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Archivio Giugno 2005

W la spedizione dei 500.000, qui si rifà l’Italia o si muore!

27 Giugno 2005 14 commenti

A Madrid (1) 1.000.000, Berlino e Parigi 500.000, ‘anormali’, abnormi, amorfi, irriducibili, inintellegibili, abietti – la multitudo del ‘fallo-lesbico’,- manifestano la loro ‘anormalità’ alla luce del sole. (2)

Mentre Parigi si diverte, una nuova ‘Belle Epoque’, L’Italia si ribattezza e si ricristianizza sulle ‘norme’ eterosessuali (3)maschiliste, razziste, classiste di Ratzinger, la pupilla degli occhi nostri, e della sua chiesa, il decoro d’Italia!

“Benedetto XVI intende “lavorare con tutte le forze per il bene religioso e civile” di tutti gli italiani.

“L’annuncio del Vangelo, che in comunione con i Vescovi italiani sono chiamato a portare a Roma e all’Italia – ha affermato nel suo discorso a Ciampi - e’ a servizio non solo della crescita del popolo italiano nella fede e nella vita cristiana,ma anche del suo progresso sulle vie della concordia e della pace”. Cristo – ha rilevato il nuovo Pontefice – e’ il Salvatore di tutto l’uomo, del suo spirito e del suo corpo, del suo destino spirituale ed eterno e della sua vita temporale e terrestre “…

Ratzinger ha ragione, riguardo la crescita del popolo italiano e Cristo, salvatore dell’Uomo.

Come può avvenire la crescita di un popolo condannato alla senescenza, alla morte?

Un popolo che non si riproduce, il cui tasso di natalità precipita al ‘grado zero’?

Può avvenire solo per fede.

La vita cristiana ha reso talmente impotenti i maschi nazionali, da dover ricorrere alla PMA, ultima chance!

Noi donne siamo escluse anche dalla salvazione, pazienza.
L’androcentrismo sessista fa parte della infallibilità del papa.

Il sesso maschile è il paradigma dell’intero genere umano.
Il nostro differire è una differenza che corrisponde ad una mancanza, una inferiorità.

A che servono, alla Donna, la Ragione, le qualità ‘propriamente umane’?
Per ‘natura’ noi apparteniamo alla sfera domestica, ai lavori di cura.
Siamo le figlie di Maria.
I luoghi del sapere e della politica, insomma, per natura, non sono per noi.

Per natura, ogni epoca definisce naturale la sua ‘normalità’, normalità, conforme alla norma di chi decide le norme.

Saranno insensibili, i 500.000, al ‘grido di dolore’ degli ‘anormali’ di questo paese, che languono sotto il giogo di Ratzinger, Berlusconi, Calderoli?

Preghiamo, sì preghiamo, la marcia sull’Urbe, la multitudo del ‘fallo-lesbico’, l’incubo di Buttiglione, invada finalmente l’Italia!

‘Drag’, identità ibride, cyborg, alieni, trans, gay, lesbiche, asessuati (4), travestiti, spiazzare la ‘norma’ clerical-fascista, la spedizione dei 500.000 , qui si rifà l’Italia o si muore!
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1) Aggiornamento 4/7/05

Spagna: enorme partecipazione corteo Gay-Pride

L’esultanza per l’approvazione giovedi’ scorso della legge sui matrimoni omosessuali voluta dal governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero ha contrassegnato la tradizionale giornata del Gay Pride a Madrid.

Un milione di persone secondo gli organizzatori – centinaia di migliaia secondo la radio statale, circa 100.000 secondo la polizia – hanno sfilato in un clima festoso per le vie della capitale spagnola nonostante il caldo soffocante. Al corteo hanno partecipato anche la ministra della cultura Carmen Calvo e altri esponenti politici.

La Calvo ha affermato di essere presente “in rappresentanza di tutto il governo” e ha aggiunto che la legge “e’ un traguardo importante per l’uguaglianza, il rispetto e la liberta’ sessuale di tutti gli uomini e le donne comuni, quelli che si alzano tutte le mattine”. La ministra ha detto di ritenere che dopo il passaggio della legge “non ci saranno passi indietro” e che altri paesi seguiranno l’esempio della Spagna. Per il momento solo Olanda e Belgio hanno una normativa che consente i matrimoni tra persone dello stesso sesso mentre proprio in questa stessa settimana e’ stata approvata la legge federale in Canada. In Spagna, nonostante le proteste della chiesa cattolica e dei settori politici piu’ conservatori, il coordinatore degli affari religiosi della Federazione statale delle Lesbiche, Gay, Transessuali e Bisessuali, Juan Jose’ Broch, ha riferito che gruppi di cristiani di tutto il Paese hanno partecipato alla marcia a favore della legge e contro l’omofobia. Il leader della coalizione Izquierda Unida, Gaspar Llamazares, ha commentato il corteo affermando che “oggi parlano i diversi colori, la tolleranza, il riconoscimento di tutti i diritti civili”.

2) Francia: mezzo milione di gay in marcia per adozioni e nozze

Mezzo milione di omosessuali ha sfilato oggi per le strade di Parigi per chiedere la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e la possibilita’ di adottare bambini. Contemporaneamente alla manifestazione di Parigi, gay e lesbiche sono scesi in piazza anche ad Atene e a Lisbona, ma quella nella capitale francese e’ stata la marcia piu’ imponente. Alla testa del corteo c’era il sindaco della citta’, Bertrand Delanoe, uno dei pochi politici francesi dichiaratamente omosessuale. Al suo fianco sfilavano i leader del partito socialista e dei Verdi. Delanoe ne ha approfittato per lanciare un appello al parlamento perche’ legiferi sulle adozioni e sulle nozze gay: “senza una legge non cambiera’ nulla” ha detto.

Portogallo: Gay chiedono legalizzazione del matrimonio

Vogliono sposarsi e formare una famiglia come fanno le coppie eterosessuali. Gli omosessuali portoghesi, dopo le aperture del governo Zapatero in Spagna, hanno rivendicato la legalizzazione del matrimonio tra coppie dello stesso sesso, alla vigilia del Gay pride che li vedra’ sfilare lungo le strade di Lisbona. “Vogliamo una revisione del codice civile che permetta alle coppie gay e lesbiche di contrarre matrimonio civile, come succede in Spagna”, si legge in una dichiarazione firmata da numerose associazioni omosessuali lusitane. Il Portogallo e’ l’unico paese europeo la cui costituzione “proibisce esplicitamente la discriminazione basata sull’orientamento sessuale”, per questo motivo – secondo gli organizzatori della sfilata – “legalizzare il matrimonio gay significherebbe rispettare la costituzione e proteggere gli omosessuali dall’omofobia”.

Anche bimbi stranieri

Il governo olandese ha approvato la proposta di legge che permettera’ alle coppie omosessuali di adottare bimbi anche provenienti da Paesi stranieri. Adesso la legge passa al Parlamento, ma l’approvazione e’ scontata visto che era stata sollecitata da numerosi deputati. La legge elimina anche la condizione di tre anni di convivenza, finora necessari perche’ il bimbo frutto di un’altra relazione potesse essere adottato dalla nuova compagna del padre o della madre; il risultato sara’ che il figlio naturale di una donna lesbica potra’ essere adottato dalla sua compagna subito dopo la nascita.

In Olanda alcune coppie gay hanno gia’ adottato dei bambini all’estero, attraverso una scappatoia che consente l’adozione anche ai single.

3) ‘Nuovi, violenti attacchi contro la famiglia’.

L’Osservatore Romano definisce cosi’ le leggi approvate in Spagna e Canada a favore delle coppie omosessuali. Si tratta, spiega il giornale della Santa Sede, di ‘violenti e mirati attacchi alla famiglia naturale, quella fondata sull’unione tra uomo e donna’.

‘La Camera canadese ha approvato, martedi’ sera, una discussa e discutibile proposta di legge federale – scrive il giornale vaticano – che equipara al matrimonio le unioni tra omosessuali. Si prevede che il provvedimento, nonostante la viva opposizione di molti settori della societa’ canadese, venga approvato anche dal Senato e diventi cosi’ legge dello Stato’.

E in merito all’approvazione da parte della Camera bassa spagnola della legge voluta dal Governo socialista che legalizza le unioni omosessuali e che consente anche l’adozione di bambini, l’Osservatore ricorda che ‘il Foro spagnolo della Famiglia (Fef) ha presentato ieri oltre un milione di firme per un’iniziativa legislativa volta a contrastare la legge, mentre le associazioni sociali familiari che aderiscono al Foro hanno previsto una serie di azioni di piazza in numerose citta’. Contro la legge – conclude l’articolo – il Fef aveva organizzato a Madrid il 18 giugno una manifestazione, alla quale avevano partecipato un milione di persone’.

