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La politica del sesso, l’Alternativa, di Rifondazione , offerta alle donne!

8 Febbraio 2005

La nostra esclusione dalla politica, dal potere, la politica del sesso – per parlare chiaro - trova anche nelle icone la sua espressione. Una società che ha come bandiera l’uguaglianza, non può che spacciarla anche nelle immagini, come disinteresse della donna alla politica, apoliticità.

Novella offerta di Rifondazione Comunista, – su internet -, la sinistra della sinistra, ma il più ‘sinistro’ dei partiti per noi donne, se ci si ripropone il testamento funerario della politica del sesso anni ’70, la-compagna-del-compagno-Tizio-Caio-Sempronio, dipende dalla chiamata.

Il prato di periferia, l’emancipazione dalla camera da letto, il luogo tradizionale dell’amore borghese. Il prato, pur sempre un letto, anche se proletario. L’immagine oleografica di due giovani comunisti di Rifondazione Comunista.

Lui, villoso ombelico, jeans sbottonati, nessun dubbio sulla sua identità sessuale, virile. Tutto virile, i neri capelli della passione, in politica e in amore! Un ennesimo ‘gadget’, un altro carboncino dell’Ernesto, rosso il fazzoletto, impegnata la lettura senza distrazione, il ‘Che fare’ di Lenin, nella pausa guerrigliera, la donna di turno vicino, guarda altrove…

Il testo interrogato, per il VI congresso del partito, per le cento correnti, le ufficiali e le clandestine.

Lei, la presenza del corpo, la cecità della luce, lontana dal compagno politicamente-impegnato-a-sinistra. Gli occhi altrove, l’anima altrove… I segni di una identità passata, più la croce, che il cerchio spezzato, nello zaino alle sue spalle.

Il cordoncino al polso, e la mela alle labbra, il morso, il gesto di Eva, il frutto del bene e del male, a domani, il buon sesso, per la politica del sesso c’è sempre tempo, nella società dell’Avvenire! Oggi, le grandi declamazioni, dalle tribune del VI congresso del Partito.

Se ne frega lei, del ‘Che fare’, del compagno-impegnato… se ne frega lui, di lei… sono compagni, basta e avanza.

L’icona la taccia di passività, di disinteresse politico. Guarda altrove non si aggrappa al Manuale. Guarda altrove, ai nobili destini che l’attendono, di moglie di madre!

Guarda altrove anche perchè vorrebbe fare politica, a modo suo, di donna, sopravvissuta – forse – al dominio dell’ultimo Papa della sua vita. Vorrebbe fare spazzatura della politica sessista della sinistra, una persecuzione centenaria!

Guarda altrove, al suo nuovo lavoro di operatrice ecologica, di netturbina di questo laidume che si arroga sempre il diritto di parlare in suo nome, l’uomo-compagno, che “sa”, a memoria la poesia da recitare, la poesia dell’oppressione femminile.

In Rifondazione le resta da condividire, ancora con lui, il prato, l’alcova ritrovata dell’amore proletario.

A scuola mi hanno insegnato a leggere le icone, se sbaglio è perchè a scuola non si impara nulla, mai.

Se sbaglio, sarà perchè non conosco i cinque nuovi comandamenti dell’Alternativa, non so scegliere nell’abbondanza di tante alternative alla nostra oppressione.

Anche la giovane compagna – forse – non sa scegliere, non avrà trovato buoni motivi per darsi a Bertinotti, Grassi, Ferrando, Malabarba, Bellotti, Giardiello, con quel suo insistere, a rosicchiare la mela… il peccato originale, l’essere donna, l’eterna costola di Adamo che non trova, mai, un posto per se stessa.

Si vorrebbe, qualche volta, accedere al ‘sapere’ politico. Ma la difficoltà del linguaggio, dell’interpretazione, per noi analfabete, ristrette alla conta delle ‘De claris mulieribus’ (1), che pena!

Le parlamentari, le deputate, le donne della politica ufficiale. Sfogliamo il loro catalogo e non capiamo, parliamo lingue diverse. Per noi donne proletarie, la scienza infusa, la scienza priva di istruzione la conoscenza istintiva, dei segreti e dei disegni di Dio, la dove sta’ scritta, la Provvidenza.

