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Archivio Maggio 2005

Amore mio, che caldo, mandami in villegiatura, al cimitero, a prendere aria!

26 Maggio 2005 8 commenti

Leggo sulla Stampa del 25 maggio, l’incalzare dell’estate , il rischio di essere accoppate tra le mura domestiche è il doppio del ‘normale’.

Si chiama ‘Thermic law of crime’, la legge termica dell’accoppamento fenmminile in estate.

Una scienza in più, tutta per noi!
L’energia del sole, i suoi flussi, colpiscono i ” machi “, un sistema di raccolta, trasformazione, stoccaggio nella zucca bacata, una ‘energia’ gratuita, diffusa su tutta la Terra, inesauribile, captata e usata localmente, garantisce la continuità del ‘servizio’.
L’accoppamento di donne, insomma, una forma di sfruttamento dell’energia solare.
Speriamo che il sole non riesca a concentrarsi, quest’anno!

La ‘canicule’, dunque , la causa della violenza sessista, la ‘thermic low’, 200 accoppamenti ci aspettiamo quest’ estate, nel nido domestico rovente, per prendere aria, qualcuna dovrà prendere la strada del cimitero.

La casalinga, la prima della lista, sul suo lavoro gratuito ci pappano tutti , almeno la scelta dell’arma preferita: la pietra del cavernicolo, il fucile del cacciatore, il coltello, la mannaia del macellaio.
Pelle dura, può scegliere una manica di botte, lo strangolamento o il sacchetto di plastica della spesa, infilato, sulla testa.

Dove preferisce essere accoppata, la sposina?
La camera da letto, il luogo della riproduzione o la cucina, il luogo della produzione?

Amante della discussione, meglio la sala da pranzo, del libro, meglio il salotto.

Milano, capitale degli accoppamenti domestici, segue Roma.

Piemonte, Emilia e Veneto, qualche croce in più delle altre regioni.

” Del primato morale e civile dei Padani”, la Padania deve conseguire la libertà e l’indipendenza per realizzare una missione provvidenziale, l’eliminazione delle donne, nel progresso della civiltà morale del machismo nazionale che non può avvenire se non cominciando ad accoppare, per prime, le casalinghe padane.
La teoria di Gioberti, aggiornata, per la Lega.

Al Polo, negli ‘igloo’ degli esquimesi, dobbiamo emigrare, farabutti assassini, canaglie, per salvare la pelle, noi, la ‘specie casalinga’, liberata dal lavoro domestico con l’accoppamento?

Che felicità, non aspettiamo altro !
Al Polo, al freddo, killer anche noi, sprigionato il desiderio di uccidere, tra i ghiacci polari, chi si pente per l’accoppamento di un macho sessista?

Nessun criminale assassino di donne, per almeno cinque anni – dicono gli esperti – si pente.
Nemmeno noi.

Lo dicono gli esperti, la ‘thermic law crime’, polare, femminile.

Noi alla Scienza ci crediamo.

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Thermic law of crime!

Omicidio-suicidio di una coppia di anziani coniugi a Pomaretto, nel torinese. La tragica scoperta e’ stata fatta dai carabinieri nella tarda serata di ieri. A lanciare l’allarme i famigliari insospettiti dall’insolito silenzio. La donna, Rita Gelato, 73 anni, giaceva in casa con la testa fracassata. L’uomo, Michele Sanmartino, 77 anni, e’ stato stato trovato, annegato, nel torrente Germanasca, poco lontano da casa, dove si era buttato. Nessun mistero sulla tragica vicenda. L’uomo ha infatti lasciato un biglietto-testamento dove diceva che avrebbe ucciso la moglie e poi si sarebbe ammazzato.
27/5/2005

SAN BENEDETTO: Picchia la moglie con una bottiglia

Il grave episodio di violenza domestica risale a due giorni fa: una donna di 45 anni che risiede a Porto d’Ascoli insieme ai genitori, nel corso di una furiosa lite scoppiata fra lei e il marito, è stata colpita da quest’ultimo all’addome con una bottiglia. Sembra che in seguito le sue condizioni siano peggiorate molto, e che i parenti, preoccupati, l’abbiano portata al Pronto Soccorso. Qui i sanitari si sono accorti, dopo alcune analisi, che la donna aveva una pericolosa emorraggia interna, dovuta allo spappolamento della milza, causato dal colpo subito. L’asportazione immediata dell’organo si è resa dunque necessaria. La donna è ora in prognosi riservata, ma è fuori pericolo.

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‘Thermic law ‘al femminile, Anna Maria ….

ASOLA (MANTOVA) – Omicidio-suicidio ieri sera in una villa di Seriola, frazione di Asola, nel mantovano. Dalla prima ricostruzione effettuata dai carabinieri sembra che la moglie abbia imbracciato un fucile da caccia e sparato al marito, uccidendolo; ha rivolto poi la stessa arma contro se stessa, facendo fuoco. A trovare i cadaveri ieri sera è stato un vicino di casa.