-MADRID - Marcello Pera, in Spagna per inaugurare con l’ex premier Aznar un seminario di studi sociali, si è scagliato contro il matrimonio gay appena approvato dal Parlamento di Madrid.

“Una cosa è chiara: è falso che si tratti di conquiste civili o di misure contro le discriminazioni odi estensione dell’uguaglianza; si tratta piuttosto del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani”.

La norma eterosessuale, il giogo obbligato, per tutti.Il Desiderio, la sessualità, capricci del corpo!

O Segnor, per cortesia,
manna a Pera la malsania!
..

Anch’io ho voglia di una ‘Laude’!

4) Una vita intera senza sesso

L’orgoglio asessuato sul web (di Matteo Tonelli)

ROMA – Quelli che non lo fanno e dicono di vivere bene così. Dopo che il New York Times, ha squarciato il velo sulla comunità degli asessuati pubblicando le loro storie personali, anche in Italia qualcosa si muove.
La sezione italiana dell’Asexual visibility and education network (Aven), ha aperto un forum su internet, unico spazio, fino ad ora, dove hanno potuto incontrarsi e confrontarsi tutti quelli che del sesso proprio non ne vogliono sapere.

Una ‘web community’ di persone che condividono la totale mancanza di attrazione sessuale sia verso un sesso che verso l’altro. “Non vogliamo fare propaganda – spiega l’amministratrice del forum, sulla trentina, del nord Italia che in rete si presenta come la Vedova Nera, – ma creare un centro di scambio culturale”. Tutto è nato dopo una serie di contatti con David Jay, fondatore di Aven, che ha dato il via libera per la creazione di una sezione italiana del movimento. Che, attualmente, conta meno di dieci partecipanti al forum e che, si augura l’amministratrice, oltre ad ingrossare le fila, “in futuro spera possa poter contare anche sulla collaborazione di medici”. Come il sessuologo di Mtv Marco Rossi che sugli asessuati sta portando avanti delle ricerche.

Perché il fenomeno delle persone asessuate non è molto studiato dagli scienziati. C’è chi pensa che una mancanza di desiderio fisico non sia necessariamente una disfunzione o un problema, e chi, come Leonard Derogais, direttore del centro di salute sessuale alla Johns Hopkins University di Baltimora, è molto più critico: “Il sesso è un istinto naturale, come il bisogno di mangiare o di bere. Queste persone non sono del tutto normali”.

Un’analisi che la Vedova Nera commenta così: “Quelli come me sono considerati ‘malati’, ma non è così. il mio modo di essere è pienamente realizzato in una vita “senza sesso” e da quando ho scoperto che esiste una comunità internazionale non ho più intenzione di sentirmi in colpa”.
Da questo, alla frequentazione del sito di Jay e alla creazione della filiale italiana, il passo è stato breve. “A mio modo di vedere lo scopo di AvenItalia nel mondo sessocentrico in cui viviamo è di poter dire liberamente di essere gay, lesbo, trans, bisex, asex o quant’altro senza essere deriso, discriminato o messo in quarantena. Nel suo piccolo questo network può avere il ruolo verso l’esterno di educare alla tolleranza e alla comprensione delle “devianze sessuali” scrive sul forum Petrael da Milano.

Una riflessione accompagnata da una frase di lord Chesterfield che, rivolto al figlio, liquidava l’amplesso: “La posizione è ridicola, il piacere effimero, la fatica tanta”.
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Il ‘raptus’, l’epidemia colpisce anche le donne, Elvira , la sua triste storia

22 Giugno 2005 3 commenti

Elvira , 45 anni. Lunedi pomeriggio, il raptus, il virus che non perdona, chi è colpito, non lascia scampo alla vittima.

Stavolta è toccato a lui, Piero, il marito. Faceva il pisolino nel letto, nella camera nuziale, a casa sua, nel sonnolento paese di Gerace, quando Elvira, con il suo ‘raptus’, preso il vecchio semiasse del trattore nel cortile di casa, lo fa volare sul cranio di lui, che dorme come un bambino, soavemente.

Tremenda la forza del ‘raptus’- un colpo dietro l’altro, tira Elvira, il cranio di lui, sfondato, a pezzi.

‘Ho ucciso Piero, è finita’.

Finita cosa?

La violenza , le troppe violenze subite, così confessando apertamente l’omicidio, Elvira ne ha chiarito i motivi.

Comincia la resa dei conti?

Chiudere una vita di violenze, il massacro del marito, finire in manicomio criminale?
Perchè l’autogiustizia di Elvira la porterà là, tra le sbarre, gli psy, i sedativi a litri.

Il marito , il bruto, la picchiava la sua ‘casalinga’, perchè assassinarla non era utile, chi avrebbe sgobbato, gratis, in casa?

Meglio l’antica pena, le botte, il tormento, mantenerla in vita, viva e cosciente, senza accopparla.

L’avrà denunciato, qualche volta, Elvira?
Quante botte,per la denuncia?
O non l’avrà denunciato mai, la paura delle botte, in più?

Chi ha visto i suoi occhi pesti ? Il viso tumefatto?
I figli, i testimoni che non parlano?
Il maggiore, tra i suoi libri di studente universitario, a Torino?
Tutto il paese, la bocca chiusa, un ‘affare di famiglia’, non si mette il naso nell’affare di famiglia!
E il parroco? Qualche immaginetta dell’Addolorata, in confessione?
Complici, paese maledetto!

Elvira, senza dire una parola, nel silenzio di quel pomeriggio, ti sei fatta giustizia, una giustizia ‘amorale’, il solo modo ,forse, per liberarti dal tuo soffrire.

Anche la Natura non è morale.
La somministrazione della morte per opera degli animali feroci, come termine ultimo dell’esistenza animale, secondo il disegno provvidenziale della creazione, è un’opera benevola di Dio.

Un’opera benevola di Dio, questa epidemia di raptus anche tra le donne,il raptus che ci rende feroci?

Chi la ferma questa epidemia?
Nessuno, è nel disegno della Provvidenza, nel disegano della Natura, benevola con noi, la Vita deve ancora iniziare sul nostro Pianeta.

Alla violenza non possiamo rispondere coi fiori, con le mimose, qualcuna ha già deciso di usare il vecchio semiasse del trattore, un avvertimento per tutti i ‘bruti’, i violenti, gli stupratori, i massacratori di donne!
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Riporto l’articolo tratto da Repubblica.
UCCIDE IL MARITO MENTRE DORME, “TROPPE VIOLENZE”
Emergono nuovi particolari sull’uxoricidio commesso ieri pomeriggio a Gerace. La vittima e’ Pietro S.,48 anni, incensurato, dipendente del Comune di Gerace con le mansioni di custode del cimitero. L’uomo e’ stato assassinato dalla moglie, Elvira M., 45 anni, casalinga, che ha reso piena confessione del delitto, affermando di aver ucciso il consorte per le troppe violenze subite.
La donna ha utilizzato un vecchio semiasse di un trattore per colpire il coniuge alla testa. Ieri, poco prima delle 15,30, Pietro stava riposando nella stanza da letto della sua abitazione di contrada “Galluzzo”, una zona di campagna di Gerace ubicata lungo l’antica strada che dal centro storico conduce a Locri.
A quell’ora i due figli minori della coppia, entrambi studenti, si trovavano fuori casa; quello maggiore da tempo si trova a Torino dove frequenta l’Universita’. In preda ad un raptus Elvira si e’ recata nel cortile della propria casa, ha preso il semiasse del trattore e si e’ recata nella stanza da letto dove dormiva il marito. Qui ha incominciato a colpire l’uomo alla parte posteriore della testa fino a sfondargli il cranio. Commesso il delitto, si e’ recata presso la vicina abitazione di un cugino del marito al quale ha riferito quanto era successo. “Ho ucciso Piero, e’ finita” ha detto ai parenti che, increduli, hanno ripetutamente chiesto alla donna se il coniuge avesse per caso accusato qualche malore.

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La profezia di Malachia, Benedetto XVImo, alias Ratzinger, l’ultimo papa!

20 Giugno 2005 3 commenti

Un monaco irlandese,Malachia, (1) nato a Armagh, nel 1094 e morto a Chiaravalle tra le braccia di San Bernardo nel 1148, ebbe l’idea di fare un elenco di 112 papa, trovare per ognuno un’epigrafe latina che riassumesse il carettere e il significato del loro pontificato.