L’ignoranza proletaria, con il fascino della profezia – la Sibilla, incarnata in noi!

Il ‘sapere’ politico non è per tutte, non è utile a tutte le donne.
A scuola, me lo hanno insegnato. Lo insegnano anche oggi, alle bambine, la riforma Moratti su misura, l’economia domestica.

Perchè è in rapporto con il potere.

Incoraggerebbe l’orgoglio di una intelligenza superiore, con le sue conseguenze incompatibili, la vocazione femminile, le ‘mariage’, le ‘menage’.

La donna istruita si rivolterebbe, a colpi d’ombrello, anche contro l’Alternativa, contro il “marito-compagno”, il suo disprezzo, una nuova insubordinazione.

Meglio la “dotta ignoranza”. Meglio ancora la cultura politica che non ha bisogno di tanti approfondimenti, la Santa Parola, che rivela alle donne semplici il Mistero, la filosofia di Cristo, avere fede, sempre, nel sole dell’Avvenire, in qualche nuovo partito sensibilizzato che si prenda a cuore le nostre lacrime, in nome, almeno, della compassione.

Torniamo ai cinque nuovi comandamenti, all’Alternativa, di R.C. dopo una notte insonne, di attenta applicazione, di studio di 40 pagine di documenti.

L’alternativa di società, la mozione di Bertinotti.

Il vecchio ‘guru’, contestato e incompreso, che pure ha dato un nuovo credo agli esuli dei vecchi partiti stalinisti e anti-stalinisti. La riconoscenza non fa parte della politica.

“Far vivere e costruire un soggetto collettivo che valorizzi la pratica delle donne, la differenza di genere”.

Non più l’uguaglianza con gli uomini, il rapporto di oppressione maschio-femmina, dunque, ma la polarità sessuale. Una declamazione di principio, d’obbligo, un omaggio alle vecchie militanti, le dovote dai tempi di Torino, l’occupazione della Fiat.

Mi sembra di capire, che come “moglie” anche la signora Bertinotti vedrà crescere i suoi incarichi, come ‘soggetto collettivo’, man mano che aumenterà – se aumenterà – la leaderschip del suo Fausto. Non si accontenterà più di visitare le detenute di Rebibbia, esigerà una personalità politica propria. (2)

Come la Nilde di “Palmi” Togliatti, dovrà aspettare, anche lei, la morte del marito. E’ la regola.

Poverina – la Nilde, – non poteva dire una parola, fare un discorso, che subito i maligni l’attribuivano a lui, al marito. La giusta punizione per essersi fregata il marito di un’altra compagna. L’operaia bruttina, dei tempi difficili, Rita Montagnana, dell’esilio a Parigi, così poco adatta a fare la parlamentare dell’Italia liberata! L’operaia senza cultura e con Aldolino, il figlio malaticcio, la sua colpa genetica. Un ripudio con tutte le regole, l’ospizio dei poveri, a morire, in solitudine, dimenticata da tutti.

La Nilde, ha dovuto anche lei fare i conti con l’oppressione, l’illustre Togliatti, rapito a Rita. Nemmeno il bambino, tanto desiderato, si è potuta tenere, costretta ad abortire clandestinamente in Svizzera, per ‘ragioni politiche’, per salvaguardare la moralità del capo del PCI, il modello, l’icona delle nuove generazioni!

Claudio Grassi, essere comunisti, la grande innovazione.

Per essere comuniste, noi donne, ci tocca fare di tutto. La difesa del lavoro, – quale, il domestico? – la critica della ‘fine del lavoro’, – quale,il precario? -, il controllo dal basso sui piani d’impresa (la famiglia, “l’impresa” di noi donne?), combattere l’Impero romano trasferitosi negli Usa, la resistenza antimperialista a fianco dei popoli e dei paesi antimperialisti, ma capitalisti.

Vada per i Palestinesi, senza patria e senza casa, ma pure il Brasile di Lula, eh, no, con la tratta degli organi, la tratta delle minorenni, il mercatino che tanto piace ai maschi italiani, lo sfruttamento sessuale per quattro monete!

Pure Cuba gli viene in mente, a Grassi, come modello, per noi donne, con le sue pasionarie sedicenni, che danno la caccia ai nostri mariti, il terrorismo del matrimonio, l’ultima speme!