Le vittime sono Pier Giuseppe Febbrari, 50 anni, mediatore di bestiame molto conosciuto nella zona, e la moglie Anna Maria Ruzzenenti, di poco più giovane. I due, originari di Ghedi (Brescia) dove risiedono tutti i parenti, vivevano con il figlio Giacomo di 22 anni.

Nella casa, poco distante dal corpo del marito, c’ era quello della moglie; vicino c’era il fucile da caccia regolarmente detenuto da Pier Giuseppe Febbrari. Ad avvalorare l’ipotesi che sia stata la donna a sparare all’uomo, anche se gli accertamenti sono ancora in corso, due rumori sordi e un lamento uscito con voce femminile che la figlia del vicino di casa avrebbe riferito di aver sentito tra le 19 e le 20, senza darvi eccessivo peso.

Da una sommaria ricostruzione della giornata trascorsa dai due coniugi prima della tragedia, sembra che Febbrari sia stato tutto il pomeriggio in un bar di Asola con degli amici. Era poi rientrato a casa e con la moglie era di nuovo uscito per accompagnarla in un supermercato, rincasando attorno le 19. Forse una lite oppure un raptus, avrebbe armato la mano di uno dei coniugi, quasi certamente la moglie: ora saranno le indagini a stabilire dinamica e movente dell’omicidio-suicidio.

29/5/2005

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Patriarcato,lavoro domestico,famiglia, i nostri amici e noi,chiacchere e prassi

17 Maggio 2005 9 commenti

I nostri amici e noi. Mi riferisco agli innumerevoli amici della donna, sostenitori dei suoi diritti, ‘di sinistra’, partigiani della ‘questione femminile’.

Sulla violenza contro di noi, non c’è una sillaba che stia in piedi. Tra analisi e cronaca, qual’è la differenza? La violenza del capitale, il raptus dell’assassino?

Non si dice mai la verità.

La base di tutta la violenza è il patriarcato, cioè il sistema di subordinazione della donna all’uomo, il lavoro domestico, lo sfruttamento sessuale del corpo femminile.

Il patriarcato sta in piedi perchè ha una sua base economica, un suo ‘modo di produzione ‘ un luogo planetario in cui il meccanismo di sfruttamento si realizza, la famiglia, luogo di circolazione dei beni prodotti gratis dalla donna e consumati.

Il lavoro domestico non è un’occupazione, ma un vero lavoro.

Non è ‘produttivo’, – ci si viene a dire- per questo è gratuito. In base a cosa un bene è produttivo?
Conosco abbastanza la teoria marxiana del ‘lavoro produttivo e improduttivo’, sulla base della legge del valore.
Il lavoro domestico è gratuito, l’improduttivo, giustifica la sua gratuità?
Lo giustifica perchè il salario è considerato anche il mantenimento della casalinga?
A parità di 4 ore di lavoro, per esempio, dedicate ai bambini, di due donne di classi diverse, la remunerazione come bambinaia, dovrebbe essere la stessa, compresa nel salario dell’uomo.
Invece cambia. L’assegno familiare varia a seconda dello stipendio del marito. Quattro ore di lavoro come bambinaia, qualunque sia la donna, sono sempre quattro ore, non cambia la natura del lavoro.
Quindi il lavoro domestico non può essere il mantenimento della casalinga, ma solo lavoro non pagato.

Dove si trova la forza-lavoro produttrice di lavoro gratuito, attraverso il cui sfruttamento tutta la famiglia sta in piedi?

Sul mercato, il luogo dello scambio.
Questo mercato particolare sono i fiori d’arancio…il matrimonio fornisce la donna, benedice la sposa e la madre, del cui lavoro domestico gratuito saranno beneficiari tutti quanti, padri ( se sono le figlie a farlo), mariti ( se sono le mogli), figli (se sono le madri), anche gli anziani, ora, i malati, gli scarichi dello Stato-sociale.

A vantaggio della famiglia, il lavoro gratuito della donna, non della classe capitalistica… sulla famiglia si regge tutto il sistema… sul lavoro gratuito della donna si regge la famiglia… il cerchio si chiude.

Il patriarcato non è un fatto ideologico, ma materiale, è lo sfruttamento specifico della donna tramite il lavoro domestico gratuito di cui gode tutta la famiglia costruita su di esso, sulla nostra subordinazione, sulla nostra inferiorità sociale!

E non è affatto vero che se le donne lo rifiutassero , il capitalismo si sentirebbe in necessità di provvedere per una corretta riproduzione della forza-lavoro.

Là dove lavorano, le donne nubili o coniugate che siano, , non vengono fatte lavorare per rattoppare le calze ai loro uomini, ma al contrario, per un prezzo inferiore, per un salario dimezzato rispetto a quello maschile.