Giovanni Paolo II è il 111mo della catena, la sua epigrafe ‘De labore solis’, l’opera del Sole.

Ratzinger , 112mo, ‘Gloria olivae’, la fama , la gloria dell’olivo, dell’albero, l’epigrafe ci interessa poco, ci interessa di più quello che il buon monaco-profeta predisse, il centododicesimo, sarà l’ultimo papa!

‘ Gloria in coelis et in terra ‘ a Malachia, la sua Annunciazione a noi donne!

Evidentemente, il vecchio Ratzinger , alias Benedetto XVImo , si preoccupa non poco, della profezia.
La fine del Papato, della Chiesa.

Dice Malachia . ” Nella persecuzione finale di Santa Romana Chiesa regnerà Pietro di Roma, che pascerà il suo gregge fra molte tribolazioni e, dopo, la città dei sette colli sarà distrutta e il giudice terribile giudicherà le genti’

Una spettro si aggira per il Vaticano, il Giustiziere, il Comunismo, il Femminismo, l’assalto delle Donne inferocite, una nuova Bastiglia ?

Magari. La visione di Malachia, l’estinzione della Chiesa, dopo la lunga stasi, da Paolo VI a Benedetto XVI, senza evoluzione, senza adattamento.(2)
La scomparsa progressiva degli agenti evolutivi.(3)

Già alla fine degli anni ’80 quasi la metà dei seminari degli USA era stata chiusa, i sacerdoti 1/3 rispetto al 1967, i preti 7000, 12.000 nel 1962.

In Inghilterra si contano 250.000 cattolici in meno, in 10 anni, il vescovo di Newcastle ha fatto i conti, nel 2028, nella sua diocesi non ci saranno più cattolici, una continua defezione.

In Irlanda, baluardo tradizionale, nel 1998 il numero dei preti era la metà rispetto al 1970, le suore da 18.600 scese a 7500 , i seminaristi, le dita di una mano.(4)

La Spagna – Zapatero! – tagliato il cordone ombelicale, fa sposare i ‘gay’ tra di loro.(5)

Rimane l’Italia.

Chiesa, Papa, Curia, Inquisizione, Opus Dei, tutto nell’ Italico Suolo, aiuto, qui manca l’aria, si asfissia!

Si salvi chi può!

Fosse almeno tollerante, no, litigiosa e arrogante, la Chiesa, con quelli che credono,a modo loro, gli Anglicani, i Protestanti, gli ‘eretici’, le comunità cristiane extra- ecclesiam.
Il giuramento di fedeltà, obbligatorio, per tutti.

“Aderisco fermamente e sostengo tutto ciò che è stabilito come definitivo dalla Chiesa stessa riguardo alla dottrina della fede e della morale”.

Che pretese! E Allah e le centinaia di milioni di musulmani, la concorrenza sleale, nel Terzo, nel Quarto mondo, in Occidente, decine di migliaia i neo-convertiti.

Una nuova crociata , Benedetto la benedice.

E chi la fa ? La vecchia Francia, il suo Carlomagno, Chirac?

Ma la ‘douce France’ disconosce le radici cristiane, si tiene ben stretti i suoi milioni di musulmani, i loro quattrini, le loro banche!

Ci fosse almeno il Comunismo, l’Anticristo, un pò di lavoro per la Chiesa , ci sarebbe.

Contro chi scagliare l’anatema, contro la defunta Unione Sovietica?(6)

Alla Chiesa è rimasto davvero poco, rispetto al passato, l’Occidente è una causa persa, il nuovo centro di potere nei ‘paesi in via di sviluppo’, in quelle parti della Terra, dove la povertà, le privazioni, la sofferenza procurano suolo fertile per la fede.
In mancanza di missionari, l’esercito dei ‘volontari’, Charitas in testa!

Intanto, il ‘popolo mariano’ le donne, una possibile salvezza.

La Donna, linfa della Chiesa, quando smetterà di covarle le uova in bocca, di fornirle il nutrimento essenziale per la sua crescita, oggi larvale?

Senza la prigione della mente (7) , senza la disperazione del bisogno, forse la Chiesa conterebbe le sue ore.

La disperazione sociale della Donna, la possibile sopravvivenza della Chiesa.

Il ‘soccorso azzurro’ alle disgrazie femminili, non-lavoro, violenza , inferno familiare, quando non si sa più dove sbattere la testa.
In parrocchia, la raccomandazione del parroco, il lasciapassare per qualche lavoretto, tirare a campare, 50 euro al giorno, per 10 ore di pulizie, nella casa di qualche ricca Dama, che ha fatto della Carità lo scopo della sua vita.

Incarnata la disperazione nella statua asessuata della Madonna, in veste venerabile, appare con crescente frequenza nel territorio di caccia della Chiesa, il terreno della disperazione femminile, oggi.

Messico, Filippine, Africa, Vietnam, ex Unione Sovietica, ex-Iugoslavia, nuove pastorelle, in uno squarcio di nuvole, dal fondo di un rovo, vedono emergere la luminosa Signora, che riconferma l’urgenza di penitenza , di conversione, di perdono, di digiuno.
Come se non digiunassero abbastanza,le donne, in quei luoghi…

Che bisogno hanno le donne, della sessualità, dell’aborto, del divorzio? Che bisogno hanno di felicità?
Non ne hanno alcun bisogno, secondo Woytjla e Ratzinger, per la Donna va bene il cuore trafitto dalla spada, la sofferenza perenne! (8)

Piange la statua asessuata, lacrime di sangue, anche in Italia.
Per l’inevitabile funerale della Chiesa?

Morirà presto Ratzinger, l’ultimo papa, abbasso la Madonna, e i suoi dolori!
W Malachia, brindiamo, ubriachiamoci, che festa la vita, senza la Chiesa!

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1) Bander, P. The Profecies of St.Malachy ed. Gerrrds Cross, pag.97

2) C’era una volta un papa, di nome Giovanni XXIIImo, ebbe l’ardire di proporre un concilio durante il concistoro del gennaio 1959, rinnovare la Chiesa, con i tempi ‘nuovi’, il secondo dopoguerra. Rimediare alle reciproche scomuniche con le chiese ortodosse, litigavano dal 1054. Riconosceva ai protestanti le loro buone ragioni, anche agli Anglicani, pure gli eretici, le migliaia di confessioni cristiane extra-ecclesiam, infine la sorpresa anche per gli ebrei , l’enciclica che cancellava l’accusa di ‘deicidio’, l’infamia del popolo ebraico.
Il Concilio Vaticano II si tenne a Roma dall’11 ottobre 1962 fino a tutto il 1965.
Fu messo in disparte il Sillabo degli errori, il vecchio papa,
il buon Giovanni, era rimasto contadino, non piaceva alla Curia.
Andava dicendo che ogni essere umano aveva il diritto ‘di adorare Dio secondo i dettami della propria coscienza’.
Destino… appena pubblicata l’enciclica della ‘libertà di cullto’, gli toccò di morire, il 3 giugno 1963.
Dal popolo fu subito chiamato ‘il Papa buono’.

3) Il suo successore, Paolo VI, un tipo aristocratico, era consigliere del Sant’Uffizio. Non riuscì a fermare del tutto il processo riformatore, riuscì a rallentarlo.
In nome dell’infallibilità, decise una volta per tutte, nel 1968, che solo a lui spettavano gli anatemi, qualsiasi opinione contraria era un insulto alla sua persona.
Il Sant’Uffizio, da cui proveniva, è la metamorfosi moderna della Inquisizione, sanguinaria e persecutoria, con la quale furono arrostite le ‘streghe’, noi Donne.

Noi donne, noi streghe, l’accusa di baciare l’ano di Satana, di insaziabili appetitti sessuali, di rendere impotenti gli uomini, di indurrli a credere di aver perso i loro genitali, di avere rapporti erotici con gli spiriti maligni, i nostri ‘incubi’.

Parve bene cambiarne il nome, si chiamò da allora, Congregazione per la dottrina della fede, in nome della purezza della fede,la teocrazia del papa, soffocare ogni dissenso, e a ‘maturazione’ sferrare il colpo finale.
La Congregazione si installò nella sua sede storica, il palazzo dell’Inquisizione, la ‘Casa Santa’, in via del sant’Uffizio, a Roma.

I teologi della liberazione in America Latina e in Africa, sono stati destinatari di una particolare attenzione, ‘desparues’, non si sa che fine abbiano fatto.

Il defunto Paolo VI lasciò, nel 1978, a Giovanni Paolo II in eredità personale, l’Inquisizione.
La caccia ai simpatizzanti di Giovanni, una epurazione alla grande.
Se ci tengono al posto insegnanti e teologi, ‘servire, non sfidare’, imposto il silenzio, museruola.