Progetto Comunista, la mozione di Marco Ferrando.

L’eterno entrista, il chirurgo obiettore di coscienza, che si oppone al trapianto del partito in coma… Il ‘cuore’ dell’opposizione.

Non poteva mancare il richiamo agli Autori, l’indice di Verità del Medioevo, l’Auctoritas.

Marx e l’esponente del binomio inferiore, Engels, Rosa Luxemburg, Lenin, Gramsci, tutti insieme.
Un tempio bizantino, senza dubbio. Ma la coppia bizantina Giustiniano -Isidora, nell’icona, è sempre unita negli affreschi. Rispettare l’arte.

Se si parla di Karl, si parli anche di Jenny, la moglie. Non ha fatto niente di importante, dirà Ferrando. Forse. Ha fatto la moglie, i figli, ha amato appassionatamente il marito, ha sopportato una vita di miseria. L’amore sublimato, il massimo per un uomo. Non meritava il triste triangolo moglie-marito-amante, la cameriera proletaria, nel letto coniugale. Il figlio dis-conosciuto, la paternità attribuita al povero Engels. Per rispetto a lei, alla sua salute compromessa dalla ferita al cuore, infertale dal focoso marito.
Marx, quest’anima tutta impregnata dalla Rivoluzione, quale proloteria non lo ama? Ma il comunismo al femminile, ama di più Jenny.

Rosa Luxemburg, che c’entra con la teoria di Ferrando dell’opposizione continua? L’opposizione permanente nel partito fino alla presa del potere?
Ma non è una fesseria di Rosa, gliel’ha suggerita Leo Jogiches, il grande, appassionato amore di Rosa, mai ricambiato. Lui, giovane e bello, ricco transfuga, dell’amore non sapeva nulla. Nella sua ricca famiglia era sconosciuto. Alla ricerca della vita proletaria, si appiccicò a Rosa, non bella, piccola, un po’ zoppina… Una continua presenza spirituale, un ‘guru’, però bello. Le diceva cosa doveva fare, non fare, dire, non-dire… Non la voleva autonoma, la sgridava sempre, la correggeva… una furibonda gelosia per la potenza intellettuale di Rosa! (3)

Non poteva mancare l’austero Lenin, senza Nadja Krupskaja, fuori luogo, questo cono d’ombra della sua vita, educata alla disciplina rivoluzionaria. Disciplina che comprende anche l’accettazione della bella parigina, l’allegra, Inessa Armand, l’amore non represso di Lenin, ma taciuto, per riconoscenza alla devozione, alla vita che Nadja gli aveva dedicato. Lenin, forse la più grande personalità rivoluzionaria, che conosceva molto bene tutti i termini della ‘questione femminile’, non scampò ad una pratica maschilista ‘soft’. Ma Nadja era educata all’amore della sofferenza, al silenzio.

Un riferimento italiano, è d’obbligo, per Ferrando. Gramsci e il suo insegnamento.

Le Vergini di Borgo San Paolo, il gruppo torinese, fondatore del Pci, che si impegna alla verginità prima del matrimonio. Perchè sono intellettuali un po’ borghesi, e a contatto con le giovani operaie del partito, desiderose di piacere sessuale, non reggono a lungo ai loro amori precoci, passionali, travolgenti. L’amore passionale, impedimento all’attività dell’intelletto, all’attività di partito, l’impotenza in amore, teorizzata.

La concezione della famiglia, dei dirigenti di Ordine Nuovo, un mondo morale, nel quale la donna è una creatura umana, ha una coscienza di sè e una dignità.

La famiglia centro di elementare solidarietà umana, donne soccorritrici, consolatrici, spose e madri, non donne di passione, nè in politica nè in amore.

Sta’ di fatto che i padri del Pci hanno contribuito a costruire la morale sessuale bigotta della ‘sinistra italiana’, per non urtare tanto la chiesa, si capisce. Il sesso tabù, i suoi complicatissimi itinerari psicologici. Le ribelli al ruolo, facilmente soppiante da compagne più fresche, giovani, acculturate, adatte alla vita parlamentare, come Nilde Jotti, o semplicemente più tranquille, come Bruna Conti, una donna mite, la nuova ‘compagna’ di Luigi Longo, che aveva scalzato Teresa Noce.
In un baleno, Teresa, l’operaia tessile fondatrice del partito, fu espulsa, a 53 anni, si trovò in mezzo alla strada. E divorziata senza saperlo. Il suo ‘Luigino’, a San Marino, aveva falsificato la sua firma per l’annullamento del matrimonio.(4)

Almeno Bordiga, con la sua intransigenza, piuttosto che dire fesserie, si astenne. E fece bene. Sempre astensionista. In un breve scritto rimandò la soluzione dell’oppressione al dopo-rivoluzione.