Il patriarcato, sulla subordinazione delle donne, tre quarti dell’Umanità femminile sono addette al divertimento sessuale maschile.
Un mercato, il divertimento sessuale mascolino, sempre più esigente e ‘raffinato’.
Chi oserebbe negare che le donne sono sfruttate, che i profitti dell’”industria” del sesso -la tratta delle bianche – vanno a gonfie vele, superano quelli della Fiat, l’industria nazionale in perenne crisi?

La subordinazione femminile convince molte donne romanticamente innamorate al servizio sessuale gratuito, scambiato per ‘rivoluzione sessuale’!

Rivoluzione sessuale , sì, ma solo per il maschile ,il modello-mascolino di sessualità, che la sessualità della donna rimane ancora la biblica costola d’Adamo, la creatura addetta al Fallo-feticcio!(3)

Il patriarcato domina, da più di 20 anni, incontrastato, sulla perdita delle nostre conquiste, dieci anni di lotte nella piazza.
Grado zero, la nostra dignità, oggi.

Non domina solo con la violenza, la violenza del potere bisogna che venga accettata, bastone e carota, normalità quotidiana.
Venticinque anni di ‘educazione’ al masochismo, – il catechismo di Wojtyla, per le donne ha funzionato.

L’aggressività rivolta contro se stesse, la sofferenza come valore dominante femminile, cioè la forza di reggere il sistema, l’identificazione con esso, la cultura dell’egemone inoculata nel non-egemone, fatta propria.

Una nuova PMA, una riproduzione allargata del patriarcato, ha scatenato
la violenza maschilista, non poteva non avvenire, sbronze noi stesse di idiozie sessiste, catechiste, cattoliche, una botta in testa, una giovane lapidata, subito una martire, l’immaginetta di una nuova santa per la parrocchia! (4)
Sbronze noi stesse, abbiamo permesso questa violenza sessista quotidiana,
come gli Indiani d’America, inebetiti dall’alcool, sono stati – dopo – estinti. Vogliamo fare questa fine? L’estinzione del femminile?

I nostri amici e noi.

Ne abbiamo di amici, tra i ‘rivoluzionari’ che possano sostenere la nostra causa?
No, non ne abbiamo, dobbiamo arrangiarci da sole.

Come maschi, per diritto di nascita, godono dei previlegi sessisti.
Il sessismo non è mica un lecca-lecca, diamine, è un ben di dio!
Chi ha voglia di rinunciarvi?

A chi non piace la delizia della famiglia, la moglie sgobbona, cui raccontare la riunione sindacale, tanto per farla partecipare anche lei, – l’audizione – la serva senza salario, con poche pretese, un Mac Donald’s al mese, basta e avanza!

A chi non piace il divertimento del sabato sera, la prostituta, che rischia la galera della ‘casa chiusa’, in nome del Pudore?

La ‘prassi’ di questi ‘sinistri’, per esperienza di migliaia di compagne, è stata ed è uguale a quella borghese.

A chi non fa comodo l’inferiorità sociale della donna?

A tutti, tranne che a noi donne.
Il piffero magico non ci incanta più.

Il Nuovo Movimento delle Donne, non ha bisogno di loro, il sessismo ci stia alla larga, anche se parla il linguaggio di nobili Ideali.

A noi donne sta a cuore la spazzatura di questo sistema.

Siamo l’altra faccia della Terra, sfruttate,oppresse,inferiori. Non amiamo lo sfruttamento ,l’oppressione, l’inferiorità di nessuno, nemmeno quella Animale. Vogliamo vivere su questo belPianeta, che amiamo, vogliamo dare la Vita.
Il movimento femminile non è internazionale, è planetario.

Dobbiamo farci spazzine, spazzine faremo pulizia.
Gratis,ci sta bene.

Ci faremo spazzine, nonostante la ‘shoah’ degli anni 80, il sessismo di ‘sinistra’ che ci ha eliminato, da vent’anni, dalla lotta politica rivoluzionaria.
Eliminate dal sessismo dei ‘compagni’, lo stesso movimento, senza di noi, si è sgretolato al suo interno.

Le migliaia di militanti che avevano osato mettere in discussione il concetto stesso di dirigenza maschile, di potere maschile, di gestione delle forze femminili da parte delle donne stesse, l’eresia ‘piccolo-borghese’, al rogo, le eretiche!

La ‘purga’, secondo i classici dettami dello stalinismo, l’ostracismo.

E’ rimasta al telaio, la vecchia dolce-fedele-compagna-sempre-muta, la Penelope-Rossa, in attesa del suo Ulisse, il re-marito, che prima o poi, travestito da mendicante , la vendicherà delle offese dei Proci.

Che nausea!

Le migliaia di donne, le militanti della piazza, una vita dedicata alla lotta , che fine hanno fatto??