Prefetto dell’Inquisizione era il cardinale Ratzinger, ora Benedetto XVImo, per il quale ogni dissenso rappresenta di per se stesso un peccato.
La libertà è l’accettazione del monopolio di potere della Chiesa, l’infallibilità del Papa, garante della Verità.

4) Rivedersi ‘Magdalene’, lo stupendo film di Peter Mullan, Leone d’Oro Venezia 2002

5) Non si fa attendere la reazione della Chiesa, in Spagna, alle riforme di Zapatero!
” Un milione e mezzo o due milioni di persone, secondo le stime degli organizzatori, hanno partecipato alla manifestazione di protesta, la terza in tre settimane, svoltasi a Madrid, con il sostegno della Chiesa e del Partito Popolare contro la legge che autorizza i matrimoni fra gay. Per le autorita’ i manifestanti non erano piu’ di 166.000. Sono scesi in piazza anche diversi vescovi. I partecipanti al corteo, di ogni eta’, sono arrivati da tutta la Spagna con 300 pullman e sei aerei per dire no alla legge, che ha ottenuto il si’ della Camera, sull’equiparazione dei diritti delle coppie gay a quelle delle unioni etero. Hanno sfilato in un caldo soffocante, impugnando cartelli con cartelli tipo: “Papa’, dov’e’ mamma?”. Sui vestiti dei figli, alcuni genitori avevano fissato scritte come “Non sono un esperimento”. Secondo i sondaggi, i cattolici in Spagna sono il 95%, ma solo il 25% e’ praticante. Inoltre la maggioranza e’ favorevole ai matrimoni gay. “

6) Lucia dos Santos, 16 anni, la’pastorella di Fatima’ che vide la Madonna, segregata per tutta la vita in un convento. Tra il 1941-42, in piena II guerra mondiale, scrisse una seconda versione aggiornata dell’apparizione.
La Madonna le aveva rivelato tre segreti,meglio, un segreto in tre parti. Avrebbe rivelato le prime due, ma non la terza.
La prima una visione dell’inferno, la seconda più interessante.

Si sarebbe arrivati alla pace nel mondo se la Russia fosse stata consacrata al Cuore Immacolato di Gesù dal papa e da tutti i vescovi cattolici, consacrazione che avrebbe determinato la conversione del paese.

Il messaggio era una revisone aggiornata di quello ricevuto dalla Madonna, nell’autunno 1917.
Nostra Signora del Rosario era fissata con la Russia, c’era la Rivoluzione d’Ottobre, che sofferenza per l’Addolorata!

Il terzo mistero..sembra riguardi la crisi di fede all’interno della Chiesa, la sua sparizione.
Speriamo che Lucia abbia capito giusto!

7) I funerali di Giovanni Paolo II, la marea di donne in ‘lutto’, le sue ‘apparizioni’, i ‘miracoli’ per le donne disperate.

8) A Parigi, la sera del 18 luglio 1830, in rue de Bac, una suora , Catherine, ebbe la visione di un bimbo di 5 anni che la condusse nella cappella del convento, dove la beata Vergine la stava aspettando. Dopo alcuni mesi, le apparve ancora la Madonna, mostrò a Catherine due cuori, quello di Gesù avvolto di spine, e il suo trapassato da una spada-simbolo della sofferenza - , la esortò a far coniare una medaglia coi due cuori, la medaglia ‘della Immacolata Concezione’.
Non si sa quanto la Chiesa abbia ricavato – in soldoni – dalla vendita dei due cuori sofferenti!

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Le neo-convertite musulmane, la storia della donna dal vestito di piume…

17 Giugno 2005 6 commenti

” L’identità dietro il velo “, prima pubblicazione islamica al femminile del ponente ligure, organo ufficiale dell’Associazione donne musulmane di Liguria, costituitasi ad Albenga, recentemente.
Le fans del velo sono italiane, neo-convertite, casalinghe.

‘Nostro intento è far conoscere la realtà che riguarda noi donne musulmane ,(‘noi’, la loro nuova identità!) partendo dall’interno, dalle nostre voci.

Purtroppo chi non è musulmano non riesce a comprendere il nostro (!) mondo e spesso si ferma all’apparenza, al velo, sottomesse al marito, senza personalità né libertà di scelta nella vita..
Vorremmo far conoscere la realtà, oltre l’apparenza..’

Ben detto!

Oltre l’apparenza, c’è la realta di abitare il velo, la restrizione dei diritti della donna, la proprietà di un uomo , la sottomissione volontaria ad un patriarca di Allah.

In cambio?
La ‘ nourriture’, il ‘mantenimento’, la casalinga senza velo, se lo guadagna nello stesso modo!
Mancanza di fantasia, di originalità.

Che storie hanno da raccontarci le neo-convertite? Dall’interno dei loro matrimoni?
La storia della ‘donna dal vestito di piume’?
Il grande uccello che si posa , di notte, sulla spiaggia, si spoglia del suo piumaggio, e magia, la donna nuda che ne esce, si tuffa nelle onde del mare, davanti al giovane Hassan al-Basri incantato da quella bella cosa che l’ex-uccello ha tra le gambe.

Le ‘Mille e una notte’ ci vogliono raccontare le pecorelle coraniche?

Sotto il piumaggio, la ‘cupola rotonda’, la ‘coppa di cristallo’, sotto la nera tenda, ‘mon vagin’ per l’arabo beduino, il ‘vero’ amore?

Ma andate al diavolo!

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Mentre le neo-convertite italiane si trastullano col piumaggio e con la ‘coppa di cristallo’ per il loro beduino, in IRAN…

‘..nella capitale iraniana del resto ieri circolava anche un’altra voce: che la polizia abbia picchiato le donne che domenica pomeriggio manifestavano davanti all’ingresso dell’Università di Tehran per rivendicare i propri diritti legali e sociali. In effetti la manifestazione si è svolta in modo del tutto pacifico: è vero però che agenti di polizia in divisa e uomini in borghese avevano tentato in tutti i modo di impedirla. I primi gruppetti arrivati all’appuntamento, all’ingresso del campus universitario più importante del’Iran, erano stati cacciati via in malomodo. Si erano ritirati all’incrocio più vicino, ingaggiando discussioni accese con gli agenti.

Alla fine un migliaio di donne ha occupato lo spiazzo all’ingresso dell’università, e circa altrettante erano sul grande viale Enghelab (Rivoluzione), bloccato con autobus dalla polizia per non permettere ad altri di aggiungersi.

Le manifestanti hanno tirato fuori striscioni e cartelli («Vogliamo cambiare la costituzione. Siamo figlie di questo paese ma non abbiamo diritti». «Vogliamo libertà e democrazia»).

Hanno cantato slogans sul motivo della ballata per Sacco e Vanzetti («Questa è la voce della libertà, questo è il mormorio della rivolta»); hanno chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici.

La prima protesta di donne a Teheran, dopo quelle tenute nei primissimi mesi della rivoluzione.

La stampa iraniana e internazionale era presente, ma la notizia non è apparsa alla tv iraniana. E in mancanza di notizie sui media ufficiali, restano le tv straniere, internet – e le voci di strada..’

(tratto dal Manifesto, 5/6/05)

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Donne, povere matte! L’accoppamento ‘soft’, l’interdizione, l’internamento

13 Giugno 2005 6 commenti

A fine maggio si è tenuto a Modena un convegno promosso dal Modena Group on Stalking.

Il 47% della violenza sulla donna è la richiesta di interdizione, cioè un procedimento giudiziale per chi si trovi in condizioni di abituale infermità mentale tali da essere incapaci di provvedere ai propri interessi. Si priva della capacità di agire, per tutti gli atti giuridici, un tutore accanto, nominato dal giudice.

La combinazione medica-giudiziaria, che dovrebbe funzionare per 47 donne su 100.
47 donne ‘anormali’, la gradazione tra normalità e anormalità, la perizia, il verdetto di infermità mentale.

Che strano potere, è matta la donna di cui si vorrebbe l’interdizione, il tutoraggio, il controllo?
Non è violenza, no, l’interdizione è solo uno stabilire, un fissarle il proprio luogo, il marchio definitivo di matta!

Matta, sì, resa matta dalla violenza coniugale, psicologica, che consente di marchiarla anche giuridicamente.

Solleviamo il velo?

Il rapporto coniugale. Un marito perverso comincia ad avvertire uno stato di fastidio per la moglie, l’urgenza di liberarsi dell’insetto casalingo, la pretesa di mangiare, vestirsi, un parrucchiere una volta l’anno, lussi che costano.

