L’Omsa non si piega!
L’OMSA NON SI PIEGA …e con l’Omsa non si piegano le lavoratrici , operaie, cassintegrate, precarie, licenziate, disoccupate!
COMPAGNE, OPERAIE, LAVORATRICI,
Da che il boss della calza e della Golden Lady, Nerino Grassi ha chiesto e ottenuto lo stato di crisi dell’azienda, con la convinzione di licenziare le 350 operaie e rispedirle a casa senza conflittualità, le operaie Omsa , respinti al mittente i licenziamenti , lottano più che mai per il posto di lavoro e il salario, che solo di salario vivono. Il Grassi ha giustificato la chiusura della fabbrica con la sua ‘vocazione esterofila’, delocalizzare in Serbia, che là, col trasferimento delle macchine e il monte- salari delle 320 operaie di Faenza, può super-sfruttare ben 2000 operai serbi, a 200 euro al mese, senza oneri fiscali e l’ingombro di diritti sindacali.
Come la Omsa, chiudono e de- localizzano migliaia di fabbriche, piccole e grandi, a mano d’opera femminile. L’opinione comune dà la colpa alla crisi, anche quando la crisi non c’è, come nel caso Golden Lady, che ha il monopolio del mercato della calza, (marchi SiSi, Filodoro, Matignon, Calzedonia, Nononsense, Hue, Serenella), è presente in 40 paesi con 16 stabilimenti e 7.000 operai, 400 punti vendita propri - i Goldenpoint – e detiene il 51% del mercato internazionale della calza.
Perchè questa falcidie femminile, anche là dove non c’è odore di ‘crisi , a tal punto che oggi, in Italia, una donna su due è disoccupata?
Lo impone la ‘Fabbrica Italia’ , modello Marchionne, cioè il massimo profitto padronale attraverso de-localizzazione degli stabilimenti e l’importazione in Italia di giovane mano d’opera de-sindacalizzata , a costo zero, perchè la sua formazione avviene nei paesi di emigrazione, e ai capitalisti non costa niente.
La ‘Fabbrica Italia’ mira ad iniettare nei lavoratori la paura di perdere il posto di lavoro, abbassando, con questi ricatti, ancora di più i salari e imporre in produzione un ‘regime militare’ tale, da far fuori la componente operaia e sindacale più combattiva, guidata oggi dalla FIOM.
A noi lavoratrici, in più, la ‘Fabbrica Italia, riserva un trattamento speciale. La perdita del posto di lavoro , più che con la crisi, ha a che fare coi rapporti di produzione determinati dal nostro essere donne-lavoratrici nella società capitalistica . In fabbrica assunte per ultime e licenziate per prime, in produzione, forza-lavoro di scarto, dequalificata e sottosalariata. A casa, tramite il ruolo di mogli e madri, la ‘Fabbrica Italia’ vorrebbe scaricare sul gobbo di noi donne il ‘welfare’ domestico’ , puntello della famiglia, con l’erogazione di decine di servizi domestici servili, gratuiti, per tenere a galla , anche così, la decrepita baracca italiana. Le zucche maschiliste in macroeconomia liberista van predicando il loro credo, a sostegno della ‘Fabbrica Italia’, meglio che le donne stiano a casa e rinuncino a lavorare, perché i costi sociali dell’occupazione femminile, (nidi, asili, scuole a tempo pieno, servizi socializzati) sottraggono risorse ad altri ‘investimenti ‘ più proficui dell’occupazione femminile. Tanta pseudoscienza per la vecchia solfa patriarcal-cattolica, il posto della donna è la casa!
Che ipocrisia! Ribelliamoci!
Senza lavoro e senza salario, qualsiasi discorso sulla ‘dignità sociale della donna’ è ipocrisia, pura retorica!
Invitiamo tutte le donne ad unirsi al Coordinamento Operaie GoldenLady-Omsa-Gissi, in difesa del posto di lavoro e del salario, e al Collettivo Femminista ‘il ruggito della Leonessa’ di Mi, che condivide e sostiene la lotta, perché di ‘ri-tornare a casa‘ a far le serve , non abbiamo nessuna intenzione!
Per contatti cell: 3299754906




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