Sono forse tutte morte?

Tutte volontarie in Africa? Tutte ‘sostenitrici’, ‘militanti’, ‘simpatizzanti’, ‘ospiti’ dell’Opus Dei?

Sono nei conventi?

Forse, nei conventi, sì, diretti dagli ‘psy’.

Donne, povere matte! sindrome maniacale epilettica, schizofrenia ebefrenica, sindrome dissociativa, delirio paranoide, stato depressivo ansioso, psicosi maniaco-depressiva, decadimento mentale senile, depressiore reattiva, crisi confusionale, personalità psicopatica, stato delirante, stato di eccitamento, parafrenismo? Che altro?
Sotto flebo di Prozac, di En , le ostinate , le ribelli?

Sono badanti, rinchiuse nello zoo domestico?

Qualcuna è finita nell’al-di-là, come Helene, la ‘moglie-compagna’ del filosofo, ‘rilettore’ della teoria marxiana?

Una bella sera di novembre del 1980, Althusser, 62 anni, strangola all’improvviso la moglie Helene, 70 anni, dopo trent’anni di vita in comune.
La malattia depressiva, l’insoddisfazione sessuale del filosofo , fu chiamata in causa per spiegare l’atroce omicidio e riconoscergli che non era in grado di intendere e di volere.

In realtà la vecchia moglie gli era venuta a noia e lui ne aveva abbastanza. Tanto bastò per mandarla al Creatore.

‘Se non posso essere quel Dio che dà la vita, sarò almeno quel Lucifero che la toglie’, dichiarò.

Lui visse, però, tranquillamente fino al 1990, dedicandosi al suo diario esistenziale, ” L’avenir dure longtemps “, che joli cadeaux per Helene, la dolce-moglie-compagna, venuta a noia, così vecchia, appiccicosa!
L’avenir dure longtemps…per lui, il filosofo, a 62 anni ringiovanito dallo strangolamento della moglie!

A noi i conti non tornano.

C’è anche per noi un lutto di ‘genere’?

Diogene con la sua lanterna cercava l’Uomo, Noi con la nostra, cerchiamo la Militante scomparsa dalla lotta.
Che fine ha fatto?

Chi l’ha vista?

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1) Alessandro Vacca,26 anni, commerciante di Lucera, in provincia di Foggia, venerdi’ ha ucciso la ex fidanzata Giovanna Tanese, 16 anni.
Giovanna era ancora viva quando la polizia l?ha trovata riversa a terra nel casolare dove qualche ora prima il fidanzato, l?avrebbe massacrata prima a colpi di pietra e poi a coltellate. Gli agenti, guidati dallo stesso Vacca che dopo un primo tentativo di far credere ad un sequestro di persona ha ammesso parzialmente le sue responsabilità, sono arrivati a mezzanotte nel casolare abbandonato dove spesso i due si incontravano.
La ragazza era a terra prona, con la maglietta un po? sollevata e aveva dato subito segni di vita, riuscendo persino a rispondere a qualche domanda.
Per la gravità delle sue condizioni, è morta all?alba di ieri.

Anche in Afghanistan una giovane donna è stata lapidata, perchè ‘infedele’. La lapidazione è di moda anche in Italia?
22/4/2005

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2) A Vieste ieri sera una donna di 31 anni ha prima ucciso i suoi due figli, un maschietto di un anno ed una femminuccia di cinque, e poi si ètolta la vita, soffocandosi.
Il corpo senza vita delladonna era disteso per terra ,con lo scotch da imballaggio intorno alla gola. I corpicini dei due bambini, probabilmente soffocati con un cuscino.
La donna era casalinga, moglie, madre. Il marito non si è mai accorto di nulla. Ma è mai possibile non accorgersi della sofferenza della moglie?
L’ha mai guardata in faccia, negli occhi, qualche volta? E non si è accorto di nulla…

Ma che uomini sono, questi? Pietre? Mummie? Cyber?

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3)Sul Forum di ‘Donna moderna’ si trova un vasto repertorio di adoratrici del fallo, di donne-oggetto, che si credono emancipate e sessualmente disinibite.

Esse parlano di come ‘fanno sesso’ e si raccontano dandosi a vicenda numerosi consigli. Il tragicomico è il contrasto tra la loro pratica reale del sesso, degna di una schiava, e le illusioni che si fanno su di essa.

La loro ciarlataneria vorrebbe spacciare l’adattamento stereotipato all’immaginario pornografico maschile, come ‘sessualità femminile liberata’!

Vi propongo, una breve, lettura sul ‘culto del fallo’, tratto dal sito internet di ‘Donna Moderna’, Forum sesso.

Lei:

Punto G: consisterebbe nella massima penetrazione, incessante, con una frenetica simultanea manipolazione da parte del partner, preferibilmente nella posizione ‘dell’esploratore a cavallo’.