Liberarsene, senza violenza brutale, botte, spargimento di sangue, sono in gioco i soldi, qualche proprietà, la casa.

Décervelage, allora, la dolce, graziosa violenza, per l’interdizione giuridica.

Farle vacillare il cervello, la tela di ragno che anestetizza.
Farle perdere la fiducia in se stessa, nelle proprie capacità.

Condizionamento, la mente di lui, in quella di lei, in modo ‘soft’.
‘Caro, è come dici tu vero? Non mi sbaglio?..’
Lui dice, lui pensa…il dubbio sulla sua supremazia intellettuale non deve esistere, ogni capacità di critica, sparire.

L’erosione del proprio IO, non è questo il rapporto di dominazione?

Sottomissione, a poco a poco, lei, l’oggetto, deve restare al suo posto, a disposizione, meglio l’isolamento, la sponateneità se ne va prima.

‘Cara, lo so i Rossi ti sono antipatici, meglio per te non rivederli più..’
‘Cara, comme sei scontrosa, stressata, ti farebbe bene un pò di riposo, lontano da tutti..’

Rifiuto della comunicazione diretta.
Non si parla di niente, tutto è sottinteso, sottrarsi al dialogo, negare a lei il diritto di essere ascoltata, attivare risposte formali, completamente prive di affetto.

Là, come un rifiuto, sarà lasciato, raccolto, buttato?
Nessuno risponde, il rifiuto non può rispondere, è ciò che non risponde.

‘Caro, dimmi cosa c’è in me di così insopportabile da rifiutarmi, non facciamo più nemmeno l’amore..’
‘ Ti sbagli, non ci sono riferimenti evidenti, lo sai, la tua infanzia, la conosci..’
Il complesso di castrazione, che vergogna, chi ha il coraggio di parlarne?

Travisamnto del linguaggio, come squilibria, si è sempre nella condizione di chi deve chiedere .

‘Caro, mi fai questo favore?
No, non è possibile.
Perchè?
Dovresti saperlo..’
Quale è la colpa misteriosa?

Dire senza dire, nel confronto verbale,l’autoritarismo si maschera.

‘ Cara, non dirmi che la casalinga lavora più di suo marito! E’ a casa, tutto il giorno…non lo dicevo per te, che suscettibile, sei!’
Per chi lo diceva, per la vicina di casa?

Squalificare, nel sesso, funziona al massimo. Lei è convinta di essere proprio senza qualità.

‘Sono frigida, ha ragione, non so ‘corrispondere’..
Alla sua sessualità, di zucca sessista.

A questo punto, la morte bianca arriva, il Prozac.
Si sta’ male, ma si crede di stare bene.

Lei è ormai pronta per l’interdizione ma anche per il suicidio, il ‘raptus’!

Lui, le mani pulite, il gentiluomo potrebbe essere anche il tutore della povera malata di nervi.

All’interdizione ,segue spesso l’internamento, volontario, di propria volontà, una cosa che va da sè, la logica dell’interdizione senza suicidio.

‘Sei ‘strana’, come ti senti, oggi, cara?, stai bene? Hai bisogno di qualcosa? Non ti stancare, riposati.., hai bisogno di aiuto..’

Sì, l’ospedale psichiatrico, l’osteria manicomiale, la sbronza di sedativi per l’ Utero sofferente!
Ritornare indietro sobrie, dopo, molto difficile.

L’interdizione, l’internamento, la magia di sparire senza spargimento di sangue.

———————————–
Qualche comportamento ‘anormale’ della donna, che avvia allo ‘psy’:

- la malattia ha avuto inizio con cefalea, tendenza ad appartarsi, fughe frequenti ed immotivate da casa (schizofrenica)

- riferisce di essere depressa e sfiduciata nella vita in quanto si era innamorata di uomini sbagliati - schizofrenica

- beve in modo eccessivo, con l’altro sesso notevole accento erotico - psicosi maniaco depressiva

- ha contratto la ‘lue’ a causa della quale è stata a lungo in O.P. A casa non la vogliono – paranoica

- da qualche tempo aveva la tendenza ad allontanarsi di casa – oligofrenia

- poco curata nella propria persona, da qualche settimana si rifiutava di compiere qualsiasi lavoro in casa - depressa

- tentato il suicidio – schizofrenica

- tentato suicidio. Il marito riferisce che è portata ad esagerare ogni minima cosa, anche la sintomatologia dolorosa. In realtà ‘ pigra di carattere, non lavora affatto in casa come una massaia dovrebbe fare, con conseguente disordine e scarsissima pulizia – schizofrenia simplex

- comportamento abnorme in campo sessuale, la p. si unisce con uomini per lo più anziani e mostra tendenze lesbiche – schizofrenica

- idee deliranti e persecutorie. Sempre aggressiva, clamorosa , protestataria. Litiga col fratello rifiutandosi di dire dove e con chi va quando si assenta per due-tre ore di casa – disturbo del contegno in schizofrenica

- non si preoccupa di cucinare per il marito, dice che è morto – schizofrenica

- depressa, preoccuppata per le condizioni economiche e la situazione famigliare . Vedova si è risposata , separata per maltrattamenti.
Teme per la vita dei figli - sindrome paranoica

- vive sola, non è coniugata . I familiari riferiscono che è sempre stata un pò strana, sospettosa, facile alla interpretazione delirante – stato delirante

- gravi crisi di pianto, idee di suicidio – stato delirante, sospetta epilessia

- esce di notte da casa, non le è possibile restare in casa, , si sente svogliata, non svolge i lavori domestici – depressa

- accusa il marito di incomprensione e di troppo affetto per lei, perchè lui la ricovera in O.P., senza bisogno. Mio marito mi cacciava di casa, mi voleva mandare a spasso, mi considera inutile – schizofrenica

- disforica, molto depressa, sensi di vergogna, inadeguatezza, rifiuta i rapporti sessuali col marito – depressa

L’elenco delle colpe delle donne è un calendario infinito.
Le ‘matte’ sono quelle che negano il proprio ruolo, nel comportamento, nella prassi quotidiana.

Schizofrenia, depressione, paranoia lo stigma della disperazione!

(Da una inchiesta di Lieta Harrisson, che attualmente si occupa di terapia familiare)

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PMA, la cicogna che non c’è, il tecnocorpo,metamorfosi della cicogna in arrivo

10 Giugno 2005 1 commento

Referendum.

Se avessimo ancora qualcosa delle eroine che distrussero la Bastiglia, faremmo a pezzi questa legge pidocchiosa, degna delle tonache nere che se la sono inventata.

All’insegna dello scontro scienza-chiesa, ragione-fede, si spaccia la PMA, la ‘cicogna che non c’è’, la metamorfosi, il ‘tecnocorpo’ della donna, fatto cicogna.

In Italia, ogni anno 50 mila coppie , il 15%, si scoprono infertili , 26 mila prendono la strada dei centri specializzati di sterilità coniugale.
Dunque 85 coppie su 100, funzionano, 85 donne su 100, la benedizione della fertilità.
In questo 15%, un pugno di ricchi, il cui debosciamento li ha resi sterili.

C’è sempre Ciampi per riempire le culle vuote, per le culle italiane, va bene Barbie, fa ‘maman’ a toccarla, il suo vagito, per l’Italia dei ‘vecchi’, per il museo delle cere, basterà.

Perchè l’Italia , il tasso di natalità è il più basso? Perchè nascono così pochi bambini?
Colpa dell’utero maligno, della impotenza maschile?

La causa della sterilità è maschile nel 40% dei casi, femminile in un altro 40%, mista (ossia femminile e maschile) nel 20% restante.
Cerco anch’io di capire.

Gli esperti in pratiche d’amore- accusano le anomalie a carico degli organi riproduttivi, infezioni irreparabili ai genitali, l?inquinamento di aria, acqua e cibi da antiparassitari, estrogeni, farmaci anti tumorali e/o immunodepressivi, radiazioni ripetutamente assunte sia a scopo diagnostico che terapeutico, stress che causa alterazioni ormonali,il fumo, l?abuso dell?alcool, le droghe, la scarsa igiene intima dedicata la tendenza a volere figli in un periodo in cui la donna diviene progressivamente meno fertile, cioè oltre i 35 anni.

La vita quotidiana, inquinata, stressata, alienata, di per sè sembra volersi rifiutare di riprodursi.

L’utero con tutti questi guai, diventa maligno.

