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Porno made in Italy

15 Novembre 2004

Riporto l’articolo dell’Espresso sulla International Fair Erotic chiusasi ieri a Milano Lacchiarella. Non so se la vamp-ira erotica che aveva preannunciato la sua discesa a Lacchiarella sia venuta o meno.

Comunque anche senza di lei, l’industria a luci rosse, marcia bene, venti case di produzione cinematografica, un milione e mezzo di euro fatturati, eserciti di aspiranti ‘starlet’, abbondanti offerte di ‘lavoro’ nel settore.

L’industria del ‘sadismo culturale’ che ha come tema il disprezzo della donna, alla portata di ogni mister Stallone, è pienamente in linea con le violenze sessuali e gli accoppamenti di donne tanto di ‘moda’.

(di Monica Maggi)

“Tutto quello che si vuole sapere sul sesso sarà presto a disposizione del pubblico italiano: appuntamento a Milano, dal 12 al 14 novembre prossimo, alla Fiera dell’Erotismo. Sono previsti 8.000 metri quadrati nella località commerciale “Il Girasole” di Milano Lacchiarella. Moltissimi saranno gli ospiti italiani ed internazionali, e durante la manifestazione verranno elette le nuove starlet dell’anno e Mister Stallone, che dovrebbe soppiantare (almeno si spera) il mitico e già rimpianto Rocco Siffredi.

La prima edizione della Fiera dell’Erotismo è targata Delta di Venere, il portale italiano sull’erotismo; la mente ideatrice è Giuseppe Sbarra, che propone la sua creatura come una vera kermesse, fitta di spettacoli e show di qualità per il grande pubblico.

In realtà questa Fiera renderà ufficiale la posizione, ormai sempre più di maggior rilievo, che l’Italia ha acquisito nel mercato della pornografia.

Il programma della fiera prevede 3 giorni di esposizione aperta al pubblico, con orari dalle 14 alle 2 di notte nei giorni di venerdì 12 e sabato 13, e dalle 10 di mattina fino a mezzanotte nel giorno di domenica 14. Durante l’apertura sono programmati spettacoli di intrattenimento che si terranno esclusivamente sul palco. Sono previsti stand che copriranno l’intera gamma dell’intrattenimento per adulti: home video, lingerie, oggettistica, riviste e libri, televisione e internet.

Nel resto dell’Europa non mancano, da anni, appuntamenti fondamentali per gli operatori del settore: a Londra con Erotica, a Barcellona con il Ficeb e a Berlino con la Venus-Eroticmesse, certamente il più importante evento business to business europeo del settore. Per non parlare dell’Avn-Expo di Las Vegas, l’evento degli eventi, la madre di tutte le fiere campionarie dell’hard, a ridosso del quale viene consegnato (parallelamente a Cannes) anche l’oscar della cinematografia hard.

L’ingresso dell’Italia nel gotha hard era atteso da tempo, considerati anche gli introiti di un mercato sempre più rampante e solido.

“E’ impossibile sapere i fatturati globali dell’hard made in Italy – dice Silvio Bandinelli, uno dei più affermati registi del settore, e produttore cinematografico per la Showtime – perché non esistono statistiche, non esistono leggi che riconoscono e regolamentano la pornografia.

Un’azienda di distribuzione leader può fatturare da 800.000 al milione e mezzo di euro l’anno”. Ufficialmente esistono circa venti case di distribuzione cinematografica, ma sono meno di dieci quelle strutturate come un’azienda.

Nonostante fatturati invidiabili, quello dell’industria hard italiana è ancora visto come un parente di serie B. “Il nostro è un settore anomalo poiché ha una distribuzione davvero limitata, solo attraverso videoteche, sexy shop ed edicole che però non possono mostrare il prodotto. Siamo ghettizzati dalla società civile e questo pesa assai dal punto di vista economico. In America, per esempio, una società come Vivid (produzione e distribuzione film hard) ha avuto un grande sviluppo, anche dal punto di vista del management e del marketing, da quando è riuscita ad inserire il prodotto nei grandi canali della distribuzione”. Il mondo della pornografia è contraddittorio: se da un lato suscita critiche, il successo (e il guadagno) che promette mobilita masse di aspiranti attori e attrici. Che si illudono di diventare Rocco Siffredi o un alter ego della scomparsa Moana. In realtà quella della porno star è una vita “dura”.