Elasticità: una specie di Tiramolla, per adattarsi alle dimensioni del pene di lui.

Fellatio, sesso anale, dito nell’ano: le donne reticenti o che considerano un pò disgustose le tre pratiche dovrebbero farsi ‘curare’ perchè malate.

Passerina: si chiede se agli uomini piace rasata, o con i peli a ciuffino o a cuore: chiede aiuto immediato in quanto deve andare al mare.

Capezzoli: in vacanza a Sharm El Sheik vince il primo premio per i capezzoli più grandi del villaggio, accuratamente misurati da una giuria di maschi (8,5 cm.). Trova tutto ciò ‘meraviglioso’.

Pissing: sarebbe farsi fare pipì e altro sul corpo. Si chiede consigli alle esperte se può servire per l’orgasmo simultaneo.

Lui:

Vergini: ha un disperato bisogno di vergini e ne chiede via internet.

Kamasutra: quelle che non ne hanno bisogno sono malate, frigide,con tutti i suoi ‘studi’, le sue abilità, centodieci e lode, non rispondono agli ‘stimoli’.

Rapporto con la madre di lei: è turbato dalla madre della fidanzata che si fa vedere in perizoma. Non sa se ‘scoparle’ entrambe.

Dritte sessuali: chiede aiuto sado-maso per un rapporto logoro.

L’altro: si può provare a tre, alla ricerca del punto G.

Tantum potest l’adorazione del Fallo!

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4) I funerali di Giusy, 15 anni, assassinata a colpi di pietra. Una nuova vergine, una nuova Maria Goretti aveva raggiunto Cristo, il suo sposo, in Paradiso, la folla piangeva dalla felicità, aveva una nuova santa.

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Izzo, ‘rinsavito’ ,riprova il piacere dello ‘sfascio’,accoppando madre e figlia

12 Maggio 2005 Commenti chiusi

Il fior fiore degli psichiatri ha creduto che Izzo fosse cambiato, guarito.
Aveva rinunciato ad essere folle, accettato di essere obbediente, si guadagnava da vivere, si riconosceva ‘nell’identità biografica’ tracciata per lui, dai medici, dai preti, dal potere psichiatrico.

Aveva rinunciato alla sua ‘onnipotenza sessuale’, al Fallo-feticcio, ammettendo la sua impotenza, il protagonista dell’orrore del Circeo.
Il sesso come consumo, la donna oggetto di divertimento, lo ‘sfascio’ e l’accoppamento il punto’G’….curato e guarito, direi quasi normale,
operatore sociale al Centro di Ascolto, l’Angelo dei disadattati, Angelo Izzo! (1)

Il primo ottobre del 1975, dopo 36 ore di torture morali, fisiche e sessuali, Gianni Guido,Angelo Izzo e Andrea Ghira, tutti gravitanti negli ambienti neofascisti della capitale, uccidono Rosaria Lopez, 17 anni che assieme alla sua coetanea Donatella C., li aveva seguiti nella villa al Circeo di Ghira, convinte di andare ad una festa.

Dopo una notte di bestiale violenza, all’alba, i tre, pensando che le due ragazze erano morte, le avvolgono in sacchi di plastica , le caricano nel bagagliaio della 127 di Guido e fanno ritorno a Roma.

Prima di sbarazzarsi dei corpi delle ragazze, parcheggiano tranquillamente l’auto sotto l’abitazione dello stesso Guido e si allontanano.
Ma Donatella è viva, geme, attira l’attenzione di un vigile notturno che apre il bagagliaio e la salva.
1000 pagine di istruttoria furono scritte per ricostruire questo delitto!
Di Andrea Ghira, sparito, non si sono più avute notizie, nel 1994 Guido fu arrestato a Panama e trasferito in Italia, Angelo Izzo, evaso dal carcere di Alessandria il 25 agosto 1994, fu arrestato il 15 settembre successivo.

Divenne, da allora, una sorta di ‘pentito’, talmente credibile da funzionare nei servizi sociali, in libertà! (2)

Il gusto dello ‘sfascio’ gli è però rimasto, alla faccia del potere psichiatrico che lo aveva giudicato guarito e normale!

Maria Carmela e sua figlia Valentina, il 28 aprile, sono state assassinate da Izzo.
Valentina, 14 anni, spogliata. ammanettata, legata alle caviglie, violentata, accoppata.
La testa avvolta nello scoth, poi con dei sacchetti di plastica, poi altro scotch. Anche Maria Carmela, la madre, è stata accoppata così. Su una carriola,poi, come rifiuti, gettate nella fossa scavata in precedenza.

Izzo non è pazzo, hanno detto gli psichiatri, ha finto, ci ha ingannati… Non è matto uno la cui ‘sessualità’ lo porta al piacere solo con lo ‘sfascio’ della donna’?
Lo ‘stimolo’ più eccitante , lo stupro e l’accoppamento? Poteva rinsavire uno così?

