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Avezzano: No al sessismo! No alla scuola coranico-cattolica! Via la Moratti!

13 Ottobre 2004


E brave le giovani di Avezzano! Tutte a scuola con il velo!

Date una bella lezioncina al vostro preside!

A questo ‘imam’ che va propagandando, con le sue circolari, la ‘summa’ dell’ABC del sessismo: ‘il calore delle femmine’, traviamento universale del maschile, attentato alla moralità, al buon gusto e al decoro.

Vale a dire che il corpo femminile, di per sè, in quanto tale, con la sua materialità e la sua carne, è peccaminoso.

Esso può suscitare sempre uno sguardo maschile turbato, un desiderio vagante, una immagine ossessiva, che investendolo, lo rende oggetto di concupiscenza.

Poichè il corpo di una donna appartiene, storicamente, in regime di proprietà privata, ad un maschio, padre, fratello, marito, e il suo possesso genera concorrenza tra i maschi e disordine sociale.

Il corpo femminile va dunque coperto il più possibile, in nome del pudore, vera difesa da questa minaccia sociale e in nome della ‘vergogna’ della propria nudità, quale sentimento perenne della caduta originale della donna e della sua impurità.

Dunque, marchiando il femminile con il burka, anche il maschile si è marchiato.

La concezione coranico-cattolica, con il suo disprezzo e, al contempo, paura della donna, è alla base anche della titolata circolare moralista del preside di Avezzano.

La devalorizzazione del femminile, attraverso il corpo, fa parte dell’aria che si respira tutti i giorni, tanto è diluita e diffusa ovunque. Assume forme talmente diverse e socialmente impercettibili, che chi osa sollevare la questione, appare ‘out’.

Il primo argomento contro è di tipo geografico: “Cosa diresti se fossi in Afghanistan, in Algeria o in Iran! Via, siamo in Italia, in un paese democratico e libero!” Insomma sarebbe come, quando ci si rompe un piede e fa male, sentirsi dire: “Ma non lamentarti, potresti avere un cancro diffuso in tutto il corpo!”

Il secondo è di tipo storico: “Ma dai, non ti rendi conto, sei fuori dal mondo! Prima del voto, l’aborto, la pillola, avresti avuto ragione a prendertela, ma adesso …” Come se, dovendo vivere con un salario minimo, fosse sbagliato lamentarsi di non riuscire a sopravvivere.

Il bagaglio di insulti quotidiani contro di noi talmente diffuso, a tutti gli azimuts e in tutte le stagioni, è la prova tangibile del sessimo quotidiano a tal punto da costituire l’arsenale di base della violenza sessista.

Giovani liceali, copritevi dunque le natiche, fatelo, più che per i vostri compagni di classe, per il vostro preside e i vostri virtuosi professori, che turbati da un pò di ciccia di deretano, temono funeste conseguenze per il loro floscio, vecchio, arnese!
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Riferimenti: Una burka sul sedere

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  1. Alessandra
    15 Ottobre 2004 a 20:53 | #1

    Ciao…
    Emma, sono senza parole, disgustata per come si parla delle donne, ancora adesso.
    Quando non offri il tuo corpo all’uomo, e magari vorresti intrattenere con lui soltanto un rapporto di amicizia, sai qual è il minimo? Che tu sia il bersagio di accuse orribili, come quella che: “dato che non me la dai, sei una puttana”. E vi è in ciò una contraddizione così evidente che nessuno, però, la “vede”, abbagliati come siamo dalla brama resa cieca da una cultura fallocentrica schifosa!
    Perché c’è sempre in bocca all’uomo questo termine “puttana”… perché, ti prego, dimmi che ci sono uomini che considerano la donna un soggetto, anche quando questa rifiuti di unirsi a loro. Perché c’è la necessità di ridurla a oggetto, associandola alla merce e alla mercificazione!!!

    Un saluto (scusa, ma ho una tale rabbia che mi riesce sempre più difficile controllarmi).

    Alessandra M.

