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Sbaraccare subito dall’Irak! Berlusconi & c. vadano loro come volontari!!

23 Settembre 2004

Via subito dall’Irak!! Via questo governo assassino e guerrafondaio! Spedire Berlusconi e soci in Irak, visto che ci tengono tanto!!

Tutti in piazza: Un solo grido, una sola volontà:

Non siamo, non vogliamo essere, complici del massacro del popolo irakeno! Non siamo, non vogliamo essere, complici dello sgozzamento di vittime innocenti! Lasciamo Usa e Gb nel loro brodo di sangue! Via, via subito!

Riporto dal blog l’ Internazionale questo lucido articolo sulla situazione oggi in Irak. Le notizie si riferiscono agli ultimi avvenimenti di settembre.

“A seguire le notizie propalate da radio, Tv e quotidiani nostrani, la guerra all?Irak sembrerebbe scomparsa: sarebbe stata sostituita da rapimenti, sgozzamenti e attentati terroristici, il cui mandante ultimo è, ovviamente, Bin Laden, cioè la personificazione del Male. Siamo di fronte ad una delle più colossali campagne di disinformazione e tentativo di rincoglionimento delle masse mai vista finora. Infatti, nella realtà, la guerra di aggressione imperialista Usa-Gb-Italia ecc. (la coalizione del Bene) prosegue inesorabile e spietata, mietendo vittime civili ogni giorno (pare che siamo a quota 30.000), delle quali noi non veniamo a sapere né il numero esatto, né nome cognome età, né tanto meno vediamo le loro foto, né vengono intervistati i loro parenti. Non sono nulla. Non sono esseri umani. Valgono meno delle pulci. Vanno schiacciate senza pietà e, soprattutto, senza fare rumore, mediatico s?intende.

Abbiamo setacciato le notizie degli ultimi giorni e, a gran fatica, abbiamo rintracciato qualche lembo di informazione sul reale andamento della guerra, in un oceano di dispacci, commenti, talk show dedicati oramai solo ed esclusivamente a rapimenti e attentati.

Tall-Afar, Falluja e Samarra. Queste le tre città irachene da oltre ventiquattro ore sotto il tiro della coalizione, che cerca di imporre il controllo militare e di insediare il governo ?legittimo?. Operazioni cruente: decine e decine i morti e i feriti in raid aerei su Falluja, e nei bombardamenti della notte contro Tal-Afar, 450 chilometri a nord di Bagdad. Un gruppo, che sostiene di essere legato ad Abu Musab al Zarqawi, ha diffuso oggi attraverso un sito internet islamico la notizia che proprio a Tall-Afar quattro suoi combattenti sarebbero stati uccisi. Zarqawi, giordano, è ritenuto luogotenente di Bin Laden in Iraq e responsabile di numerosi attentati. Sulla sua testa gli Usa hanno messo una taglia di 25 milioni di dollari.

Samarra. Nella città del “triangolo sunnita” le forze Usa sono entrate oggi con l’avallo delle autorità locali e l’accordo della guerriglia. Carri armati e blindati si sono posizionati davanti al palazzo del sottoprefetto, supportati dall’aviazione.

Tall-Afar. I bombardamenti sono cominciati verso le 2 ora locale (mezzanotte in Italia), ed erano ancora in corso sette ore dopo. Scontri anche tra la forza multinazionale e guerriglieri nei quartieri di Hassa Koi e Serrai: secondo fonti ospedaliere almeno 45 persone sono rimaste uccise, e 80 ferite. La Forza multinazionale ha comunicato di aver lanciato l’operazione a Tall-Afar (che conta 150 mila abitanti, in maggioranza turcomanni sciiti, con una minoranza araba sunnita e sciita), insieme con la Guardia nazionale irachena, “per liberare la città dal terrorismo, ripristinare la sicurezza e permettere al governo legittimo di potervisi insediare”. I comandi Usa hanno chiesto alla popolazione di lasciare la città.