Angelo Izzo è un criminale, uno stupratore,(3) ma il meccanismo che agisce in lui, ha la stessa radice della sessualità mascolina ‘normale’, il bisogno di una flebo permanente di stimoli, per il Fallo-feticcio, impotente in Amore, che ignora il significato della sessualità femminile.

Gli ‘stimoli’, i feticci del ‘mascolino’ hanno nel sadismo il loro pane, trarre piacere dalla ‘sofferenza’ dell’Altro.

E’ l’immagine prodotta dall’alienata sessualità porno-capitalista, una donna che non esiste, non esisterà mai una donna che trae piacere dallo ‘stupro-soft’ del suo corpo!

Questo è il ‘mito’ per far funzionare la sessualità maschile, alienata, mercificata, ‘les bonnes affaires’, quanto rende il mercato del sesso?

La sessualità naturale, l’”Abbraccio Amoroso” (uso le mot di Reich), cosa renderebbe? Niente.

Una donna ogni due giorni, è accoppata, se non in nome dello ‘sfascio’, in nome di questa sessualità mercificata che si maschera di mille nomi, Eros, gelosia, passione, noia, denaro, fastidio, appiccicume..

L’assassino-criminale di Romina è ancora libero nei boschetti. Si troverà?

Anche lui operatore sociale, in qualche centro di ascolto, per giovani disadattati?
Chi l’ha visto, chi lo ascolta?

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1) ‘Sano di testa’, Izzo, operatore sociale di Città futura, l’Angelo dei giovani disadattati!

2) Il massacro del Circeo- tratto da Misteri d’Italia

3) Per rendere credibile il ritorno della follia , Izzo dichiara di avere avuto come amante la moglie di Maiorano e di averla uccisa, insieme alla figlia, perchè ‘appiccicose’.

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Pronto? Città futura?Sono Izzo, l’Angelo, il filosofo dello sfascio,ti ascolto..

5 Maggio 2005 4 commenti

Angelo Izzo, cinquant’anni, stupratore omicida del Circeo, teorico dello ‘sfascio’,(1) lo stupro e l’accoppamento di donne, aveva un lavoro nel ‘sociale’ allo sportello di ascolto per giovani disadattati, nell’ associazione culturale “Città futura” a Campobasso. (2)

La persona giusta per i giovani disadattati.

Cosa consigliava per i ‘problemi di donne’,per i problemi del sesso, agli impotenti come lui? Ai giovani disadattati? Lo sfascio?

Ha accoppato Valentina di 14 anni e la madre di lei Maria Carmela. Portavano il nome di ‘Maiorano’, un ‘pentito’ della sacra corona unita, che Izzo aveva conosciuto in carcere.

Nel paesino dove erano confinate, dal 2001, Mirabello Sannitico, vivevano dei sussidi della pubblica carità, una casa di due stanze e un bagno, da cui erano state sfrattate. I libri di scuola di Valentina, seconda media, li pagava il Comune, la bolletta della luce anche.
Nessun ‘progranmma di protezione’ per le due proletarie, figlia e madre.

Ritrovate cadeveri, figlia e madre, accoppate in modo atroce.

“Io tenevo bloccata la madre sotto la minaccia di una pistola. Angelo Izzo ha preso la ragazzina e si è chiuso in una stanza. Ci sono rimasti circa mezz’ora. Quando lui è uscito, Valentina era morta. A quel punto Angelo ha ucciso anche la donna, soffocandola con un sacchetto di plastica. Poi abbiamo infilato i cadaveri in due sacchi dell’immondizia, abbiamo scavato una buca nel terreno vicino alla villetta di Guido Palladino e ci abbiamo gettato dentro i corpi. Prima di coprirli di terra, li abbiamo cosparsi di calce bagnata per evitare che l’odore della decomposizione potesse filtrare in superficie e attirare gli animali”…dichiara il complice Luca Palaia.

Che aveva a che fare Izzo con le due donne, con Valentina, 14 anni, con la sua mamma?

Non era in galera, il filosofo della ‘sfascio’, lo stupro di gruppo, il massacratore del Circeo?

No, era semi-libero di girare l’Italia.
“Mi sembrava veramente pentito. Era desideroso di lavorare e ricominciare una vita. Era una persona totalmente diversa da quella delle cronache dei giornali, non sembrava più il ragazzo(!) che aveva compiuto le efferatezze del Circeo. Non voleva dare problemi di sorta, non voleva che si parlasse in maniera negativa di lui in carcere. Insomma sembrava veramente un altro“.

Conosceva Valentina, la mamma, in carcere era ‘amico’ di Maiorano, voleva farsi dare i quattrini per aprire un ristorante.
Era convinto che li avessero, il ticchio dell’imprenditore era di vecchia data.