  2. e.p.
    16 Ottobre 2004 a 23:35 | #2

    Cara Alessandra, la tua rabbia è la mia, siamo già una forza! Ciò che mi dici è un esempio di violenza machista, di cui l’insulto gratuito è l’arsenale di base. ‘Puttana’,però, va al di là dell’insulto, e nel mercato della prostituzione,definisce lo schiavismo sessuale della donna. Chi osa dire ‘no, perchè no,!’è puttana in quanto ribelle, e il sessismo maschile la vorrebbe vedere precipitare sul mercato del sesso, dove per denaro, non esiste il ‘no!’.Chez-nous, in France, esiste,fra i tanti, un agguerrito movimento femminista ,Les Chiennes de garde,che per salvaguardare la dignità femminile, sono passate all’attacco, con azioni pratiche contro il sessismo quotidiano. Ciao, a presto, un caro,caro abbraccio.

  3. s.b.
    19 Ottobre 2004 a 1:17 | #3

    Riporto quanto detto da una studentessa 15nne di Roma al suo professore: “Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l’ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile. Mi fanno ridere le mie amiche che discutono se nella loro comitiva è meglio quel ragazzo moro o quell’altro biondo. Non cambia niente, sono due nullità identiche. Noi possiamo solo comprarci delle mutande uguali a quelle di tutti gli altri, non abbiamo nessuna speranza di distinguerci. Noi siamo la massa informe”. C’è di che riflettere.

  4. Alessandra
    19 Ottobre 2004 a 15:41 | #4

    Infatti, a noi non è permesso distinguerci, altrimenti siamo “strani” e “loro” anche, certo, però “loro” sono “artisti”, quindi a “loro” tutto è permesso. Noi, invece, siamo deviati, se ci distinguiamo, siamo malati e in quanto tali dobbiamo essere rimessi in carreggiata. E’ un DOVERE della società, ricondurci sui binari giusti. Poi, chi se ne frega se per fare ciò ti viene strappata via l’anima e consegnata ad estranei che pretendono di sapere cosa è giusto…
    L’anima… quella parte di noi così intima, che dovrebbe essere preservata dal massacro che ogni giorno la nostra cultura impone…

    Buona giornata.

  5. Alessandra
    19 Ottobre 2004 a 15:43 | #5

    Emma grazie per tutte le informazioni che mi dai.
    Un abbraccio.

  6. e.p.
    20 Ottobre 2004 a 3:23 | #6

    Cara Alessandra, più che un dovere della società, è compito di noi donne farci rispettare, come si deve, sempre, ovunque! Per rovesciare il sessismo, bisogna rovesciare questo sistema su cui esso affonda le radici. Ciao, un forte abbraccio.

  7. Dario de Judicibus
    15 Dicembre 2004 a 15:24 | #7

    Sono d’accordo che bisogna opporsi al sessismo, ma da qualunque parte provenga. Il maschilismo è sessismo, ma lo è anche una certa forma di femminismo che non cerca il confronto paritario ma il semplice privilegio. Alcune di queste “femministe” affermano che tale atteggiamento è giustificato da millenni di maschilismo ma, anche se questo sarebbe umanamente giustificabile, è inaccettabile sul piano del principio. Primo, perché ognuno di noi, maschio o femmina, giovane o vecchio, ha dovuto provare sulla propria pelle una qualche forma di ingiustizia. All’ingiustizia bisogna reagire con la giustizia, anche con la lotta, se necessario, ma colpendo il nemico, non facendo di tutti quelli che non la pensano come noi un nemico. C’è differenza. Secondo, perché il privilegio crea altra ingiustizia e di conseguenza altro desiderio di rivalsa, in un continuo alternarsi di odio e di lotta. Questo genera una faida e non porta ad avere un mondo migliore. Il fine ultimo di chi combatte per qualcosa in cui crede è che non ci sia più bisogno di combattere. A volte tuttavia la lotta diventa il fine ultimo e ci si dimentica persino del perché si stia lottando. Terzo, perché a quelle “femministe” in realtà non interessa davvero lottare per le donne, ma solo per se stesse. Pensa solo alle donne in politica. Qualche tempo fa il Ministro per le pari Opportunità propose alle donne di votare solo per altre donne. Non successe. Perché? Perché le nostre elettrici sono molto più intelligenti delle nostre donne in politica. Votano per chi ritengono di dover votare, e così come io posso, e ho fatto in passato, votato per una donna, una donna può decidere di votare per un uomo. Si vota in base ad ALTRE considerazioni, non al sesso. Ma questo l’attuale Ministro NON è in grado di capirlo.

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