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Archivio Novembre 2005

La ‘madre’, una ‘carriera ‘ mostruosa, per le donne disoccupate

25 Novembre 2005 Commenti chiusi

I “volontari per la vita” – i centri di “aiuto alla vita” – si sono riuniti a Montecatini per il XXV convegno nazionale. Auspicano un ‘volontariato… che si apra a tutti coloro per cui è bello e importante che anche una sola donna diventi madre’.
Chi dovrebbe essere madre?
La ‘carriera’ di madre, madre è bello!

Ipocriti, la maternità oggi è qualcosa di mostruoso, alla maledizione biblica e alla persecuzione contro le madri, insita in ogni patriarcato, il disprezzo per la madre, ha varcato – nella nostra società – ogni limite. (1)

Nella famiglia nucleare chi ha dedicato se stessa ai figli, per questo servizio reso alla società, ha ben poche prospettive. Non c’è nessuna ricompensa per questa ‘carriera’: partorire, allattare, curare, nutrire per almeno 20 anni i figli – la riproduzione è gratis - e… prepararsi a perderli, che si devono fare la loro vita.

Chi si è sacrificata alla maternità, per essere amata, – esaurito il suo ruolo – è meglio che si trovi un lavoro (ma chi la vuole al lavoro, una donna, dopo la quarantina?)(2) e si mantenga in forma, giovane e bella, che dipendere economicamente dai figli è tra le peggiori disgrazie che possano capitare ad una donna.
Anche se si arricchiscono, mica ci spetta di ‘diritto’, questo benessere.

Votata al sacrificio, nessuna pretesa.

Niente è più disgustoso – per i figli – se siamo ‘materne’. Epiteto che sta per soffocante, il troppo amore, l’accusa di dominio.(3)

Al contrario, il poco affetto, non aver goduto della dedizione altruista e incondizionata loro ‘dovuta’, è la causa di ogni psicosi dei figli, della negatività della vita, da adulti. Edipo, Elettra… i complessi della colpa riproduttiva.

Alcuni psicoanalisti ci colpevolizzano per il fallimento dei matrimoni; sembra sia colpa della madre anche la crisi della coppia.

Nel patriarcato – per la sua stessa essenza – fare la madre è impossibile. Non va mai bene niente.

Ci si rimprovera ancor prima della nascita del figlio. Sotto accusa anche l’utero, l’ambiente uterino. Se il figlio nella vita manifesta qualche alterazione, frutto di una cattiva gravidanza, di qualche bicchiere di vino di troppo, peggio, di un inconscio rifiuto.

Ci si colpevolizza se dopo il parto, non ritorniamo agili come un levriero, come le mamme-levriere della TV, quelle dei pannolini. Ritornare ‘in forma’ è un obbligo, un dovere, anche nei confronti del coniuge, che pazientemente ha sopportato il ‘pancione’ per mesi.

Non sappiamo allevare i figli. Stormi di specialisti ogni giorno ci dicono cosa fare, ci indottrinano : pediatri, psicologi,esperti nutrizionisti, tutti quanti a convincerci di essere le meno adatte a crescere i nostri bambini.

L’unica madre sfolgorante, esemplare, rimane la madre morta giovane, inadempiuto il compito, lascia di sé almeno un buon ricordo.

Nel patriarcato, in ogni sua forma, essere madre è una mostruosità(3).

‘Madre è bello’,… cosa volete da noi, buffoni del movimento per la vita, tutti quanti, laici e cattolici, crociati, miliziani, persecutori di noi donne?
Avete bisogno di tutte le madri possibili in tempo di vacche magre, di caduta demografica? (4)

Andate al diavolo, idioti!

Noi vogliamo decidere se, come, quando e perchè fare figli, chiaro?————————————–
1) Un noto gruppo ‘rap’ si chiama ‘Fotti la madre’.
Fotti la madre, non il padre! Mah….

2) Manco le pulizie. Le ‘filippine’ ( cito come emblema) ci hanno fregato il posto, vendendosi sottocosto, qui, da noi.

3) Per i figli, come madri, siamo meno importanti, di quanto, come figli, essi sono per noi.
Una volta che si ha un figlio la nostra capacità di soffrire si fa più vasta, profonda.

3) Tra i ‘Sei personaggi in cerca d’autore’ di Pirandello, c’è una madre che indossa la maschera fissa del dolore, la sofferenza e l’afflizione, lacrime di cera nelle occhiaie infossate, lungole guance. Gli altri personaggi vivono la sua intensità emotiva come una tirannia dalla quale devono fuggire se vogliono salvarsi.