Gigi Malabarba, un’altra Rifondazione è possibile.
Se il partito si dà al femminismo, a costruire una società femminista.

Fuga in massa delle donne, è sincero Gigi, fuga dalle strutture, decine di migliaia di tessere non rinnovate negli ultimi anni.

Alle donne, -lo sanno tutti- le tessere gliele fanno firmare i mariti, in cucina, mentre fanno il caffè. Una vera defezione femminile, tessere fantasma senza contenuto politico.
Alla declamazione di Fausto, l’invocazione di Gigi: ascoltare le voci diverse di un’altra storia, comprendere- almeno – il femminismo.
Un accorato appello alle infermiere femministe disoccupate, un ritorno delle volontarie, al capezzale del moribondo partito con qualche flebo. Qualcuna, senz’altro, arriverà.

Bellotti e Giardiello, ‘Rompere con Prodi, preparare l’alternativa operaia’.

Per la rigenerazione democratica. Ancora??? Lo strumento, il partito di massa, il radicamento operaio. La caccia a Berlusconi, guidata dalle donne inferocite,con in testa le 17.000 insegnanti terrorizzate dalla Moratti. In nome della scuola, del carovita, del caro-casa, dei nidi, degli asili, degli ospizi, dei servizi sociali, del futuro dei figli, chè le donne, per se stesse, non hanno nulla da chiedere, da desiderare, mai.

La via del rinnovamento complessivo, una riesumazione del Pci nell’anno del Signore 2005!

La giovane comunista, la sua mela rosicchiata…

Chissà perchè penso al ‘Filottete’ di Sofocle, guardandola. Scompare l’Eva biblica, mi sovviene la tragedia greca.

L’eroe greco da dieci anni abbandonato sull’isola di Lemno. Un cancro gli azzannava il piede, gli spurgava sempre. Non potevano concentrarsi sui riti, gli eroi. Con urlo bestiale, profanante paralizzava il campo.

L’esclusione, nell’isola deserta.

Sulla scogliera, a latrare, un buco di roccia, la casa, due stracci per la piaga. La flotta guerriera gli ha voltato le spalle, sparendo. Solo l’arco gli rimane, per il cibo, e la piaga- tremenda- compagna.

Ma Troia non cade senza l’infelice eroe, senza l’escluso.

Bisogna riportarselo a casa, con il suo piede, la sua cancrena puzzolente, le urla bestiali e con tutti gli onori dovuti! Destino, volere del Dio!
Come il femminismo, scaricato dalla flotta guerriera di ‘sinistra’, rudere smangiato da malattia bestiale.

Ma il capitalismo non cade, senza l’escluso.

Destino, volere del Dio.

Pas des Femmes, pas de Revolution!
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Nota: Lo scandaglio – modesto – nel privato di grandi personalità rivoluzionarie, non toglie nulla al loro onore rivoluzionario. Volutamente, ho accostato rivoluzionari e contro-rivoluzionari.

Nei due opposti, una medesima pratica. Il rapporto uomo-donna che non gira.
Il mio punto di vista è femminista, il comunismo al femminile.
Che non tollera più la Religione, in tutte le sue varianti, in qualunque forma ci è propinata,con le sue icone, i suoi autori, i personaggi sacri.

Dall’infanzia veniamo educate alla religione dell’amore. L’amore è il fine primario del nostro destino di donne. L’amore per la famiglia, per la Chiesa, per il Papa, per la Pace, per il Marito, per il Compagno. L’amore sacrificio, devozione, sublimazione.

