuasione è in primis sotto accusa, non si fa abbastanza per terrorizzare le donne dissuadendole dal loro ‘criminoso’ proposito.

Negato il principio di libertà e di autodeterminazione, non poteva che finire cosi’.

Uscire dal silenzio, basta, urlare il nostro schifo!

Urlare che il nostro ventre ci appartiene!

Che decidiamo noi sole, solo noi donne, nessun altro puo’ pretendere di controllare la ‘riproduzione’, la nostra libertà di avere figli come, dove, quando, e con chi ci pare!

Nè il medico in nome della vita, il prete in nome di dio, il padrone in nome del profitto, il giudice in nome della legge, il marito in nome della famiglia (cioè dei suoi diritti patriarcali), noi, noi sole, siamo proprietarie del nostro corpo, del nostro ventre!
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(1) Il primo compito del medico e del consultorio è di dissuadere la donna. Il certificato per abortire viene dato dopo un periodo di 7 giorni, di ‘riflessione’.

(2) In testa il cardinale Ruini, la Chiesa. Dalla chiesa l’aborto fu tollerato e ammesso per un migliaio d’anni; riteneva che il feto fosse ‘animato’ dall’anima razionale 40 giorni dopo il concepimento per il maschio; per la femmina di giorni ce ne volevano 80, prima che l’anima razionale animasse il suo feto! Fu Pio IX nel 1869 a dichiarare che l’aborto è un delitto. L’assistenza ginecologica passava dalle mani delle ‘levatrici’ a quelle dei medici maschi che non riconoscevano alla donna il diritto di interrompere la gravidanza. Tale dichiarazione supportava l’espansione capitalistica e la colonizzazione, la crescita demografica era essenziale. Il movimento ‘moralista’ è anti-abortista perchè ritiene che il sesso è riservato al matrimonio e alla procreazione.

(3) Nessuno vuol essere identificato come favorevole all’aborto. Fioroni, Bindi, cattolici della Margherita, Livia Turco hanno proposto un bonus-bebé, per le disoccupate, le precarie, le madri nubili da 250 a 350 euro al mese. Per le madri – insomma – di seconda categoria.
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Riferimenti: … italiane, riempite le culle!

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