Disprezzava le donne e i poveracci, lo aveva sempre dichiarato.

Donatella Lopez, da lui massacrata al Circeo, era un ragazzina proletaria, una ‘povera scema’, toglierla dal mondo, pulizia etnica.

Gentiluomo, in carcere, ,-coltivava bene il suo progetto – decine di relazioni firmate da medici e assistenti sociali, la rieducazione avvenuta, iltocco della Grazia,l’Angelo di telefono amico!

” Spiegherà meglio le circostanze tra alcuni giorni, quando sarà più sereno…potrà metabolizzare i fatti..chiarire a se stesso la vicenda”, il suo avvocato Enzo Guarnera.
Quando sarà più sereno..nel suggerire qualche variante di sfascio ai ‘cacciatori’, si apre la battuta di caccia, in Italia, l’estate, l’accoppamento di donne..

Angelo Izzo è il filosofo dello ‘sfascio’. Sfascio femminile, la sua idea di piacere, s’intende. L’accoppamento per divertirsi, la crudeltà che risveglia la libidine, il godimento sessuale.

L’insufficiente ‘eccitazione’, ogni maschio impotente può ricavarne scampoli di filosofia dello ‘sfascio’, dal suo teorico impotente.

In carcere le sue fantasie di stupro, stavano su un vassoio di ottone.La ‘rieducazione’.Lo sfascio raccontato ai secondini, ai compagni di cella, per trascorrere il tempo.
La prassi dei lager nazisti, la prassi dello sterminio. Un divertimento per uomini,per ‘machi’ impotenti.

Ma forse Izzo, pensa che gli accoppamenti di donne, sono ‘martirii’. Per essere toccato dalla Grazia. Se è stato in grado di resistere così a lungo allasua ‘particolare propensione’ vuol dire che la Provvidenza ha avuto per lui un occhio particolare. Quale misterioso disegno provvidenziale, quale’conversione dell’Innominato’ ci sarà?

Nello stupro-omicida, un motivo provvidenziale, cristiano, la salvezza, il ravvedimento di qualche criminale da ‘novanta’, senz’altro!

Anche questa ‘merda’ nell’Italia vaticana, ci dobbiamo sopportare!

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3 maggio 2005,il’ricordo’ di un compagno di scuola di Izzo
Quegli anni vissuti nella paura
di MARCO LODOLI

1) “Per cinque anni sono stato a scuola insieme ad Angelo Izzo, al liceo classico San Leone Magno, a Roma, una scuola dei Fratelli Maristi. Dalle otto alle otto e venti si recitava il rosario, tutti i giorni. Izzo stava una classe sopra la mia e la sua sezione era un’accolita di fascisti e di pazzi spaventosi.

Era come se, per uno scherzo assurdo, il caso avesse riunito nella stessa aula una ventina di canaglie violente e invasate.

Erano ricchi, bellocci, si sentivano invulnerabili, afferrati da un delirio superomistico. Avevano i Rayban e i giubbotti di camoscio, le Jaguar e le Mercedes, stivaletti a punta e sorrisi beffardi. Il più feroce era Gianni Guido, un demonio con la faccia da angioletto. Ricordo che una volta vidi uno di loro spegnere una sigaretta sul braccio di un quattordicenne e ridere. Dopo sei mesi quel disgraziato si suicidò. Dissero che si era sparato nel petto con il fucile del padre e la cosa finì lì.
Anni dopo Izzo confessò che l’avevano ucciso loro, gli amici del cuore.(anticipo delle Bestie di Satana?) Ancora non so se sia vero, se le indagini della polizia hanno confermato quell’orrore.
Per il piacere di sentirsi un maledetto, Izzo ha confessato tanti delitti che rimangono misteriosi.

Il loro gioco preferito erano gli sfasci, così chiamavano gli stupri fatti in gruppo. Incantavano qualche ragazza ingenua, ma anche qualche pariolina, e la sfasciavano.
Avevano pistole e soldi, erano sadici e strafottenti. Ogni tanto prendevano il microfono durante le messe, nello spazio aperto ai fedeli, e si lanciavano in lunghi sermoni misticheggianti. Izzo era una mezza sega, il più magrolino, il meno ricco, il più insicuro. Si diceva che fosse la mente di quella banda di criminali, l’eminenza grigia del gruppo, ma a me pareva solo un ragazzo debole e malaticcio. Girava voce che fosse impotente.

Una volta mi beccarono in tre per viale Eritrea e mi picchiarono, perché ero comunista. Un’altra volta convocarono fuori scuola Cittadini, il più famoso picchiatore nero di Roma. Fortunatamente ero uscito un’ora prima. Cittadini morì per overdose nel cesso del bar Euclide qualche anno dopo. Quando lessi sul giornale del massacro del Circeo, non mi stupii più di tanto. Sapevo quanto quei pazzi disprezzavano le donne e i poveracci.