Non ci si concepisce senza una religione. Al ‘divorzio’ amoroso, si accompagna anche il rimprovero, la non-comprensione del libero amore. Morto un Papa, se ne fa un altro! Perchè senza Papa, senza guida, devozione, sacrificio, una donna non deve stare. Bisogna che la chiesa maschile stia in piedi, appunto.
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1) De claris mulieribus, le donne illustri, di Giovanni Boccaccio, metà del’300, un catalogo di donne illustri, dall’Antichità. Forse il primo testo che affronta il problema dell’inferiorità intellettuale delle donne.

2) Vedi il post: ‘anche le donne oneste vanno in galera’, la visita della “moglie” di Bertinotti, solo in questa veste, alle carcerate di Rebibbia, 29 gennaio 2004

3) Rosa Luxemburg: Lettere a Leo Jogiches – Feltrinelli

4) Teresa Noce: Rivoluzionaria di professione – La Pietra, editore
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  1. Marcello
    12 Febbraio 2005 a 0:13 | #1

    Sono un compagno di Rifondazione Comunista. Un militante. Ho una compagna, che ovviamente, non può essere militante come me. Abbiamo la famiglia e due figli. Però io le racconto quello che faccio, quello di cui parliamo in Federazione.Per me,lei è compagna in tutto. Mi capisce, mi stima, comprende le esigenze politiche, sa che le riuioni si fanno di sera, non barbotta se non andiamo al cinema.Quando rientro vuole sapere ,per fare politica anche lei. Io però, sono uomo, oltre che compagno. Spesso ho ‘altre’ esigenze, non so che farci, ma la rispetto la mia compagna, lei credo lo sa, ma mi sta vicino,non mi asfissia mai,perchè sa che siamo sempre compagni, che tra noi c’è un qualcosa che mai ci separerà. Credo che le compagne, le vere, siano come la mia. Saluti.

  2. e.p.
    12 Febbraio 2005 a 11:41 | #2

    x Marcello. La summa dell’amore-compagno è l’amore Cenerentola!, senza neanche l’illusione della zucca, per un ballo nella vita! Non manca l’Annunciazione:il verbo dell’Arcangelo che porta alla Maria la buona novella. Non manca l’apprezzamento del patriarcato, con le evasioni istituzionalizzate, per i borghesi, e i militanti, affaticati dalla guerriglia politica e dalla moglie, venuta a noia. Ma vai al diavolo!

  3. compagno con la c maiuscola
    12 Febbraio 2005 a 13:46 | #3

    insomma non ti va bene niente, barricadera senza se e senza ma,… mah!

  4. s.b.
    12 Febbraio 2005 a 19:41 | #4

    Ha ragione e.p., eccome! Senza la partecipazione attiva, da protagoniste, delle donne, niente rivoluzione! Finchè rimarranno al carro dei mariti-compagni, invece di fare passi avanti, andremo sempre più indietro.

  5. e.p.
    13 Febbraio 2005 a 16:48 | #5

    al compagno con la C. maiuscola.Ah, la ‘barricadera’… mi tocca allora dire, proprio tutto, ma tutto dell’Amore-Compagno, la disgrazia maggiore che possa capitare ad una donna! Ritorna, tra qualche giorno, sul blog. A presto

  6. e.p.
    13 Febbraio 2005 a 17:02 | #6

    x s.b. La sala plaude, l’autrice sulla scena, il pubblico degli onesti-compagni vuole la sua parte di gloria, le sue declamazioni! Chi parla? Chi è il titolare di questa ennesima, ammuffita enunciazione? Saluti.

  7. paolaics
    13 Febbraio 2005 a 23:18 | #7

    ke avvilente il commento del rifondino marcello….:(( di certo la mogliettina ke nn si lamenta sarà anke contenta così..ma affermare ke sia la compagna ideale x l’homo politicus mi fa pena..ke vuoi dire marcello? ke se tutte le donne fossero come la tua nei Parlamenti nn ci sarebbero femminuccie fra i piedi??

  8. e.p.
    14 Febbraio 2005 a 2:22 | #8

    x Paola. Paola, Marcello, il linguaggio sincero dei bambini, che te la prendi? Pensa alle complicate ‘trame psicologiche’ delle vecchie guardie, la ‘militanza’ e tutte le sue incompatibilità, donne comprese, Ciao, a presto.

  9. ciiinziiiaaa
    2 Gennaio 2010 a 23:21 | #9

    con tutta onestà questo articolo è poco chiaro, poco comunicativo ed obiettivamente falso. saluti

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