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Animalismo e mercantilismo

7 Maggio 2004

I problemi degli animali, almeno di quelli che vengono a contatto con l’uomo, sorgono, a mio parere, dalla mercificazione. La riduzione in merce (unione di valore d’uso e di valore di scambio) degli animali spiega e comporta tutte le nefandezze da parte dell’uomo “civile” nei loro confronti. Che si tratti di “abbandono” di cani e gatti; passando attraverso le varie forme di maltrattamento; l’allevamento in batteria; il trasporto compresso; l’allevamento artificiale a fini commerciali (es. pellicce); la caccia; il loro utilizzo come cavie da laboratorio; fino alla vivisezione e alla macellazione sistematica di massa; ognuna di queste aberrazioni (e tutte quelle non menzionate) trovano la loro origine nella mercificazione animale.

Fin tanto che si considererà il mondo animale come un immenso magazzino (inesauribile) di merci che si muovono, gli animali verranno venduti, comprati e, una volta entrati nel patrimonio dell’acquirente, usati come meglio si crede e, infine, “gettati” nella spazzatura, ad libitum.

Gli animali non fanno la storia, la subiscono. Non essendo in grado di produrre in modo associato, come fa l’uomo, le proprie condizioni di vita, hanno pochi o nessun mezzo per impedire la propria riduzione in merce. Pertanto, è dallo stesso uomo che, ad un certo livello di sviluppo delle forze produttive, della elaborazione e della sensibilità culturali, inizia a sorgere e svilupparsi prima un sentimento di ripulsa verso le forme più abiette di maltrattamento animale, fino ad una vera e propria concezione solidaristica che parte dal riconoscimento di “diritti animali”, per giungere ad immaginare (e favorire) una loro “liberazione”.

Tuttavia, sia i diritti sia, soprattutto, la liberazione animale, sono strettamente legati alla difesa dei diritti dei lavoratori (in quanto forza-lavoro mercificate) e alla lotta per l’emancipazione dell’umanità dalla schiavitù del lavoro salariato ed il superamento del sistema mercantile.

Quando il prodotto del lavoro associato sarà solo ed esclusivamente valore d’uso per tutta la società, e non merce privatizzata, gli animali verranno riconosciuti quali esseri viventi e senzienti, legati all’uomo, finalmente e veramente libero dalle catene del capitalismo, esclusivamente da vincoli d’affezione e/o quantomeno di rispetto, riconoscenza ecc.

Il tema è molto vasto, nonchè di estrema delicatezza, e coinvolge direttamente per es. la questione alimentare, in ordine alla necessità o meno delle famose “proteine animali”.

Parliamone.

Riferimenti: V. Vegetarismo e comunismo

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