Sapevo che Izzo e Guido erano capaci di tutto, avevano gli occhi senza luce di chi può uccidere una ragazza come si schiaccia una mosca. Eppure quando vidi in televisione una lunga intervista a Izzo, che condannava il suo passato mostruoso e si diceva cambiato, ho provato un sollievo. Si può sempre cambiare, ho pensato. Mi ero sbagliato.

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2)Giovanna, ventotto anni, cercava aiuto, soldi e appoggi
per lasciare la città. Lo aveva conosciuto all’associazione

“Ero nel mirino di Izzo
così ho rischiato di morire”
di CATERINA PASOLINI

CAMPOBASSO – “Ero nel mirino di quel mostro, ho rischiato di morire e non lo sapevo. Perché io di Izzo mi fidavo, aveva promesso di aiutarmi e invece probabilmente pensava di farmi fare la stessa fine di quelle donne. Adesso potevo esserci io sotto mezzo metro di terra, legata, ammanettata e con un sacchetto di plastica stretto attorno al collo”. Ha ventotto anni e un passato difficile Giovanna, una bella ragazza bruna, che fatica a riprendersi dallo choc. Non riesce a dormire da quando ha scoperto che quel cinquantenne sovrappeso così gentile e disponibile a darle una mano, è il mostro del Circeo, un assassino che ha ucciso dopo avere seviziato una madre e una figlia di quattordici anni. Due donne disperate, bisognose, che gli si erano affidate con la fiducia e la speranza di chi non ha alternative.

Proprio come lei, Giovanna, che una mattina di aprile non sapendo più come tirare avanti aveva bussato alla porta dell’associazione Città Futura in cerca di aiuto, di soldi e di appoggi, di un modo per andarsene da Campobasso. E aveva trovato Izzo ad aspettarla. Una storia che si ripete, inquietanti similitudini notate dagli inquirenti della squadra mobile che hanno lungamente interrogato la giovane donna. E che confermano l’abitudine di Izzo a scegliere le sue frequentazioni e anche le sue vittime tra i soggetti più fragili e deboli. Pronto ad usare tutta la sua capacità di manipolatore, di abile affabulatore.

Così aveva fatto con Maria Carmela e Valentina Maiorano: promettendo un futuro diverso in un’altra città prima di ucciderle con manette e un sacchetto di plastica. Così ha fatto con Giovanna. “Era gentile, mi aveva detto che era pronto ad aiutarmi, anche economicamente per sistemarmi altrove visto che ero in difficoltà, con pochi soldi e volevo andarmene a tutti i costi da Campobasso”.

Gli approcci erano appena cominciati quando è avvenuto il duplice omicidio nella villetta di Ferrazzano, ma non sono i soli che gli inquirenti hanno scoperto indagando sugli incontri, le frequentazioni di Izzo che si diceva redento, profondamente cambiato e pentito. Erano diverse le donne con le quali Angelo Izzo aveva instaurato rapporti, spesso approfittando anche del suo lavoro di operatore allo sportello di ascolto dell’associazione culturale, e sui quali ora si indaga, temendo il peggio.

Intanto proseguono le perquisizioni nel Lazio e anche a Benevento. Gli investigatori sono partiti infatti alla volta delle campagne nel comune di Frasso dove la famiglia Izzo possiede un casale e dove Angelo diceva di voler aprire un ristorante investendo i soldi di Maria Carmela. E sono proprio i soldi, quei quarantamila euro che la donna gli avrebbe dato a rate di duemila alla volta su consiglio del marito Giovanni Maiorano, ex amico e compagno di carcere di Izzo, che gli inquirenti cercano. Per questo stanno controllando anche i conti correnti dei due giovani accusati di complicità nel delitto, ma se in quello dell’informatico Guido Palladino c’è qualche disponibilità, il conto di Luca Palaia – che oggi vedrà lo psichiatra – è stato trovato in rosso. I due verranno interrogati nei prossimi giorni dai magistrati che venerdì mattina sentiranno Izzo. Lui, intanto, nella sua cella col poster di Mao ( Izzo era forse collega di Aldo Brandirali, Servire il Popolo, poi leader di Comunione e liberazione? Misteri…)al muro da quando gli hanno consegnato carta e penna scrive, prende appunti in continuazione, prepara la sua memoria. Vuol dire la sua verità su come e perché è avvenuto il delitto. Sarà invece un perito dell’università ad aiutare gli investigatori a capire quando è stata scavata la fossa dove sono state gettate madre e figlia. Se subito dopo il duplice omicidio, come ha detto il giovane Palaia, o se prima ancora come pensa chi è convinto che non si sia trattato di un raptus ma di un delitto premeditato visto che Izzo aveva comprato calce, manette e sacchetti ben prima di uccidere.

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