Falluja. Tra gli otto e i dodici iracheni, tra cui quattro bambini e due donne, sono stati invece uccisi e diversi altri feriti – tra i nove e i sedici – in un raid aereo Usa condotto in nottata su Falluja. L’aviazione aveva ripreso ieri sera gli attacchi contro la città, dove lunedì l’esplosione di un’autobomba era costata la vita a sette marines. Bersaglio dell’attacco della scorsa notte, ha riferito il Comando Usa, “un edificio frequentato da terroristi”. Tre complici di Zarqawi vi sono stati segnalati. Nessun’altra persona era presente al momento dell’attacco”.

Bagdad. A nord-ovest della capitale, presso la famigerata prigione di Abu Ghraib, tre iracheni sono morti e due militari americani sono rimasti feriti nell’esplosione di una bomba al passaggio di un convoglio della forza multinazionale. Lo ha reso noto oggi una fonte Usa, precisando che l’attacco è avvenuto ieri mattina, mentre ieri sera un altro soldato americano era morto e sette suoi commilitoni erano rimasti feriti in un incidente stradale presso Baquba, a nord della capitale.

I morti iracheni, bilancio. Solo a Bagdad, dall’inizio del conflitto, gli iracheni morti sono oltre diecimila. E le stime, per tutto il Paese, giungono a decine di migliaia: si azzarda il calcolo di 30 morti iracheni per ogni militare della coalizione. Dalla capitale irachena, l’agenzia Ap riferisce che, nella clinica Sheick Omar, un registro dei decessi conta 10.363 morti, nell’area urbana e periferica, dal 19 marzo 2003 a ieri. Sono vittime di attacchi aerei e scontri, ma anche di attentati e atti di violenza. Non ci sono dati affidabili per il resto del Paese, ma è probabile che zone come Tikrit, Ramadi, o Najaf e l’area sciita, teatri degli scontri più sanguinosi, abbiano pagato tributi di sangue anche maggiori.

Amnesty International ha contato, basandosi su informazioni di stampa, oltre 10 mila vittime tra i civili iracheni nel primo anno del conflitto. Per Iraq Body Count, altra organizzazione umanitaria, il numero oscilla tra 11.793 e 13.802, ai quali vanno aggiunti gli iracheni caduti in armi, soldati regolari o guerriglieri. E la sede di Bagdad di Human Rights Organization arriva a contare oltre 30.000 vittime civili. (9.9.04)

Una battaglia a Bagdad, iniziata all’alba e andata avanti per ore. E poi Ramadi, Hilla, Mossul, Balab, Samarra, Amariya. Da nord a sud, per l’Iraq, quella di oggi è stata un’altra giornata di sangue. Una delle più violente, con attacchi e imboscate, autobombe e colpi di mortaio. Nella capitale, forze Usa e guerriglieri hanno ingaggiato una lunga battaglia, che si è conclusa con un bilancio pesantissimo: 22 morti e una sessantina di feriti. Il tutto, mentre il primo ministro iracheno Iyad Allawi tirava le somme delle vittime degli atti di terrorismo che si sono abbattuti sul paese dopo la fine ufficiale della guerra: tremila morti e 12 mila feriti

Bagdad. Alba di sangue nella capitale irachena, iniziata quando un’espolosione ha scosso la Green Zone, l’area dove si trovano i palazzi che furono di Saddam, e oggi ospitano gli uffici della coalizione. Le forze Usa hanno lanciato un’offensiva per riprendere il controllo delle zone in mano ai miliziani. E’ stato uno dei più intensi combattimenti degli ultimi mesi: i guerriglieri hanno sparato una decina di razzi e colpi di mortaio intorno alla Green Zone. E ancora: due agenti di polizia e un ragazzino di 12 anni sono stati uccisi da un autobomba fatta esplodere lungo un’autostrada nella parte occidentale della città.

Morte in diretta. La battaglia di Bagdad è costata la vita anche ad un giornalista palestinese della tv al-Arabiya. Mazen al-Tomeizi, 26 anni, originario di Hebron, corrispondente di al-Arabiya e anche collaboratore della tv saudita Ikhbariya, stava raccontando davanti al cameraman l’esultanza della folla intorno a un blindato Bradley, americano, distrutto durante gli scontri (i quattro soldati a bordo sono rimasti feriti e tratti in salvo dai commilitoni). Ad un tratto un elicottero Usa ha aperto il fuoco. Terribili le immagini: il giornalista viene colpito, il sangue imbratta l’obiettivo della telecamera, intorno si sentono grida ed esplosioni. Insieme ad al-Tomaizi sono morte altre 13 persone, 55 sono rimaste ferite. Fra queste, anche un cineoperatore iracheno dell’agenzia Reuters e un fotografo, anche lui iracheno, dell’agenzia Getty.