4) Un ‘bonus-bebé’, un pugno di euro, per la ‘carriera’ di madre, a vita.
E chi mantiene il bebé? Il Movimento per la vita, a vita?
Una madre, chi la vuole a lavorare, oggi, quando milioni di donne si stanno azzannando per un posto di lavoro, precario?
Riferimenti: "Figli maledetti di una madre odiosa…"

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Signor fratello ovvero l’ eguaglianza tra ineguali

14 Novembre 2005 2 commenti

La rivolta francese ha fatto ruzzolare tutte le ideologie che sostengono lo sfruttamento e la polarizzazione sociale tra capitale e lavoro.

Anche il termine stesso ‘proletario’ era deriso, un vecchiume del passato, cui oggi non corrispondeva nulla.

Cadono le ideologie della fratellanza, della uguaglianza sociale tra i cittadini.

Cade la vecchia dicotomia tra poveri e ricchi, il ‘velo’ che ha sempre nascosto gli antagonismi tra le classi, cade l’ideologia di una qualche riforma correttiva al sistema della proprietà privata, che ricchi e poveri, sono deviazioni dal ‘giusto mezzo’, dalle posizioni normali, ‘medie’, cui la società dovrebbe tendere.

A ramengo anche le prediche della chiesa, il possedere più del necessario e il possedere meno del necessario, contro natura.

Tutte queste ciarle, strombazzate a destra e a sinistra, filano tutte – oggi – nella spazzatura.

Non sono i ‘poveri’ che si sollevano a Parigi e in tutta la Francia, non sono i mendicanti di professione, i Miserabili di Victor Hugo.

Ci sono oggi tre modi per vivere: di profitto, di rendita, di salario.

Per la classe la cui fonte di reddito è solo il salario, per il proletariato, il salario non esiste più. E nemmeno la speranza di potersi vendere al peggior acquirente…: fine di ogni speranza.

Tutti i tratti caratteristici dell’attuale struttura di classe capitalistica sono venuti a galla con le sommosse in Francia.

Una piena coscienza di classe, pervaderà d’ora in avanti l’intera società capitalistica, lacerata da una linea di lotta senza più compromessi.

In Italia, in particolare.

La nettezza delle frontiere di classe, travolgerà prima di ogni altra cosa, il berlusconismo, Silvio e la sua corte, la concezione di fondo del berlusconismo stesso, la società italiana senza classi antagonistiche, perchè ciascuno deve a se stesso la propria sorte, e la posizione dell’individuo è determinata dall’ordine dei meriti.

In spazzatura, a ramengo, le chiacchere che le diseguaglianze di situazione economica e sociale dipendono dalla qualificazione, dal merito personale, e non dalla classe di appartenenza, a ramengo che la grande diversità dei successi dipende dalla libera concorrenza!

Anche in Italia avanza la coscienza di classe.

Non è solo la coscienza dell’appartenenza, ma del posto che si occupa, ogni giorno della vita, nella gerarchia, la cosapevolezza della diversità, degli interessi, soprattutto la solidarietà di classe.

In nome di questa, saluto con gioia la nuova pagina rivoluzionaria, che i giovanissimi proletari francesi hanno avuto il coraggio di aprire.
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Riferimenti: Cronologia della rivolta giovanile in Francia

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Fratelli Musulmani, la Francia è la vostra Patria!

10 Novembre 2005 2 commenti

‘Non siamo i vostri cani’ urla una ragazzina francese…

Si pensava francese, poi si accorse di avere la pelle mezza nera, di essere diversa, non proprio francese come quelle vere, le bianche. Geneticamente discendente dei ‘topi neri’(1), la Patria le ha destinato la fogna invocata a suo tempo dai francesi d’Algeria, i colonizzatori.

‘Ma banlieue’, il cerchio, l’anello musulmano che stringe…

Eppure, in nome dell’uguaglianza, ‘ma banlieue’, è stata progettata come i quartieri dei ricchi, secondo l’acume del genio nazionale, Le Corbusier, per lui la Francia, è il centro della cultura mondiale.

Fanatico dei prefabbricati, del calcestruzzo, del cemento a vista, della ‘macchina abitativa’, sosteneva anche che si potesse vivere in 6 mq, ma lui non ci viveva, pare abitasse in un bel palazzo.

Anche ‘ma banlieue’, è una casa sull’erba, senza disturbare nulla, l’ambiente, la Natura, che qui non c’è. Ha le facciate come la superficie di un quadro al di là del quale si apre uno spazio immaginario… meglio inimmaginabile, migliaia di famiglie musulmane con centinaia di figli, in 6 mq, che di notte si deve uscire per forza, a prendere aria…

Ma banlieue, un sito previlegiato che non rivela il nostro rango sociale, perchè i ‘topi neri’ sono tutti uguali, nelle loro tane incastrate, l’una sull’altra, che si librano sui pilastri!

Ma banlieue, la nuova ‘peste nera’ stile 2005, una nuova epidemia per la borghesia-bene francese, senza vaccino, non c’è, non esiste.
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1) Erano chiamati ‘topi neri’ gli algerini, dai colonizzatori francesi
Riferimenti: Ah, … la France!

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