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Marketing islamico: per l’Islam le donne sono sacre!

24 Settembre 2004

Nervosa, in attesa di sapere che fine hanno fatto le due pacifiste italiane, sento dire dagli Ulema che per l’Islam le donne sono sacre, che non può succedere loro nulla di male.

Ah si,sacre? Certamente, sotto il velo, perchè acquistano un valore di mercato, sono oggetti di scambio tra gli uomini, padri, fratelli, futuri mariti. Sono i beni dei maschi musulmani, e la ‘sacralità’ della donna è il bene, per lei, di appartenere a colui che la possiede.

Attorno al ‘mercato’ delle donne si è costruita la società islamica, e la donna è il primo bene che un musulmano, padre, fratello, marito possiede, da esporre sul marché riservato ai soli musulmani. Garante di questo mercato è il velo, il velo che una donna ha la ‘libertà di portare, ma non la libertà di non portarlo.

Non vi sono bastate le “midinettes” islamiche sulla scena mediatica a fare marketing per il velo in tutta Europa: il velo è la mia religione, la mia cultura, la mia identità. E’ il segno del pudore, del rispetto di sè, della sottomissione a Dio, è un dovere religioso inscritto nel Corano, il simbolo della fede religiosa islamica, è la mia libertà, la mia apertura agli altri, è una mia scelta …

Non vi sono bastati gli ‘intellettuali’ che evocano il ‘diritto alla differenza’, la libertà culturale, la difesa della società multiculturale, la libertà religiosa, la libertà individuale.

Avete detto di tutto. Ora parlate anche di emanicipazione della donna musulmana nella società islamica,di sacralità femminile.

Le leggi islamiche, voi dite,la proteggono dalla decadenza toccata alla donna occidentale, dal modello di una emancipazione che ha reso, secondo voi, la donna occidentale vittima della pornografia, del mercato pubblicitario, della deviazione omosessuale. Invece, sotto il velo, al riparo degli sguardi maschili e dalla sua ‘impurità ‘, essa è rispettata, addirittura sacrale, purchè la sua libertà non vada al di là del tessuto che ha sulla testa.

Questa sarebbe la libertà,l’emancipazione della donna?

Di essere maritabile all’età di 9 anni, di far parte di una poligamia haremica, di essere ripudiata, lapidata, sfregiata, mutilata, sgozzata se trasgredisce le regole giuridico-politiche islamiche? La libertà di ‘abitare il velo’ per tutta la vita e solo, esclusivamente, in questa gattabuia, poter sopravvivere?

Il vostro regime obbliga centinaia di milioni di donne nel mondo, a colpi di kalachnikov, a portare il velo, simbolo della loro inferiorità giuridica, sociale, esistenziale, della sottomissione al maschio, della riduzione ad oggetto sessuale.

Porci teologi, mullah, ulema maledetti!

Tenetevi il vostro orrore: io spero che la Storia possa dare alle donne dei vostri paesi la possibilità di tagliarvi presto la gola.

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  1. Elemir
    24 Settembre 2004 a 16:31 | #1

    Anche se sei un po troppo dogmatica per i miei gusti, comunque ti ammiro e ti rispetto. Per lo meno mi sembri una delle poche persone lucide, chiare comuniste rimaste. Il resto della ciurma si é bevuto il cervello con gli incensini e le nenie new age, e la cucina etnica (tra l’altro molto buona per alcune cose). Almeno si dovrebbe urlare nei cervelli dei rincoglioniti che la religione é l’oppio dei popoli e che i nuovi nazisti in gonnella sono pari se non peggiori delle SS. Un saluto a pugno chiuso…(ma si usa ancora? o mi arrestano?)

  2. Elemir
    24 Settembre 2004 a 16:33 | #2

    Aggiungo al tuo post anche i 225 milioni di donne infibulate…e qualche coglione di sinistra ha il coraggio di chiamare questa pratica “cultura”…cazzo si sono proprio bevuti il cervello a furia di farsi le canne!
    Un saluto.