L’età non giovanissima, ( a 45 anni vuole la pensione l’utero, e che , dalla culla alla tomba deve funzionare?) il calo o l?aumento eccessivo e troppo rapido di peso; l?assunzione di droghe o determinati farmaci; radioterapia o chemioterapia; infiammazioni pelviche, causate da utilizzo della spirale, infezioni genitali asintomatiche, malattie sessualmente trasmesse, infiammazioni di addome e pelvi, sequele di interventi sull?apparato genitale.

Il cyber-corpo, con questo carico di patologie, che può fare?

Il penis, il Fallo, non gli restano che le lacrime.

Malformazioni, (ipospadia, e/o incurvamenti gravi), nel seme spermatozoi in numero non-sufficiente, vita media in-sufficiente e di forma poco strutturata per poter ‘penetrare’ e fecondare in tempo! Lo dicono gli esperti in pratiche d’amore, sara vero?

L’uso protratto per lungo tempo di slip o pantaloni troppo stretti, la guida o lo stare seduti per molte ore al giorno, sport a rischio
bicicletta, equitazione, body building, abuso di alcuni farmaci, alcool e fumo, ricorso alle droghe.
Le cisti dell?epididimo, i tessuti fibrosi che ostacolano il passaggio dello sperma; le infiammazioni croniche delle vie seminali e delle ghiandola prostatica, i testicoli e la loro funzionalità, atrofizzati,
inattivi per disfunzioni ormonali, malattie infettive ,la ‘orchite post-parotite’ (! ?), il varicocele, nemico numero uno, le vene varicose nello scroto.
Ma i killer, sono sempre i batteri, virus o funghi trasmessi per via sessuale da sterminare, a colpi di antibiotici.
E ci vogliono anche due ‘scopate’, alla settimana, per essere considerati ‘normali’, a fecondare, s’intende!

Gli spermini, gli spermatozoi, anche loro, hanno più malattie del Terzo Mondo.

In un millilitro di sperma, dai venti ai centocinquanta milioni di normali come forma e motilità.
Sotto i 5 milioni per millilitro non riescono a fecondare la cellula uovo, impotenti, immaturi, paralitici,incapaci di muoversi bene.
Oligospermia (pochi), astenospermia ( morti), teratospermia (‘anomali’), azospermia (inesistenti), piospermia (con pustole e pus), polispermia (sovrapopolazione).
La temperatura scrotale deve essere bassa, insieme all’apparecchio per l’ipertensione, si vende al prezzo di 2×1. Un affare!

Povero Fallo, sarà per questo che falla?

Che pena, che sofferenza l’utero, la vagina, le ovaie, il penis, gli spermini, lo sperma, i testicoli, lo scroto.. il corpo-macchina, una struttura oispedaliera…

Incastrare l’utero maligno nel monitoraggio ormonale, sterosalpingografia, ecografia pelvica, isteroscopia lasonda che se ne va su e giù per la vagina), laparoscopia (lafibra ottica piantata nell’addome), post-coital test, rendez-vous,fatto l’amore, 8 ore dopo, senza ritardo, per l’esame.

Pompare penis e spermini, spermiogramma, ecografia-scrotale, eco-color-dopler-scrotal, sotto sforzo (le fatiche di Ercole, la chiamano manovra di Valsalva), ecografia prostatico-vescicolare-transrettale, esami del sangue(FSH, LH, TESTOSTERONE, TESTOSTERONE LIBERO, SHBG, PROLATTINA), esami genetici, mappa cromosomica

Ma che business , che affari, per l’industria del tecnocorpo!
Dov’è il depliants, che mi sceglio il ‘meglio’ della cura, per il mio utero maligno, per il mio penis impotente?

Ormoni sostitutivi associati alla somministrazione di vitamine (vit. E) amminoacidi, metalli (zinco) in grado di accrescere la funzionalità testicolare; antinfiammatori e antibiotici mirati; intervento di chirurgia venosa, testicolare, scrotale. Anche la biopsia testicolare, al fine di valutare istologicamente la linea cellulare germinale.

Che affarone per le aziende farmaceutiche, che fatturato!

Anche la testa si dia da fare, se non c’è, la cura giusta, anche per lei, il trapianto del cervello, lo spazio mentale in cui il bambino possa essere accolto emotivamente, prima ancora che nella pancia, forse potrebbe nascere anche dalla testa stessa, come Atena, dalla zucca di Zeus!

L’horror è solo all’inizio, il bebè non è ancora nato. Bisogna che lo si costruisca per ficcarlo dentro la donna, la donna capro espiatorio finale, tecnocorpo in funzione riproduttiva, nei filoni della fecondazione assistita.

Il primo metodo , l?incontro tra ovulo e spermatozoo a all?interno dell?apparato genitale della donna; il secondo, la provetta.

Al primo gruppo appartengono l?inseminazione artificiale, cioè l?inserimento nell?utero femminile di liquido seminale (del partner o di un donatore) filtrato e selezionato (tra il 30 e il 40 per cento di successo in sei mesi di inseminazioni) e la Gift, ossia la collocazione nelle tube di ovuli e spermatozoi avvicinati, in precedenza, in un tubicino di plastica.

Al secondo filone appartengono invece la Fivet (fertilizzazione in vitro e trasferimento di embrione) e soprattutto la Icsi ( iniezione introcitroplasmatica di spermatozoi).

Si ricorre alla Fivet quando c?è un danno tubarico irreversibile o un certo grado di subfertilità maschile. E? una fecondazione in vitro che si utilizza se gli spermatozoi sono abbastanza numerosi e mobili: si prelevano gli ovuli, si immergono in un liquido di coltura insieme con gli spermatozoi e si aspettano due giorni.
La fecondazione avviene quasi sempre; si tratta di decidere quali embrioni impiantare nella donna. Chi lo decide? La donna? In base all’istinto materno sceglie l’embrione che più le tocca il cuore? Non sta a lei scegliere, lei è solo un tecnocorpo!

La Icsi, invece, si può impiegare se gli spermatozoi sono pochi e poco vitali. Uno spermatozoo viene iniettato nell?ovulo ed è quindi impiantato nell?utero. Le probabilità di riuscita sono del 5 per cento se si impianta un solo ovulo. Crescono invece in caso di più ovuli.
Ma in questo caso, aumenta anche il rischio di gravidanze gemellari o plurigemellari, sarà anche stupendo, ma bisogna cambiare alloggio, o restringere il nido ad un dormitorio.

Può scegliere la donna, il tecnocorpo? Non sceglie proprio niente!

Quindi, in Italia, per mancanza di alloggi, si è deciso di non impiantare più di 3-4 ovuli.

Ma in Italia, su dieci nascite, ci sono sette aborti! (1)
L’utero funziona dunque, c’è il rifiuto cosciente della maternità, il rifiuto della più privata delle aziende, in crisi, senza quattrini, senza lavoro, la maternità non regge!

Fare figli per chi, per cosa, per quale futuro?
Per alimentare il movimento ‘clochards’?

A partire da Frankestein, la fantascienza ci ha offerto immagini antropomorfiche di bambini che nascono da un albero, da un cavolo, da orifizi innominabili, nascite extra-uterine.
La donna madre di mostri, inseminata da ogni sorta di alieni, mescolanza di umano e non-umano, la copula della donna-macchina, la mostruosa nascita high-tech, la clonazione , la ‘cosa’ partorita, vampiro che si nutre di spore e di sangue.
Gli androidi, dall’aspetto umano, ma privi di qualsiai sentimento ed emozione, vogliono solo il controllo della razza umana, parti della mostruosità dei genitali femminili.

L’Immaginario ha il suo da fare, immaginare le analogie con il tecnocorpo, il Femminile capace di partorire di tutto, inquietante.
Che arcobaleno di immagini, per tutti i gusti del ‘maschile’.

Riguardo il quesito amletico dell’essere o non essere ‘persona’ l’embrione, lascio la soluzione dell’”Enigma della Sfinge”, alle centinaia di milioni di bambini affamati e abbandonati a se stessi nel mondo, che ci diano loro la risposta, se sono ritenuti più esseri umani, degni di vivere, di un pugno di cellule embrionali.

Referendum…non siamo più le donne della Bastiglia, le eroine della piazza pulita, rasa al suolo, le donne del 6 ottobre 1789, scatenate, scardinarono la monarchia, l’istituzione ‘divina’..

Dobbiamo solo dire si o no. Tenerci il tecnocorpo, come è adesso, o migliorare la scomparsa del corpo, l’apice del processo storico, la sua denaturalizzazione, in nome della scienza.

Né l’uno, né l’altro ci sta bene.

Ma la conferma della legge 40 porta all’abrogazione della legge sull’aborto, se l’embrione è sacro, come si può sopprimere il feto?