Ramadi. Soldati americani e miliziani si sono affrontati in una battaglia innescata, prima dell’alba, da colpi di mortaio che si sono abbattuti sulle postazioni della coalizione. Violentissimi scambi di fucileria, per oltre un’ora, nel centro della città: il bilancio è di una ventina di morti. La Guardia nazionale irachena ha sigillato le strade della cittadina. (12.9.04)

Dopo gli scontri violenti di ieri a Bagdad, oggi gli attacchi delle forze americane si sono concentrati su Falluja, con un nuovo, drammatico bilancio: fra 15 e 20 iracheni morti, altri 20 feriti.

Nella città sunnita, 50 chilometri a ovest di Bagdad, i carri armati Usa hanno aperto il fuoco alle 4 del mattino (le 2 in Italia). E sempre all’alba un aereo ha effettuato un’incursione sul quartiere Al Chourta, distruggendo una casa e danneggiandone altre due. Quattro persone hanno perso la vita quando un altro missile, sganciato da un caccia, ha raggiunto la vettura sulla quale viaggiavano, su un’autostrada a ovest di Falluja.

Nel corso dei bombardamenti, durati un paio d’ore, i militari Usa, per mezzo di altoparlanti, hanno invitato la popolazione a cooperare e ad “espellere i terroristi dalla città “: secondo rapporti dei servizi statunitensi, infatti, nella città, roccaforte del cosiddetto “triangolo sunnita”, si radunerebbero collaboratori e alleati del terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi, ritenuto il numero uno di Al Qaida in Iraq, e proprio durante l’attacco notturno – spiega una dichiarazione Usa – sarebbe stata in corso una riunione di suoi fedelissimi.

Le vittime. Il bilancio degli attacchi a Falluja parla di 15-20 morti. Secondo Tamim Amjad, medico dell’ospedale locale, fra le vittime ci sono donne e bambini. Un impiegato del cimitero ha parlato anche di “un autista e due infermieri”, sepolti oggi con gli altri. E se gli iracheni affermano che si tratta, per tutti i casi, di civili innocenti, i militari americani replicano che i numeri delle vittime sono “gonfiati ad arte” dai locali, e ribadiscono che in ogni caso sono stati colpiti solo “terroristi”. (13.9.04)

Falluja. Decine di morti e feriti. Sessanta guerriglieri uccisi secondo l’esercito Usa, che stanotte ha lanciato una pesante offensiva con raid aerei nella zona di Falluja nel tentativo di decimare l”esercito’ fedele al superterrorista Abu-Musab al-Zarqawi. Obiettivo, un edificio a Qurush, sulla strada per Bagdad, dove al momento dei bombardamenti secondo le stime americane erano presenti una novantina di guerriglieri.

L’esercito Usa ha detto di aver attaccato Falluja e dintorni, dove si concentra la guerriglia sunnita antiamericana, con il consenso del governo iracheno. Ma nei violentissimi attacchi ci sarebbero molte vittime civili, tra cui donne e bambini.

Fonti ospedaliere hanno riferito che aerei Usa hanno bombardato il villaggio di Zoba, 10 chilometri a sud di Falluja, uccidendo 32 persone tra cui donne e bambini. Ben tredici case sono state rase al suolo e molte persone sarebbero ancora intrappolate sotto le macerie. Secondo fonti del ministero della Sanità iracheno, invece, i morti sarebbero 44 – la maggior parte civili, tra cui donne e bambini – e i feriti 27.