Ancora Silvio Bandinelli: “Un attore o un’attrice non percepisce stipendio, ma esercita una libera professione. Buoni professionisti possono arrivare ai 70/100mila euro l’anno. Alcune attrici particolarmente belle e popolari possono arrivare a cifre superiori, aggiungendo anche gli introiti derivanti dagli spettacoli. Non esistono figure professionali specifiche del porno: operatori, tecnici luci, macchinisti sono liberi professionisti che talvolta si prestano al porno”.

Anche la carriera di una porno star è breve: per gli uomini e con l’ausilio di Viagra o simili, afferma Bandinelli, l’età si sposta tranquillamente oltre i 40.

Più breve quella delle donne, perché dai 30 anni in su ogni giorno può essere buono per smettere. Interrogato sui suoi segreti, Franco Trentalance (uno dei più famosi pornoattori italiani) descrive un panorama da forzato del sesso: set con riprese da 2 a 6 ore ininterrotte, da 90 a 100 scene l’anno, e partner che a volte non scaldano quanto servirebbe.

Anche per le attrici la vita del set porno non è una passeggiata: raramente raggiungono il piacere, iniziano giovanissime (un esempio la nostra Federica Zarri, da segretaria a sexy star a soli 23 anni) e devono essere molto abili per varcare soglie di teatro, tv o cinema serio, come Selen, Eva Henger o Ilona Staller.

Pietro Adamo, docente di storia moderna, da anni segue il fenomeno della pornografia. Recentemente ha pubblicato il saggio Il porno di massa, edito da Raffello Cortina, nel quale propone una ricostruzione storica del porno: dal suo inizio negli anni ’70, fino alle recenti affermazioni più estreme e violente del genere. “La pornografia è stata sdoganata e anche sdrammatizzata. Propone feticci che fanno sorridere e sognare, e un mercato del tutto simile a tanti altri”.

Un porno buono e che fa anche bene. Diversamente dalla dura vita di chi ne fa una professione, l’hard può essere anche un rivitalizzante della coppia. Lo dice il regista produttore Claudio Greco, che con la sua Fucsia Time recluta coppie che poi fanno sesso per i film che produce. Lo dicono anche gli esperti, che un pizzico di porno fa bene: una ricerca condotta dall’università di tecnologia del Queensland (Australia) su 1000 utenti dice che il sesso coniugale, con un filmino hard ogni tanto, ha più sapore.”
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Riferimenti: Sesso amaro

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  1. Chaplin Telkul
    15 Novembre 2004 a 12:57 | #1

    Credo sia senz’altro più gratificante rispetto al lavoro di una disgraziatina (magari sfatta e trascurata) che risponde al telefono per 800 euro al mese o attacca bottoni per 900.

  2. NNS
    15 Novembre 2004 a 13:31 | #2

    Si, credo che il problema sia più complesso di come lo presenti tu. Ricordo un articolo, non molto tempo fa, che riportava uno studio di settore dal quale risultava che le donne stavano acquistando rilevanza come consumatrici di porno (più o meno come gli uomini acquistano cosmetici). Mercati che afferiscono entrambi alla sessualità i quali si stanno velocemente omologando, a prescindere dal sesso del consumatore.
    Come ben sai la violenza c’è sempre stata, anche quando di pornografia proprio non si poteva parlare. Chi soffre di uno stato patologico prima o poi colpisce, la storia lo insegna.
    Considera, infine, un’altra cosa: il degrado della figura femminile va di pari passo con quella maschile ed alla fine ci troveremo a dar ragione a Ratzinger.

  3. Alessandra
    15 Novembre 2004 a 13:36 | #3

    Ciao Emma.
    Allora, adesso mi sono rotta e lo dico chiaro e tondo, senza mezzi termini: Chaplin Telkul sei un emerito imbecille-raccontacretinate-a-tutti-compreso-te-stesso (e anche peggio! perché non sai quello che dici)!
    Credo che la “disgraziatina”, come la chiami tu, senza ombra di dubbio sappia veramente cosa è il corpo, rispetto ad una pornostar la quale si butta, letteralmente, via.
    Il corpo non è un oggetto da usare a piacimento! Il corpo sei tu! E quando ti (lo) utilizzi per certe pratiche (nei film porno) non fai altro che svilire te stesso. Ecco, quindi, chiarito il motivo per cui ha successo. Si tenta ancora di ridurre la donna (attraverso l’utilizzo del suo corpo) ad oggetto per svilirla e renderla passiva nei confronti di questa società del cavolo.
    Il sesso non può essere disgiunto da tutti quei sentimenti (importanti e fondamentali, quali l’amore dell’altro) che fanno di una “creatura” un “essere umano”.
    Buona giornata a tutti.