Diremo ‘si’, ma non alla scienza del Capitale, alle sue sperimentazioni, crudeli, sadiche, criminali, su animali, uomini e in primis, su noi donne!
Diremo sì perchè siamo sotto ricatto, il ricatto dell’aborto.

La legge che abbiamo voluta – secoli di lotta, l’aborto clandestino, reato, il ferro da calza nell’utero, si moriva, in silenzio, di nascosto- la legge che ci vogliamo tenere , che ci vogliono togliere.

Una triste legge, sì, abortire, ma l’ultimo baluardo contro il possesso del nostro corpo, la nostra volontà di maternità, la libertà di decidere, con chi, quando, come e perchè fare figli.

E’ solo nostra, questa libertà, giù le mani!!

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1) Alla faccia della sterilità! Leggere queste cifre sull’aborto..

Milano: fra gli 89 ospedali lombardi con un reparto di ostetricia, la pratica dell?aborto è più diffusa in due strutture di provincia: quelle di Chiari e di Legnano-Cuggiono in provincia di Milano. Lo rende noto in un comunicato il Presidente del Movimento per la Vita ambrosiano, Paolo Sorbi, al termine di un convegno a Milano sulla fecondazione assistita. «Nell?ospedale di Chiari – afferma la nota – mediamente ogni dieci parti ci sono state più di sette interruzioni volontarie di gravidanza: 73,8%. Con una percentuale più bassa, attestata al 61,1%, il secondo posto è occupato dall?ospedale di Legnano- Cuggiono. Gli ospedali milanesi con percentuali di aborti più alte seguono al terzo e quarto posto e sono rispettivamente il San Carlo (60,9%) e il Niguarda (60,7%)». In questa classifica, la provincia di Brescia ha, oltre a Chiari con un?indiscussa leadership, anche la decima posizione occupata da Gavardo con 396 aborti pari al 49,6% delle nascite, mentre Manerbio è al tredicesimo, Desenzano al trentesimo e Gardone al trentatreesimo.
L?ospedale Civile di Brescia con 912 aborti su 3291 parti è al trentacinquesimo posto, mentre al quarantanovesimo c?è Esine. In coda alla graduatoria la Poliambulanza con un solo aborto su 1.350 parti, nonchè la clinica Sant?Anna ed il Sant?Orsola che non hanno effettuato alcuna interruzione di gravidanza.
Nella classifica, ricavata dal Movimento per la Vita ambrosiano attraverso la lettura degli ultimi dati regionali disponibili, un terzo ospedale milanese rientra nelle prime dieci posizioni: il Sacco, che è al sesto posto con 493 interruzioni volontarie di gravidanza su 860 parti (57,3%). La Mangiagalli e il Buzzi, due note strutture specializzate in ostetricia del capoluogo dove nascono il maggior numero di bambini di tutta la regione, occupano rispettivamente 31% e 12% posto. Per completare il quadro regionale va detto che la provincia di Bergamo è rappresentata dagli ospedali di Seriate al quinto posto (58,9%) e di Calcinate al settimo (54,9%). L?unico della provincia di Pavia incluso nella graduatoria dei primi dieci è l?ospedale di Broni, all?ottavo posto con un?incidenza del 53% di aborti sui parti.
Per Como il primo ospedale nella classifica regionale è il Sant?Anna al sedicesimo posto (41,2%). « «La diffusione di recenti dati che parlano di un aborto ogni due nascite a Milano - ha aggiunto Sorbi – conferma quanto ci dicevano molti infermieri di diversi ospedali cittadini nostri simpatizzanti. È una situazione di illegalità crescente rispetto al quadro della legge 194, perciò promuoveremo catene umane contro la crescita esponenziale degli aborti a Milano..”

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La ragazza-piatto, il corpo-pietanza, ,un nuovo lavoro ,per giovani disoccupate

8 Giugno 2005 2 commenti

Avevo nella testa lo strip-tease francese, il parigino, il massimo, l’addomesticamento dell’erotismo, desessualizzare la donna nel momento stesso in cui la si spoglia.

L’idea del sesso provocato dai segni rituali, per inghiottire, il pubblico voyeur, l’insignificanza del sesso stesso, l’oggetto travestito, la donna che finge di spogliarsi.

Avevo nella testa lo strip-tease, tutto italiano, per dilettanti, le esordienti che si svestono per alcune centinaia di spettatori, senza magia, la resistenza del reggiseno, dello slip.

L’alibi del lavoro, una vocazione, i ‘primi passi’ nell’arduo cammino, per ragazze giovani e belle, il popolo di precarie, ex-commmesse , ex-segretarie.

Leggo sul Secolo XIX di Genova,- è di moda, – lo Nyotaimori, il body-sushi, cioè body-art+slow food, lo strip esotico, nuovo concorrente temibile.

Per cena una ragazza-piatto, distesa su una grande vassoio di portata, prelibate pietanze a base di pesce crudo, alghe, riso, uova di tartaruga, disposte su foglie di tè, su bassi tavoli illuminati da candeline.

Nuda con il suo vestito di pietanza, la giovane attende il suo strip e anche l’assaggio.

Dessert di cioccolato, come un gianduiotto, giovani universitarie, disoccupate, per quadagnare qualche soldo.

Il sesso, triangolo sprangato dalla foglia di tè, respinge definitivamente la donna nell’universo del fast-food, l’oggetto totale, da defecare, saziati.

Le ‘repas eucharistique’ , questo è il mio corpo, un impasto di pesce, riso, uova di tartaruga, tette e vagina, il tutto a 150 euro.

Nuovi lavori, dunque, per le giovani non mancano, l’esercizio onorato di una specializzazione, una pietanza.

Sessisti, schifosi, abietti, non solo il nostro corpo streotipo di varietà, anche La Grande Abbuffata, ora nell’Immaginario e nel piatto!

Grande abbuffatta , si, ma di quelle che vi strozzino, qualche lisca di pesce, di traverso, nelle zucche sessiste, ci vuole!

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Mery e Mirko, ‘le lien sacré’, la maternità che assassina il figlio e la madre

6 Giugno 2005 6 commenti

Mery, 29 anni, commessa in una panetteria, il sogno, un lavoro in tv, la ‘clac’ per ogni idiozia, a 200 euro al mese, fanno comodo, il mutuo da pagare.

Le luci della ‘clac’, il sogno, le pagnotte da incartare, la realtà.

La gravidanza, il parto, il corpo grosso, le pustole sul viso, il viaggio di ritorno del sogno, rimane la panetteria, commessa a part-time.(1)

Il sogno di mamma non l’appaga, la vita di Mirko, la morte del suo sogno. Qualche ‘psy’, per la cura del sogno defunto, antidepressivi, calmanti, il cervello a volte fa ‘clic’, non ne può più, la calma obbligatoria può anche non funzionare, il sogno, il desiderio, più forte di ogni ‘psy’!

“Ho preparato l’acqua del bagnetto nella vaschetta, poi ho preso Mirko e l’ho messo a testa in giù nell’acqua. Non ricordo altro”.

“Siamo chiaramente di fronte a un quadro clinico molto delicato” ha detto l’avv. Rognoni, “come dimostra anche il fatto che la signora è stata in cura da uno psichiatra. La signora deve essere portata al più presto in una struttura clinica attrezzata”.

‘Raptus’, depressione da parto, internata, il sequestro del corpo e del suo sogno a Castiglione delle Stiviere. Il campo medico-statuale definirà la sua ‘follia’, perchè non è possibile guarire una ‘alienata’ lasciandola all’interno della sua famiglia, famiglia nella quale è maturato il crimine.

Un principio che vale solo per le proletarie, la mamma di Eleonora, la mamma di Mirko…. La signora Anna Maria Franzoni, la mamma di Samuele, la ricca, il crimine, il massacro del figlio, maturato in famiglia, la sua follia può essere curata proprio in famiglia, è un’ottima madre, la culla non è rimasta vuota.

Per Mery, la via di fuga da una avvizzita vita coniugale, le luci della ‘clac’ spente, spento il sogno, rimane il sogno di un trip, un viaggio di sola andata, il manicomio criminale.

Mery, la commessa panettiera, la proletaria, che le è successo il
mercoledì 18 maggio, sembrava tranquilla, il giorno prima era andata a comprare lo scotch per legarsi mani e piedi, la simulazione dell’aggressione, era riuscita ad Anna Maria, a Cogne, sarebbe riuscita anche a lei, al suo paesino, Casatenovo.

Che le è successo?

Si è dimenticata di essere operaia, voleva fare come Anna Maria, la ricca Franzoni, che ha parenti molto importanti.

