Fate la carità! Abbiamo già dato, andate a lavorare, canaglie!
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11 febbraio, anniversario del Concordato: il Papa auspica un ritorno alle elemosine per la chiesa. La chiesa non è mai sazia, sta lupa dopo il pasto ha più fame di prima. Il pasto è l'obolo, il sostentamento del clero, che dal 1984, dallo Stato è stato scaricato sul gobbone dei cittadini, tramite l'8 per mille sul gettito totale soggetto ad IRPEF.Come previsto dai furboni che hanno ri-confermato il Concordato (art.37 ), solo un terzo dei contribuenti sceglie a chi dare l'obolo, quindi il Vaticano arriva ad incassare anche l'85% dell'intero gettito. Le cifre ufficiali della C.E.I, nel 2004, ammettono che il 46% dell'incasso viene destinato "alle esigenze del culto [del Papa]" il 34% al sostentamento del clero e il restante 20% va quasi tutto all'Opera Missionaria, al ‘Gesù assetato di poveri', apparso a Madre Teresa di Calcutta, ovvero l'italo-imperialismo-missionario, finanziato coi soldi nostri. Ma non basta . Aggiungendo i finanziamenti agli istituti di sanità gestiti da istituzioni cattoliche, si può calcolare un altro miliardo di spesa da parte dello Stato, cioè soldi nostri. La Chiesa gestisce infatti oltre a 6000 centri di assistenza medica, suddivisi in 1853 ospedali e case di cura convenzionati; 729 orfanotrofi, 534 consultori medici, 136 ambulatori, 10 grandi ospedali (tra cui l'Agostino Gemelli in Roma che funge da nosocomio del Vaticano) nonché 111 ospedali di media dimensione, ecc. Nel campo poi dell'istruzione cattolica la Chiesa italiana dispone di 504 seminari, 6228 scuole materne ed asili, 1280 elementari, 1136 secondarie, cinque grandi università, la cui frequenza ai corsi, assicura il collocamento post lauream, e 130 altri atenei di media dimensione, di cui lo Stato paga i finanziamenti e le rette ai corsisti., Un tale apparato viene affiancato da un altrettanto grande apparato di gestione, costituito da 118 sedi vescovili, 12314 parrocchie, quasi altrettanti oratori, 360 case generalizie di ordini religiosi, un migliaio di conventi maschili o femminili (la metà dei quali, per le scarse vocazioni, finisce per diventare centri alberghieri a 4 stelle). Ma non basta. Nella sola area metropolitana di Roma, la Santa Sede e l'episcopato romano possiedono un vastissimo patrimonio immobiliare, dentro e fuori le mura aureliane, pari ad un quinto dell'area urbana che si estende dentro il circuito delle storiche fortificazioni. Solo lo Stato della città del Vaticano possiede cospicue proprietà edilizie extra moenia solo in parte specificate dai Patti Lateranensi del 1929: ad es., il palazzo di Propaganda Fidei a P.zza di Spagna, l'Università Gregoriana, il Collegio Lombardo, il Russicum ecc. ecc. , l'area di Santa Maria di Galeria che ospita la Radio Televisione Vaticana - 44 ettari - di disastro ambientale, l'inquinamento elettromagnetico provocato dalle sue emissioni televisive. Ma non basta . Su tutto questo immenso patrimonio immobiliare né il Vaticano né la CEI pagano un solo euro di imposte Bisogna aggiungere gli enti ecclesiastici che sono 59.000 e possiedono 90.000 immobili, il cui valore ammonta ad almeno 30 miliardi; ma essi per via della Convenzione economica annessa al Concordato sono esenti dalle imposte sui fabbricati, sui terreni e sui redditi relativi ad enti o istituti, sulle compravendite e su quelle di valore aggiunto: insomma, da ogni carico fiscale e contributivo. Ma non basta. Le istituzioni statali e comunali italiane perdono ogni anno un gettito valutato intorno ai 9 miliardi e mezzo; per cui senza questi privilegi fiscali della Chiesa lo Stato italiano potrebbe dimezzare il carico fiscale diretto e indiretto che grava sui cittadini-contribuenti. Ma non basta. Alle esenzioni fiscali dello Stato è necessario aggiungere quelle comunali, poiché per una recente legge gli enti ecclesiastici "non esclusivamente commerciali" sono esenti dall' ICI. E siccome per ottenere una tale esenzione è sufficiente che tali enti (alberghi, ristoranti, posti di ristoro ecc.) autocertifichino la loro destinazione "anche" a luoghi di culto (avendo annessa una cappellina o chiesuola), nessun comune della penisola riceve un euro da tali lucrose attività. In tal modo, i comuni italiani perdono l'incredibile ammontare di 2 miliardi e mezzo all'anno, che sommati ai mancati incassi fiscali dello Stato fanno lievitare a circa 12 miliardi la cifra complessiva dell'evasione fiscale (ladrocinio autorizzato) di Santa Romana Chiesa. Vaticano, preti, santa romana chiesa, canaglie, andate a lavorare! (Rielaborato da :www.disinformazione.it )
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commenti
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Chi glielo fa fare, ai preti, di andare a lavorare? Noi,glielo facciamo fare, vedrai che l'occasione si ripresenta, di 'bolsceviche' il mondo è pieno! Ciao.
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| postato da e.p. il 08/02/2008 19:38 | |
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Ammappate! Che esagerazione! E chi glie lo fa fare a questi, di andare a lavorare!
Bella la vignetta ciao ila |
| postato da mujeres libres il 07/02/2008 23:29 | |





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