All’alba nuovi combattimenti erano scoppiati nel centro di Bagdad quando truppe Usa e irachene avevano avviato un’operazione nella zona di Haifa Street, un quartiere roccaforte dei ribelli chiamato la ‘Piccola Falluja’. La zona era stata isolata dalla polizia e tiratori scelti avevano preso posizioni sui tetti delle case. Una fonte del ministero dell’Interno ha precisato che intorno alle 6:15 (le 4:15 in Italia) è stata effettuata l’esplosione controllata di un’autobomba scoperta in precedenza, cosa che ha spiegato la forte esplosione udita stamani provenire dalla stessa zona. Haifa Street è considerata uno dei feudi dei sostenitori dell’ex presidente Saddam Hussein ed è stata teatro di numerosi scontri a fuoco.

Intanto i raid americani attirano le pesanti critiche del Consiglio degli ulema, principale organizzazione religiosa sunnita dell’Iraq: secondo un responsabile gli Stati Uniti ostacolano la liberazione degli ostaggi francesi in Iraq – i due giornalisti Christian Chesnot e Georges Malbrunot – “perché ogni volta che ci avviciniamo a una soluzione, (gli americani) spingono verso l’escalation militare”.

Mohamed Ayach al Kubaissi, rappresentante del Consiglio all’estero, ha sottolineato che “per la liberazione degli ostaggi è necessario un clima di sicurezza che non si è più visto da quando abbiamo ottenuto i primi segnali positivi per ottenerla”. (17.9.04)

Nuovo duplice attacco aereo Usa su Falluja. Al mattino i jet americani hanno colpito obiettivi nella roccaforte della guerriglia sunnita uccidendo tre iracheni e ferendone almeno altri quattro, hanno riferito vari testimoni. Alcune autovetture sono state investite dall’esplosione di un missile e un uomo e’ morto e altri quattro o cinque sono rimasti feriti. In un secondo attacco sono morte altre due persone. Nelle 24 ore precedenti agli ultimi attacchi erano rimasti uccisi sette iracheni e altri 14 erano stati feriti dai bombardamenti Usa contro presunti obiettivi della guerriglia vicina al superterrorista Abu Musab al-Zarqawi. (AGI, 20.9.04)

Samarra. Due civili iracheni, fra cui un bambino, sono stati feriti nei pressi di Samarra da soldati statunitensi che hanno sparato contro la loro auto.Le autorita’ militari americane hanno che spiegato che il conducente della vettura non ha obbedito all’ordine di fermarsi ad un posto di blocco. I due feriti sono stati trasportati in un ospedale militare. (22.9.04)

(dal sito l’Internazionale)
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Riferimenti: L’Irak non ci sta

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  1. ilmarz
    23 Settembre 2004 a 16:02 | #1

    aiutami anche tu allora per la colletta…vai sul mio blog

  2. e.p.
    23 Settembre 2004 a 16:54 | #2

    Caro amico, ho visitato il tuo blog e ti ho lasciato un commento. Come può questo pugno di guerrafondai imporci la propria politica di guerra? Spediamoli in Irak come cadeaux per il popolo iracheno! Berlusconi,Fini e soci, via tutti su una carretta del mare e speriamo che crepino durante il viaggio!

  3. piero
    24 Settembre 2004 a 0:45 | #3

    Personalmente dissento dal ritenere gli americani i cattivi della situazione.Magari se i vostri affetti fossero stati atrocemente dilaniati non so a Milano Palermo o Roma,la pensereste in maniera diversa e avreste di sicuro un senso di appartenenza alla vostra civiltà che adesso non dimostrate.Prendo le distanze da persone che scrivono blog del genere,è una giaculatoria della quale non se ne può più.

  4. e.p.
    24 Settembre 2004 a 2:06 | #4

    x Piero. L’unica civiltà a cui sento di appartenere deve ancora venire. Ti lascio la civiltà dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. E’ tutta tua.

  5. TNT
    24 Settembre 2004 a 11:21 | #5

    sono stato censurato ma ribadisco quello che scrissi ieri: ritiriamo l’esercito e mandiamogli un po’ di carne da piazzata, che quella, tanto, è sacrificabile.

  6. e.p.
    24 Settembre 2004 a 12:41 | #6

    x TNT. Spero che ‘la carne da piazzata’ possa fare pulizia etnica e cannibalica, convertendosi,a giustizia fatta, al vegetalismo. Te voilà bien emmerdé!

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