  4. e.p.
    15 Novembre 2004 a 14:40 | #4

    x NNS. Caro Amico, so che la violenza sulledonne è anteriore alla ‘cultura del sadismo’. E come afferma Marx, (Per la critica della filosofia del diritto di Hegel, vol. Iv, Ouvres philosophiques,-Costes ed.) la vera differenza non èquella dei due sessi nell’uomo, bensì quella del sessoumano e del ‘sesso non umano’. Non si riferisce alla sessualità animale, ma per così dire alla Deleuze, alle’macchine desideranti’ nello stadio capitalistico dellasocietà. La donna è definita come ‘mancanza’ rispetto all’uomo, ma a sua volta l’uomo va definito come’mancanza’ rispetto alla donna, in un comune senso di’castrazione’. A mio avviso però, il vero riavvicinamento tra i sessi, in questa società non è possibile, dato il suo fondamento sulla proprietà privata. La contraddizione deve esplodere..e dopo, forse, potremo riconciliarci. Ciao.

  5. e.p.
    15 Novembre 2004 a 14:45 | #5

    Cara Alessandra, lascia perdere il Chaplin Telkul, il cui nomignolo, come vedi è già un programma! En avant!, dai, sul ridere, pensando a quanti bei posti di lavoro ci sarebbero a disposizione per noi, se tutte, anche le sgangherate e le pensionate ottantenni , potessero fare un pò di porno! Un abbraccio. A presto.

  6. e.p.
    15 Novembre 2004 a 14:51 | #6

    x Chaplin. Che tu sappia, è ancora vacante ilposto di Mister Stallone? Quello occupato dal mitico e rimpianto Rocco Suffredi? Prova, forse ti prendono, e potrai entrare anche tu nel Gotha dei ricchi, attraverso la finestra. Noi disgraziatine ci accontenteremo di guardare.

  7. NNS
    15 Novembre 2004 a 14:57 | #7

    Ciao, cara “dialetticatrice”,
    mi spari delle risposte che nemmeno con tre birre potrei mai digerire (sai, noi camionisti mancati che distinguiamo una ragazza dall’altra solo perchè c’è scritto il mese sopra…); lo sai che cerco solo di temperare un po’ le tue emozioni, e comunque leggendo il tuo post mi hai fatto tornare in mente un film assai simpatico, calendar girls, che forse hai visto.
    Tutto qua. Il numero è completo.

  8. Chaplin Telkul
    15 Novembre 2004 a 16:36 | #8

    Un grazie ad Alessandra & C. per il loro garbato esempio di rispetto del parere altrui. Esempio che, se vogliamo, è la cartina di tornasole di quanto da me sostenuto in precedenza.

  9. e.p.
    15 Novembre 2004 a 19:07 | #9

    x NNS. Caro Amico, pour ‘relooker’ il calendario , in ricordo e in onore del ‘caro estinto’, mancherebbero altre undici ultracinquantenni ‘pin-up’ per le opere pie,e non si sa dove trovarle!

  10. Chaplin Telkul
    15 Novembre 2004 a 19:22 | #10

    P.S.: cara Alessandra, perché ti scaldi così? sei forse un tantinello inguardabile e/o eurotartassata?

  11. Alessandra
    15 Novembre 2004 a 21:00 | #11

    Nessuna delle due, Chaplin.
    Capisco soltanto ora, dopo aver letto di qua e di là i tuoi commenti e i post, che le tue sono provocazioni.
    E’ vero, ho sbagliato ad attaccarti in quel modo, lo ammetto, però la tua ironia era del tutto fuori luogo.
    Ci vuole serietà, non provocazioni buttate lì per indurre gli altri ad una reazione. La vita è una cosa seria, e anche parlare di vita è una faccenda seria, non un giochetto.
    Domandati: perché ho bisogno di attaccare gli altri e mettermi sempre in op-posizione? E’ davvero il mio essere autentico che si esprime, oppure il bisogno di trovare chi mi ascolta (in un modo o in un altro, a costo di andargli contro ed offenderlo e quindi non essere indifferente agli altri).
    Buona serata.

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