  3. Alessandra
    24 Settembre 2004 a 17:39 | #3

    Al diavolo le buone maniere!
    Chi tratta la donna come un oggetto c’è poco da dire… è un imbecille che è allo scuro di ciò che è: un essere umano! Pensate, ha il cervello delle scimmie! Sì, perché tratta anche se stesso come oggetto. Mi dite, ad esempio, per quale stramaledetto motivo da un oggetto (quale dovrebbe essere la donna!!!) esce fuori un essere umano (se maschio) e un oggetto (se femmina)? Insomma, ma che cavolo, uno ce l’ha scritto in fronte che è (a seconda dei casi) un essere umano o un oggetto (come “cosa”)…
    C’è qualcosa che mi sfugge?
    La verità è che SIAMO NOI che DISTINGUIAMO!!! NOI ESSERI UMANI!!!
    La natura ci vuole TUTTI ESSERI UMANI e noi, siccome siamo più intelligenti (!) le diciamo che le cose non stanno così!
    Ma vadano a quel paese tutti quelli che ancora distinguono!
    Ciao (e scusa lo sfogo)

  4. e.p.
    25 Settembre 2004 a 3:03 | #4

    x Alessandra.Per nascita dovremmo essere tutti uguali,essere umani,uomini e donne. Socialmente no. Noi non abbiamo voluto la diversità, ce l’hanno imposta.Ciao. A presto

  5. e.p.
    25 Settembre 2004 a 3:07 | #5

    x Elemir. Saluti comunisti (a pugno chiuso). Grazie per leggermi, condivido ciò che dici,mi piace come lo dici. Forse il mio ‘dogmatismo’ è parlar chiaro,senza mezzi termini,senza peli sulla lingua. Ciao, a presto,aggiungo saluti femministi!

  6. 25 Settembre 2004 a 18:05 | #6

    è la prima volta che capito qui.
    grazie.

    sul tema, le donne islamiche…se ha senso dire le donne islamiche…che fanno o cosa possono fare? cosa pensano e cosa potrebbero pensare se non ci fossero dei regimi.
    e allora, cosa pensavano quando non c’erano dei regimi, quando a theran al giovedì sera si festeggiava ed al venerdì si andava a sciare sui monti…quando a karaci,inizio’70 si girava senza timore in minigonna…
    cosa è successo negli ultimi 35 anni?

    pugno

  7. e.p.
    26 Settembre 2004 a 5:13 | #7

    x mà. In Iran,la controrivoluzione islamica ha ingabbiato le donne nel velo,da cui non pssono uscire, pena la morte. Il velo è il segno dell’appartenenza ad un padre,fratello,marito o maschio, che in quanto musulmano esercita un diritto di proprietà sul corpo e la volontà della/delle donne che gli appartengono. L’imperialismo iraniano islamico ha affiancato l’altro polo imperialista islamico: l’Arabia Saudita. Attorno a questi due satellitano tutti i vari stati ‘islamici’ o potenzialmente islamici, o in via di formazione, e le colonie islamiche dei paesi europei,veri e propri canali di penetrazione del capitalismo petro-islamico. Ciao. A presto

  8. 14 Giugno 2009 a 10:50 | #8

    Benissimo, d’accordo sul tagliare la gola a chi costringe le donne a portare il velo (a patto ovviamente che siano queste donne stesse a decidere tempi e modi della loro rivolta), ma spiegami come fai a stabilire una connessione netta e precisa tra questa situazione e quella di tante altre donne che (soprattutto qui in Europa) indossano il velo con una valenza politica e identitaria completamente diversa. Tento di riprendere il filo del commento lasciato da Florèal nel mio blog a questo post:
    http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/2009/05/protesta-con-veli-e-kefiah-nella-reggia.html
    alla quale ho appena risposto

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