Mery non lo sapeva, che anche nell’omicidio dei figli ci sono i previlegi di classe ora lo sa, a Castiglione, il trip senza ritorno.

Un ‘sogno’ infranto, solo questo per uccidere il proprio figlio?

Mery ha detto di aver avuto paura, di aver pensato di non essere in grado di crescere suo figlio.

Forse per questo crede di averlo ucciso, si dispera.

Per aver infranto il mito patriarcale della maternità, – le lien sacré, l’horror!

La ‘filiazione’, come conseguenza ‘naturale’ del parto, il legame madre-figlio, il nuovo nato automaticamente affiliato alla donna che l’ha partorito.

La maternità, nella società classista di oggi, la sua forma patriarcale.

Le lien sacrée, il figlio sul gobbo della madre, l’allevamento conseguenza naturale del concepimento, la ‘nourriture’, l’obbligo del parto.

Senza alcuna mediazione o decisione sociale, questa la maternità nella società classista-patriarcale!

Su questo principio ‘naturale’ stà in piedi tutta la società, la riproduzione della forza-lavoro sul lavoro gratuito della donna.

La paternità, il principio superiore, la continuità biologica – ‘dans la semence’ – depositata nella femmina, il desiderio paterno si soddisfa…

Una paternità usurpatrice dunque, visto che tutta la società si basa sul legame madre-figlio, sacro, sublime!

Una maternità mitizzata, l’attuale, come si fa a credere alla ‘sua bellezza’, metà delle madri sono in terapia in quanto madri, l’altra metà in terapia in quanto sono state ‘bambine’, per chi è affetta da entrambe le malattie, un litro di En al giorno!

Valori, condotte, comportamenti, l’identificazione totale della donna con la madre, del bambino con la madre, questa la vera ‘pazzia’ di Mery, la via di fuga, l’uccisione del figlio, maturata nel nido, in quella maternità tutta sua, la maternità ‘privata’ della donna.

L’identità della donna, dunque, sempre circoscritta dalla maternità.

Bisogna essere sempre madri, materne, ‘maternel’, il marito, il collega di lavoro, il droghiere, all’angolo… l’obbligo della maternità, – per fare politica, per amare la pace, la cooperazione tra i popoli.

L’obbligo materno, essere anche tutto quello che il maschio non è, in opposizione e differenziazione, violento-pacifica, competitivo-cooperativa, incestuoso-antiedipica, sempre, la madre.

Mirko, la donna che ti ha ucciso – era una ‘madre’, cui questo sistema dà un potere sui bambini, come fatto ‘naturale’, addirittura ‘educativo’.

Ma niente è naturale in una società ‘umana’, che dona questo potere e lo mantiene con tutta una serie di istituzioni che negano, di fatto, i diritti dei bambini, come è stato negato il tuo, di vivere.

Si parla di 2.000 bambini, seviziati o uccisi, ogni anno, dai loro genitori

Il sistema di potere che opprime le donne, viene esercitato dalle ‘madri’ sui figli. La catena patriarcale di potere, generata l’umanità dalla nostra schiavitù, il ‘ruolo di madre’, la trasferisce sul figlio.

Eravamo ‘minori’, nel vecchio codice, ci fa orrore la ‘charia’, ogni istituzione giuridica che ci ha oppresso è oggi la metafora più forte, il modello, il referente, della situazione di assoggettamento dei bambini.

Abbiamo protestato per noi, per le ingiustizie su di noi, le madri – ora – arrivano a ritenere queste ingiustizie, giuste sui bambini, ma ingiuste per loro che non sono più bambine.

L’ideologia, la prassi classista-patriarcale dei figli come proprietà privata, quando finirà?

La maternità sia pure snaturata dal dissidio tra i sessi, dal mito impersonale della continuazione della specie e della dedizione coatta della vita della donna, è stata una risorsa di pensieri e di sensazioni, la circostanza di una iniziazione particolare.

Non siamo responsabili di aver generato l’umanità dalla nostra schiavitù: non è il figlio che ci ha fatto schiave, bensì il padre.(2)

Non ci interessa una corporazione di madri, non ci interessa il ruolo di ‘madre’, il potere sul figlio, vogliamo la nostra Liberazione, la liberazione da ogni ruolo, noi la metà del Pianeta, l’Altra Faccia della Terra!

Noi Donne!
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1) CASATENOVO (Lecco) – Le dicevano le amiche: “Sei ancora tu la più carina, piantala”. Mery non si rassegnava: “Guarda come sono gonfia. Mi sono sformata”. Non era vero: solo cinque chili in più, che aveva già cominciato a perdere. Poi la mania di avere la pelle rovinata. Qualche brufolo, niente di irrimediabile, ma vaglielo a spiegare. Si sentiva brutta Il matrimonio, un figlio. Addio ai sogni a 29 anni. E addio alla Mery bellissima della sua foto preferita, in cui non si riconosceva più.

Quella volta si era messa la maglietta a profondo scollo, maculata. Roba da mercatino, ma di figura. I capelli biondi rinforzati dai colpi di sole, scomposti, l’ombretto leggero e il mascara. Il rossetto lucido sulle labbra, con i bordi segnati con la matita scura, alla Naomi. Il sorriso sbarazzino, lo sguardo malizioso. E gli stivaloni lucidi. “Sembro troppo volgare?”. Il suo amico fotografo le aveva risposto: “Ma va!” e aveva scattato. Quella fotografia l’aveva mandata a Rai e Mediaset, e pure alle agenzie che procurano figuranti alla produzioni tv. Si piaceva molto Mery, in quella foto. La guardava e sognava di diventare famosa. Ora la vedranno milioni persone, uno scherzo crudele del destino come nel peggiore incubo.

Mery è figlia di genitori pugliesi, immigrati in Brianza da tanti anni ma ancora con l’accento intatto del Sud. Con un senso del decoro e del buon nome molto forte. La foto a mamma e papà l’aveva nascosta, non avrebbero approvato. Più aperta la famiglia di Kristian. Il suocero Gianluigi porta al collo una collanina e l’orecchino al lobo dell’orecchio. Non avevano trovato da ridire: “Non fai niente di male, no?”.

Da ragazzina Mery aveva fantasticato di diventare una modella. Il boom delle ragazze che arredano discinte tanti programmi tv è scoppiato però quando Mery aveva già dovuto rassegnarsi alla dura realtà: era troppo piccola di statura. Corteggiata a scuola, al lavoro e in discoteca dai ragazzi, ma non abbastanza alta per gareggiare su passerelle o ribalte. Cologno Monzese è a pochi chilometri da Casatenovo, le palazzine Mediaset il paradiso vicino ma lontanissimo per la ragazza piccolina che sognava di essere una starlette. Però in giro di microdive ce ne sono tante: basta non riprenderle accanto a stangone tipo la Nielsen o Pamela Prati. Non si sa mai.

Nel negozio di panetteria di Arcore, dove lavorava a mezzo tempo, Mery parlava sempre di telenovele e personaggi tv. Sapeva tutto dei divi, ne raccontava le storie come se li conoscesse di persona. E in effetti qualcuno lo aveva incontrato. Perché aveva cominciato a fare comparsate. Basta andare a Cologno e nelle bacheche delle produzioni Mediaset si trovano esposti avvisi con numeri di telefono da contattare per far presenza. Mery chiamava, lasciava il nome. Poi ha scoperto che si possono anche guadagnare dei soldi.

Una folgorazione: in famiglia non avrebbero avuto proprio niente da obiettare: “C’è il mutuo da pagare, anche i 100-200 euro possono far comodo”. Certe volte era dura. Figurante nelle televendite, poco emozionante. Poi quei programmi che pagano bene perché vanno in onda registrati: vengono girati a spezzoni e ci perdi l’intero pomeriggio. “Il Milionario” con Gerry Scotti era il suo preferito. Ci sarebbe andata anche gratis, ma ogni tanto la pagavano per colmare all’ultimo momento un buco tra il pubblico. Oppure la mettevano tra le “riserve”. Saliva sulla sua Opel metallizzata e via. A casa registravano il programma perché potesse rivedersi.

Un figlio, comunque, lo voleva. Non era di quelle che sacrificano la famiglia alla gloria. Però non si immaginava di diventare così. Sformata nei fianchi, la faccia brufolosa. Con tutti a far finta che fosse tutto come prima. Le amiche, il marito, i colleghi. E quella foto che le ricordava ogni giorno, senza bugie, cosa aveva perduto.
Odio mio figlio, non lo volevo, nei verbali l’ultima conferma
(Marco Mensurati)

2) Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel, (tratto dagli scritti di Rivolta Femminile).
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